Usa. Trump guarda alla sua eredità mentre i Repubblicani temono il voto di novembre

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di Shorsh Surme – Da mesi i principali consiglieri di Donald Trump tentano di riportare la sua attenzione sull’economia, nel tentativo di mostrare agli elettori che il presidente è concentrato sulle questioni che più li riguardano. Lo riporta il Wall Street Journal, citando fonti vicine alla Casa Bianca. Nonostante ciò, Trump continua a oscillare tra priorità diverse, dai progetti edilizi alle polemiche contro i suoi avversari politici, fino alle dispute internazionali che rischiano di indebolire ulteriormente la sua posizione.Secondo il Wall Street Journal, Trump dedica una parte crescente del suo tempo a progetti edilizi pensati per lasciare un segno tangibile del suo mandato: una sala da ballo alla Casa Bianca, un arco trionfale e altri monumenti celebrativi. Il presidente ha inoltre fatto stampare il proprio nome e la propria immagine su passaporti in edizione limitata, permessi per i parchi nazionali e una moneta commemorativa da un dollaro.Un alto funzionario dell’amministrazione ha dichiarato che Trump sta lavorando alla “costruzione della sua eredità”. Alcuni collaboratori sostengono che il presidente sia particolarmente attento a come le generazioni future lo ricorderanno e voglia evitare di essere percepito come un leader debole, citando l’esempio di Jimmy Carter.Newt Gingrich, ex presidente della Camera e alleato di Trump, ha affermato: “Vuole essere uno di quei presidenti di cui la gente dirà: ‘Ha contato’”.Il portavoce della Casa Bianca, Davis Engel, ha ribadito che Trump è “concentrato esclusivamente” sulla prosperità del Paese, sostenendo che passerà alla storia come uno dei presidenti più influenti dell’America moderna.Mentre Trump guarda alla propria eredità, il Partito Repubblicano affronta una battaglia complessa per mantenere la maggioranza al Congresso. Molti dirigenti del partito hanno esortato il presidente a concentrare attenzione e risorse sulle elezioni di metà mandato, considerate decisive.Il comitato MAGA Inc., legato a Trump, ha raccolto oltre 400 milioni di dollari, ma finora ha speso poco, suscitando frustrazione tra vari esponenti repubblicani. La prima grande spesa, superiore a 800mila dollari, è stata destinata alla campagna della senatrice Darlene Graham in Carolina del Sud, uno Stato considerato sicuro per i Repubblicani. Una scelta che ha lasciato perplessi molti dirigenti, che avrebbero preferito investimenti nei collegi realmente in bilico.Nonostante il calo dei suoi indici di gradimento, Trump vuole posizionarsi al centro della campagna elettorale. Secondo il Wall Street Journal, avrebbe confidato ai suoi consiglieri l’intenzione di realizzare una serie di spot televisivi incentrati sul suo programma.Durante un’intervista a Fox News, ha invitato i suoi sostenitori a “considerarlo come candidato”, nel tentativo di mobilitare la base MAGA.Le tensioni internazionali hanno spesso distolto l’attenzione dal programma interno. Mentre i Repubblicani erano impegnati nella campagna elettorale, Trump ha intensificato la disputa commerciale con il Canada, arrivando a firmare un ordine esecutivo per rinominare il Lago Ontario “Lago America”.Il commentatore conservatore Eric Erickson ha scritto: “È impossibile immaginare un elettore indeciso che legga questa notizia e decida di votare repubblicano”.La guerra con l’Iran, impopolare negli Stati Uniti, ha inoltre messo sotto pressione l’economia e contribuito al calo del gradimento di Trump. I Repubblicani rischiano ora di perdere non soltanto la Camera, ma anche il Senato.Le dinamiche interne degli Stati Uniti hanno inevitabili ripercussioni sul Medio Oriente. Un presidente concentrato sulla propria immagine storica, impegnato in dispute simboliche e indebolito sul fronte interno potrebbe avere meno margine per affrontare le crisi regionali, dalle tensioni con l’Iran alla questione curda, che continua a trovare uno spazio limitato nei principali tavoli diplomatici.Per il Medio Oriente e per il popolo curdo in particolare, la stabilità politica americana rimane un fattore determinante. Le prossime elezioni di novembre rappresenteranno quindi un test non soltanto per Trump e per il Partito Repubblicano, ma anche per la capacità degli Stati Uniti di mantenere un ruolo coerente nella regione.