Ven, 4 Set 2026Dal vertice sulla sicurezza di Madrid arriva una posizione comune del calcio europeo: i divieti collettivi per i tifosi in trasferta devono essere utilizzati in circostanze eccezionali.DiRedazioneCondividi l'articolo(Foto: Richard Heathcote/Getty Images)Il calcio europeo prende posizione contro il ricorso sistematico ai divieti collettivi per i tifosi in trasferta. UEFA, European Football Clubs, European Leagues e Football Supporters Europe hanno infatti sottoscritto una posizione comune con l’obiettivo di limitare i provvedimenti che impediscono a intere tifoserie di seguire la propria squadra lontano da casa.Il tema è stato al centro della UEFA Safety and Security Conference, andata in scena a Madrid l’1 e il 2 settembre 2026 e che ha riunito oltre 500 rappresentanti tra federazioni, club, leghe, associazioni di tifosi, forze di polizia, istituzioni pubbliche e organizzazioni sportive internazionali. Per il secondo anno consecutivo, il confronto si è concentrato in particolare sul rapporto tra tifosi e sicurezza, con un focus sulla gestione delle trasferte e sull’approccio integrato promosso dal Consiglio d’Europa attraverso la Convenzione di Saint-Denis.Divieti trasferte, il calcio europeo chiede responsabilità individualiIl principio centrale fissato dagli stakeholder è chiaro: di fronte a episodi di violenza, disordini o comportamenti illeciti, le misure dovrebbero colpire i singoli responsabili e non le tifoserie nel loro complesso. Secondo UEFA, club, leghe e rappresentanti dei supporter, spostare il baricentro verso la responsabilità individuale permetterebbe di garantire maggiore equità e proporzionalità, oltre a trovare un equilibrio più efficace tra ordine pubblico e diritto dei tifosi a seguire la propria squadra.Una strada che, secondo i firmatari, deve essere accompagnata da una maggiore cooperazione internazionale tra autorità pubbliche, federazioni, club, leghe e organizzatori delle competizioni, soprattutto per individuare e perseguire i soggetti direttamente responsabili di comportamenti pericolosi. I tifosi in trasferta, sottolinea il documento, rappresentano infatti una componente fondamentale del calcio europeo. Contribuiscono all’atmosfera degli stadi, all’identità culturale delle competizioni e alla loro stessa attrattività.Il diritto a viaggiare per assistere alle partite viene quindi considerato una componente consolidata della cultura calcistica europea, naturalmente nel rispetto delle normative nazionali e delle regole di sicurezza.UEFA: stop ai divieti collettivi ordinari e più dialogoLa seconda indicazione riguarda direttamente il ricorso ai provvedimenti generalizzati. Secondo la posizione condivisa emersa dal vertice di Madrid, i divieti collettivi non devono diventare una risposta ordinaria ai problemi di ordine pubblico. Dovrebbero essere applicati soltanto in circostanze eccezionali e quando esistano elementi documentati, oggettivi e aggiornati che dimostrino l’impossibilità di affrontare il rischio attraverso misure meno restrittive.Necessità e proporzionalità diventano quindi i due criteri centrali. La posizione riprende quella contenuta nella Raccomandazione Rec(2025)1 approvata nell’ottobre 2025 dal Comitato di Saint-Denis del Consiglio d’Europa sull’utilizzo dei divieti collettivi nei confronti dei supporter in trasferta. Il calcio europeo chiede inoltre che le decisioni sulle restrizioni non vengano assunte senza un confronto con i soggetti direttamente coinvolti.Particolare attenzione viene posta sulle gare considerate ad alto rischio. In questi casi, secondo i firmatari, il processo decisionale dovrebbe prevedere un confronto effettivo tra autorità, organizzatori delle competizioni, club e associazioni di tifosi, puntando sulla condivisione delle informazioni anziché su decisioni assunte unilateralmente. La richiesta riguarda anche le tempistiche.Eventuali provvedimenti che limitino la presenza dei tifosi dovrebbero essere comunicati con sufficiente anticipo, così da permettere ai supporter di organizzare viaggi e trasferte e, nei casi previsti dalla legislazione nazionale, di poter utilizzare gli strumenti di ricorso a loro disposizione. Un tema particolarmente rilevante quando i divieti vengono adottati a ridosso delle partite, con ricadute anche economiche per chi ha già acquistato biglietti, voli o sistemazioni.UEFA e club chiedono maggiore trasparenzaL’ultimo principio riguarda la trasparenza delle decisioni. I divieti collettivi, si legge nella posizione comune, dovrebbero essere fondati su evidenze chiare e su processi trasparenti. Le motivazioni dovrebbero essere esplicitate e comunicate, in modo da aumentare la comprensione delle misure adottate e rafforzarne la legittimità.Il messaggio che arriva da Madrid è dunque quello di una collaborazione più stretta tra calcio e istituzioni, ma con un cambio di approccio rispetto alla gestione delle criticità legate alle trasferte. Non una richiesta di rinunciare agli strumenti necessari per tutelare sicurezza e ordine pubblico, ma quella di evitare che gli episodi causati da singoli o gruppi limitati finiscano automaticamente per tradursi in un divieto per migliaia di sostenitori.La dichiarazione congiunta sarà ora trasmessa al Comitato di Saint-Denis del Consiglio d’Europa, come posizione ufficiale condivisa dagli stakeholder del calcio europeo sul tema dei divieti collettivi ai tifosi in trasferta.Developed by 3x1010