Venezia 83, le pagelle dei look: Malkovich 9,5, Vittoria Ceretti 7, Kendall 6

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A Venezia il cinema sarà pure il protagonista, ma appena si accendono i flash sul red carpet è la moda a prendersi tutta la scena. La seconda serata dell’83esima Mostra del Cinema mette insieme divi hollywoodiani, top model, influencer e volti della moda, con risultati decisamente diversi. C’è chi sceglie il grande classico e non sbaglia, chi osa finalmente qualcosa di diverso e chi, forse, avrebbe fatto meglio a togliere un dettaglio prima di uscire. Ecco le nostre pagelle dei look più interessanti della serata.John Malkovich, finalmente qualcuno che si diverte. Voto: 9,5In mezzo a una distesa di smoking neri, John Malkovich sembra arrivare da un altro red carpet. E per fortuna! L’attore sceglie un completo dalle proporzioni morbide, con pantaloni ampi e una camicia color avorio dal collo plissettato che sembra uscito direttamente da un guardaroba aristocratico del Settecento.Potrebbe essere un disastro. Invece, proprio perché Malkovich lo porta con assoluta naturalezza, diventa uno dei look più interessanti della serata. Teatrale, ironico, sofisticato e soprattutto personale. Finalmente un uomo che non ha paura di fare qualcosa di diverso.Foto: Jacopo Salvi / Courtesy: Archivio Storico La Biennale di VeneziaDemetra in esilio, recensione: madri, figlie e il difficile diritto di andare viaMariacarla Boscono, quando la moda diventa spettacolo. Voto: 10Mariacarla Boscono non sceglie semplicemente un abito: sceglie un’immagine. La creazione Chanel con stampa newspaper e volumi importanti ha tutto quello che serve per rubare la scena, compreso un grande elemento floreale che aggiunge ancora più teatralità.La stampa richiama una lunga tradizione della moda e torna oggi in una versione sofisticata e contemporanea. Su Mariacarla, poi, sembra tutto perfettamente naturale. Il vestito è importante, ma non la sovrasta mai, è lei a comandare il look. E quando succede questo, il dieci arriva quasi da solo.Screenshot da Instagram: @chanelofficialMarina Ruy Barbosa, la sensualità fatta bene. Voto: 9,5Ci sono abiti che cercano disperatamente di essere sexy e altri che lo sono senza fare rumore. Marina Ruy Barbosa appartiene alla seconda categoria: il suo lungo abito nero segue la silhouette, gioca con trasparenze leggere e lascia che siano il taglio, il movimento e la sua presenza a fare il resto. Niente scollature urlate, niente dettagli messi lì per attirare l’attenzione. Tutto è misurato e proprio per questo funziona. Il contrasto con i capelli ramati è semplicemente perfetto: sensuale, elegante e senza una sbavatura.Screenshot da Instagram: @marinaruybarbosaGeorge Clooney al Festival di Venezia 2026: il Leone d’Oro e l’attacco a TrumpVittoria Ceretti, bellissima ma ci aspettavamo di più. Voto: 7Vittoria Ceretti arriva sul red carpet di Wild Horse Nine con un custom Giorgio Armani Privé che gioca sulla contrapposizione tra velluto nero e tulle trasparente ricoperto di microcristalli. L’abito segue il corpo come una seconda pelle e il bustier gioiello aggiunge movimento a una silhouette altrimenti molto essenziale.Su di lei, naturalmente, funziona, sarebbe difficile il contrario. Ma proprio perché parliamo di Vittoria, una delle modelle italiane più importanti del momento, il risultato lascia un piccolo senso di occasione mancata. Il vedo-non-vedo è raffinato, ma non esattamente una novità. Anche capelli e make-up scelgono la strada della discrezione assoluta. Tutto bello, tutto corretto, tutto molto Armani; quello che manca è il colpo di scena. Bella, sì. Memorabile, non ancora.Foto: Jacopo Salvi / Courtesy: Archivio Storico La Biennale di VeneziaStella Maxwell, trasparente ma mai volgare. Voto: 9Stella Maxwell sceglie un abito che sulla carta potrebbe facilmente diventare troppo: trasparenze, paillettes, lingerie a vista e drappeggi. Eppure su di lei tutto resta sorprendentemente equilibrato.Il segreto è l’attitudine. Non sembra impegnata a dimostrare di essere sexy, lo è e basta. Anche i capelli volutamente spettinati contribuiscono a quell’effetto effortless che sul red carpet è molto più difficile da ottenere di quanto sembri. Audace, ma con grande naturalezza. Visualizza questo post su Instagram Un post condiviso da Stella! (@stellamaxwell)Venezia 2026, George Clooney apre la Mostra: tutte le star attesePhoebe Waller-Bridge, finalmente il red carpet cambia musica. Voto: 8Niente abito da principessa e niente scollature da manuale. Phoebe Waller-Bridge arriva con pantaloni neri morbidi, una blusa bianca ampia e un lungo fiocco che movimenta la silhouette. Poi ci sono gli occhiali da sole, che completano quell’aria da rockstar sofisticata. È un look molto meno prevedibile di tanti altri e proprio per questo ci piace. Non sembra costruito per piacere a tutti. Ha carattere, ed è già un ottimo motivo per promuoverlo.Foto: Aleksander Kalka / Courtesy: Archivio Storico La Biennale di VeneziaKate e Rooney Mara, due sorelle, due approcci alla moda. Voto: 8Le sorelle Mara scelgono due strade decisamente diverse per il red carpet veneziano. Kate punta sulla sicurezza di Armani Privé, con un abito ricoperto di paillettes nere e bianche, una scollatura geometrica e una maxi perla al centro del décolleté. È glamour, ma senza l’effetto “palla da discoteca”: tutto è