Ven, 4 Set 2026Gian Piero Gasperini racconta le difficoltà del club sul mercato estivo, legate alla necessità di rispettare i paletti imposti dalla UEFA.DiRedazioneCondividi l'articolo(Foto: Dan Istitene/Getty Images)Scudetto, Circo Massimo… sono solo bisbigli, ma a Gian Piero Gasperini arrivano forti come urla. Siamo solo a settembre, è troppo presto per parlarne. Lo stesso allenatore della Roma lo dice in un’intervista rilasciata alla Gazzetta dello Sport. «I sogni non si soffocano mai. L’importante è sapere che, quando suona la sveglia, la realtà è un’altra cosa. Poi, se vivi la realtà nel modo giusto, puoi anche farla combaciare con i sogni. Ma non sono discorsi da inizio settembre».Una squadra che vive di passione, entusiasmo, ma anche di problemi economici. La stretta della UEFA con il Fairplay finanziario si è fatta sentire anche quest’anno. «A giugno, pensavo che avessimo risolto i problemi con i soldi della qualificazione in Champions – ha dichiarato. – Quando abbiamo provato a prendere Greenwood e Summerville, ho capito che non era così. L’estate è stata una tortura, rivedere di continuo le idee di mercato e rinunciare a ragazzi che erano entusiasti di venire alla Roma, per ragioni di monte ingaggio. La proprietà, compatibilmente ai paletti finanziari, ha fatto tutto il possibile».Gasperini ha trovato un gruppo compatto, che pur di restare a Roma si è tagliato lo stipendio. E l’inizio di campionato sta ripagando e compensando ciò. Dybala «ha fatto tutta la preparazione al meglio, è forte, sta bene. Mai fermare un ragazzo che si diverte e giocare», Malen, partito bene, ma troppo leggero «Se insidia il record dei 36 di Higuain, non mi sorprende».Sono però arrivati nuovi rinforzi. Molina, al momento in ripresa dal Mondiale, una punta, anche se non è quella che cercava: «L’ho cercata anche stavolta. Poi è spuntato Castro che si è comprato il biglietto del treno per venire da noi. Non potevo scaricarlo. E comunque anche lui sa colpire di testa».Le partite dei sentimenti: nuova sfida alla DeaDomani ci sarà l’attesa sfida, almeno per l’allenatore, contro l’Atalanta, lasciata proprio a partire dalla scorsa stagione. Gasperini ritrova una squadra «con il potere economico di una big. Come lo scorso anno, resta un punto di riferimento. Sapevo che se fossimo finiti davanti alla Dea, avremmo avuto buone chance di Champions, perché da 8 anni la Roma finiva sempre dietro all’Atalanta».Anche il mercato dei bergamaschi è stato importante, soprattutto per le cessioni. Con loro un anno fa la Roma ha ottenuto sconfitta e pareggio. L’obiettivo è batterla, e sarebbe anche ora. Come l’altra bestia nera di Gasperini: l’Inter. Negli ultimi 10 incroci: 8 sconfitte e due pareggi. «Quasi sempre, ho potuto fare ben poco. L’Inter era già la più forte e si è rinforzata ancora».Sì, ma la classifica al momento dice Roma prima (per differenza reti). L’Inter è sempre lì, e le squadre dietro si avvicinano. «Il Milan ha fatto un bel mercato, la Juve sfrutterà il lavoro lungo di Spalletti, il Napoli ha la forza di un ottimo organico. Como e Atalanta sono cresciuti. Noi dobbiamo confermarci in alto e migliorare negli scontri con le big. Poi si vedrà». Con l’Udinese che può stupire.Il ritorno in Champions LeagueGasperini vede il ritorno della Roma in Champions League come «Un’occasione per conoscerci. Sappiamo già che in Italia ce la possiamo giocare, ora scopriremo se possiamo anche in Europa. L’esperienza internazionale di Balerdi e De Roon sarà un aiuto in più. Comunque, per noi sarà un punto di partenza».Competizione che riapre cassetti della mente che era meglio tenere chiusi, come giocare contro il PSG, che sgambettò la Dea a 5’ da una semifinale di Champions. «Mi vengono sempre in mente le nostre assenze. Io feci entrare Da Riva, loro Mbappé». Ma questo è il calcio: «confrontarsi, parlare, ascoltare. Stare bene insieme». Nonostante tutto.Developed by 3x1010