Da Report alla politica, Ranucci parla già da leader di partito

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Sigfrido Ranucci continua a dire di non voler entrare in politica. Ma, a giudicare dalle ultime dichiarazioni, sembra quasi impegnarsi a rendere sempre più difficile credergli. Perché dopo l’addio alla conduzione di Report il giornalista non si limita più a contestare una decisione aziendale o a difendere il proprio lavoro: alza progressivamente il tiro, allarga il campo e costruisce una narrazione che dalla Rai arriva direttamente alla «democrazia», alle «future generazioni» e persino alla necessità di «lottare per un mondo migliore».Parole che, prese singolarmente, possono naturalmente rientrare nella battaglia personale e professionale di un giornalista appena estromesso dalla trasmissione che ha guidato per anni. Messe però una dietro l’altra, e soprattutto accostate alle indiscrezioni che iniziano a circolare su una possibile candidatura, assumono inevitabilmente un altro sapore.L’ultimo messaggio è arrivato dopo la nomina di Claudia Di Pasquale, che insieme a Daniele Piervincenzi prenderà le redini di Report. Ranucci ha accolto positivamente la scelta: «Sarebbe stata la mia scelta in un normale dialogo con l’azienda». Poi però il discorso si è spostato rapidamente ben oltre il palinsesto di Rai3. «Ora si combatte per la libertà di stampa e per la democrazia. Una battaglia contro un metodo che non riconosce il merito», ha scritto sui social. E ancora: «Mi rifiuto di lasciare alle future generazioni un mondo governato da chi non tollera il giornalismo libero e i magistrati liberi».Infine la frase che più di tutte sembra uscire dal perimetro della vertenza Rai: «Non condurrò Report ma lotterò per un mondo migliore e meno mostruoso». Un manifesto? Una dichiarazione d’intenti? Per ora certamente no. Ma è altrettanto evidente che il lessico è ormai quello di una battaglia pubblica assai più ampia della conduzione di una trasmissione televisiva.E proprio mentre Ranucci intensifica i toni, attorno al suo nome cominciano a muoversi i sondaggi. Open racconta di aver visionato la bozza di una rilevazione Swg nella quale agli intervistati viene posta una domanda piuttosto esplicita: «Secondo lei, Sigfrido Ranucci potrebbe essere un buon leader politico?». Secondo il quotidiano online, test analoghi sarebbero in preparazione anche presso altri istituti demoscopici. Il committente, almeno per ora, resta riservato.È qui che lo scenario si fa interessante. Perché qualcuno, che si tratti di un giornale oppure di un partito, sta evidentemente cercando di capire quanto possa valere elettoralmente il nome dell’ex conduttore di Report. E se Giuseppe Conte ha già escluso un suo ingresso nelle liste del Movimento 5 Stelle, dalle parti di Alleanza Verdi e Sinistra la porta appare meno blindata: Nicola Fratoianni ha semplicemente osservato che «è presto» per parlare di candidature. Leggi anche:I nuovi Soumahoro: Ranucci e AlbaneseRanucci, dal canto suo, aveva assicurato: «Non ho progetti politici in mente». Formula chiara, ma non definitiva. E soprattutto pronunciata prima di questa nuova raffica di messaggi sulla democrazia, sulla libertà di stampa, sui magistrati e sul «mondo migliore» da consegnare alle prossime generazioni. Può darsi che non ci sia alcuna candidatura all’orizzonte e che tutto si esaurisca nella battaglia contro i vertici Rai. Ma se davvero Ranucci non ha alcuna intenzione di fare politica, negli ultimi giorni ha scelto quantomeno un modo piuttosto curioso per dimostrarlo. Perché mentre nega una discesa in campo, attorno a lui c’è già chi misura i voti. E lui, dichiarazione dopo dichiarazione, sembra quasi scrivere il programma.Massimo Balsamo, 4 settembre 2026L'articolo Da Report alla politica, Ranucci parla già da leader di partito proviene da Nicolaporro.it.