studiato, eppure niente sembra eccessivo. Una scelta elegante che funziona anche grazie a un beauty look più deciso.Rooney, invece, si affida a una creazione decisamente più difficile da decifrare: sopra una linea essenziale, sotto una maxi costruzione arricciata che aggiunge volume e rende quasi un’impresa anche solo immaginare come si possa camminare con quell’abito. Non ci convince del tutto, ma lei riesce ancora una volta a portare con naturalezza anche le scelte sartoriali più complicate. Due look molto diversi, insomma, ma una certezza: le sorelle Mara sanno come attirare i flash.Foto: Jacopo Salvi / Courtesy: Archivio Storico La Biennale di VeneziaOrlando Bloom, il grande classico che fa centro. Voto: 8,5Orlando Bloom non inventa assolutamente nulla: smoking nero, camicia bianca e papillon. Ma forse non serviva altro. Il completo Zegna cade perfettamente, con una silhouette pulita e impeccabile, mentre la spilla di diamanti Damiani aggiunge quel piccolo punto luce che evita l’effetto uniforme e dà un tocco prezioso senza appesantire l’insieme. È il classico look da divo hollywoodiano che abbiamo visto mille volte, quello che punta tutto sulla perfezione più che sulla sorpresa. E Bloom lo porta con quella sicurezza naturale che fa parte del personaggio: niente eccessi, niente esperimenti, solo un’eleganza molto ben calibrata. Forse non è il look che ricorderemo più a lungo di questa seconda serata, ma è difficile trovargli un difetto. Quando il classico è fatto così bene, possiamo anche smettere di lamentarci.Foto: Jacopo Salvi / Courtesy: Archivio Storico La Biennale di VeneziaLeslie Bibb, una sorpresa riuscitissima. Voto: 9Blu notte, nero, costruzione asimmetrica e uno spacco che accompagna la figura: Leslie Bibb sceglie un abito della maison svedese-iraniana guidata da Bahareh Ardakani e fa una scelta meno scontata del solito. Il risultato è scenografico senza essere ingombrante. E soprattutto non sembra un look costruito per urlare “guardatemi”. Funziona perché lascia spazio anche a lei, al sorriso e alla sua presenza. Una delle sorprese più belle della serata.Foto: Jacopo Salvi / Courtesy: Archivio Storico La Biennale di VeneziaVenezia, il cinema e l’amore: le coppie nate tra il Lido e la magia della LagunaKendall Jenner, elegante ma troppo prevedibile. Voto: 6Kendall Jenner sceglie Giorgio Armani della collezione Autunno/Inverno 1995 per il suo arrivo al Lido e punta su un lungo abito dorato ricoperto di dettagli luminosi. Il look richiama un certo glamour anni Novanta e, indossato da lei, ha sicuramente un suo perché.Il problema è proprio l’aspettativa. Da una top model del suo calibro, in occasione di un debutto così importante a Venezia, ci aspettavamo qualcosa capace di sorprendere. Invece il risultato resta molto sicuro. Bella, luminosa, impeccabile. Ma dov’è il guizzo?Foto: Jacopo Salvi / Courtesy: Archivio Storico La Biennale di VeneziaNatalia Paragoni, il look più potente non è un vestito. Voto: 8Natalia Paragoni arriva a Venezia con un completo essenziale e una scelta che dice molto più di qualsiasi abito da red carpet: decide di mostrarsi senza parrucca, con la testa rasata dopo il percorso di chemioterapia.Camicia bianca oversize, gonna nera lunga, accessori discreti. Un look semplice, ma proprio per questo molto forte. Non cerca di nascondersi né di costruire un’immagine diversa da quella che vive oggi. E la sicurezza con cui posa davanti ai fotografi rende tutto ancora più elegante.Foto da Instagram: @natyparagoniSteve Buscemi, più Reservoir Dogs che red carpet. Voto: 5Completo nero, camicia bianca e cravatta stretta: Steve Buscemi sembra pronto per entrare in una scena di Le Iene più che per una premiere veneziana. Gli occhiali da sole sarebbero stati quasi il completamento perfetto. Non è brutto, semplicemente non fa molto per lui sul piano fashion. Al suo fianco, Karen Ho con un abito nero asimmetrico riequilibra il duo con una scelta decisamente più interessante.Foto: Aleksander Kalka / Courtesy: Archivio Storico La Biennale di VeneziaMagda Swider, il circo è dall’altra parte del Lido. Voto: 4Pizzo trasparente, velluto rosso, ricami, strascico e un cilindro con veletta. Magda Swider mette praticamente insieme tutto quello che un red carpet può contenere e il risultato finisce per sembrare più una performance teatrale che un look. Osare non è mai un problema, ma anche il massimalismo ha bisogno di una direzione; qui, purtroppo, ci siamo persi per strada.Foto: Alberto Terenghi/Pool Photo Even/ipa-agency.netAlessandro Borghi, eleganza senza cravatta. Voto: 8Alessandro Borghi sceglie Valentino e porta sul red carpet veneziano un’eleganza maschile tutt’altro che ingessata. L’attore indossa un completo scuro doppiopetto dalle proporzioni morbide e contemporanee, abbinato a una camicia chiara lasciata aperta sul collo, senza cravatta. I revers generosi e il pantalone fluido rendono il look sofisticato ma rilassato, senza quell’aria da divo che sembra essersi vestito seguendo il manuale della première. Una scelta coerente con lo stile di Borghi, che anche quando indossa un completo importante riesce a conservarne un’attitudine spontanea e personale; non è il look più sorprendente della serata, ma è uno di quelli che funzionano proprio perché non sembrano costruiti a tavolino.Foto: Jacopo Salvi / Courtesy: Archivio Storico La Biennale di Venezia| Da Rumors.it