Tre figli uccisi, 13 psicofarmaci e il verdetto dei media: il dramma di Lindsey Clancy che spacca l’America

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La giuria chiamata a deliberare sul caso di Lindsay Clancy, la mamma che ha ucciso i tre figli, «non è in grado» di raggiungere un verdetto. Questo l’esito choc che riportano i media americani citando la comunicazione dei giurati alla corte. Il giudice William Sullivan ha dichiarato il processo nullo: «Non penso di avere altra scelta che dichiarare l’annullamento del processo». I giurati hanno deliberato per oltre sei giorni senza riuscire a trovare il consenso su un caso che ha incollato gli americani alla tv e ha acceso il dibattito sulla depressione e la psicosi post-partum. Storia di una mamma omicidaIl 24 gennaio 2023, la tranquilla cittadina di Duxbury, nel Massachusetts, Lindsey Clancy, un’infermiera pediatrica di 32 anni apprezzata da colleghi e comunità, ha strangolato a morte i tre figli piccoli: Cora (5 anni), Dawson (3 anni) e Callan (8 mesi). Lo ha fatto a casa, prima di tentare il suicidio lanciandosi dalla finestra del secondo piano. Da quel volo Lindsey non morirà ma rimarrà in sedia a rotelle, paraplegica. La donna ha agito quando il marito Patrick era uscito di casa per commissioni veloci. Al rientro, l’uomo ha scoperto la tragedia.La psicosi post-partumPiù che il caso giudiziario, a scatenare il dibattito è stata la salute mentale materna. Perché la donna, da infermiera, ha tentato più volte di curarsi. Più volte ha presentato pericolosi episodi psicotici, ma spesso i medici incontrati avrebbero errato nelle diagnosi e nella somministrazione dei farmaci. I legali di Clancy sostengono che la donna fosse vittima di una grave psicosi post-partum e di una marcata sindrome depressiva, esacerbata dall’assunzione simultanea di numerosi farmaci psicotropi prescritti nei mesi precedenti la tragedia. Secondo la perizia di parte, la donna non era in grado di intendere e di volere, agendo sotto l’effetto di delusioni e allucinazioni. Dall’altra parte la procura di Plymouth aveva ribadito invece la premeditazione e la capacità di agire della donna, evidenziando come l’indagata avesse calcolato con precisione il tempo a disposizione per compiere il gesto prima del rientro del marito, documentando ricerche online sull’esecuzione delle aggressioni.I messaggi alla madre: «Vieni a stare con me, sono davvero malata. Non voglio essere sola»Atti e diari personali documentano la caduta nel vuoto di Lindsey. Nel suo diario scriveva: «3 dicembre, pensieri suicidi tutto il giorno», mentre alla madre inviava messaggi disperati: «Vieni a stare con me, sono davvero malata. Non voglio essere sola». La donna era arrivata a prendere 13 psicofarmaci al giorno. La vicenda ricorda da vicino quella di Andrea Yates, la madre texana che nel 2001 annegò i cinque figli nella vasca da bagno: condannata all’ergastolo nel 2002, fu poi prosciolta nel 2006 per infermità mentale e trasferita in un centro psichiatrico. L'articolo Tre figli uccisi, 13 psicofarmaci e il verdetto dei media: il dramma di Lindsey Clancy che spacca l’America proviene da Open.