Report, feudo intoccabile

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Un’azienda di Stato non può e non deve tollerare logiche intimidatorie al proprio interno, soprattutto quando a calpestare le regole del vivere civile sono proprio coloro che decantano, a parole, invereconde doti di integrità morale, rispetto e trasparenza. La notizia del passo indietro di Giulia Presutti e la scelta di Claudia Di Pasquale alla conduzione di Report, fotografa una realtà che non può essere ignorata. Il cosiddetto “metodo Report” non sembra più limitarsi a colpire gli interlocutori esterni con la gogna preventiva, ma rischia di divorare i suoi stessi figli, alimentando pressioni e dinamiche interne finalizzate alla difesa a oltranza di un feudo.Fa specie, e indigna, constatare come due professionisti seri come Giulia Presutti e Daniele Piervincenzi, entrambi risultati vincitori della selezione Rai per giornalisti professionisti, siano al centro di un pesante scontro interno e mediatico. La stessa Rai ha precisato che Presutti è risultata prima classificata nella selezione e che Piervincenzi è anch’egli risultato vincitore del concorso. “Felice per Claudia Di Pasquale – ha scritto subito Ranucci in un post – sarebbe stata la mia scelta in un normale dialogo con l’azienda”. Con l’aggiunta dell’immancabile stoccata alla Rai: “Però meno male che questo dialogo non è avvenuto perché se l’avessi consigliata io, probabilmente non l’avrebbero nominata”Si tratta di una vicenda che restituisce l’immagine di una strategia d’assedio, condotta da chi sembra non accettare le regole minime dell’alternanza e si comporta come un monarca assoluto, arroccato sulla propria poltrona. È il riflesso dinastico del “dopo di me il diluvio”, messo in scena da Sigfrido Ranucci e dai suoi fedelissimi con l’obiettivo di ostacolare, fin dal principio, chiunque fosse chiamato a insediarsi su quello scranno senza il benestare del gruppo di potere interno.Leggi anche: Presutti rinuncia, festa a Report: passa l’editto della redazioneReport, robe da matti. Ora gli inviati fanno il casting: “Presutti e Piervincenzi si ritirino”Ridurre un normale passaggio di consegne aziendale a un terreno di scontro fatto di pressioni, contrapposizioni e isolamento, fino ad arrivare alla rinuncia di una giovane giornalista, rappresenta un fatto di estrema gravità e incompatibile con i principi che dovrebbero governare un’azienda del servizio pubblico. La Rai non può piegarsi a logiche di appartenenza né tollerare pressioni che finiscano per calpestare la dignità e il lavoro delle persone. Se il metodo utilizzato per mettere fuori gioco i successori designati di Ranucci è quello dell’assedio e della pressione psicologica, allora ci troviamo di fronte a una deriva pericolosa, capace di svuotare di senso i principi di trasparenza, meritocrazia e pluralismo che dovrebbero caratterizzare il servizio pubblico.La purezza etica sbandierata per anni rischia così di sgretolarsi di fronte alla più classica delle difese corporative, mostrando una contraddizione profonda: la più spietata delle gogne, alla fine, potrebbe essere quella riservata a chiunque osi rompere il cerchio magico di un sistema di potere che si considera intoccabile.Salvatore di Bartolo, 4 settembre 206L'articolo Report, feudo intoccabile proviene da Nicolaporro.it.