Ven, 4 Set 2026Il progetto nell’area della Fiera torna al centro dei piani rossoblù: Saputo e BolognaFiere pronti a sostenere l’investimento per la parte calcistica, resta da definire il costo della multifunzionalità.DiRedazioneCondividi l'articoloJoey Saputo (Foto: Alessandro Sabattini/Getty Images)Il Bologna ci riprova sul fronte stadio. Dopo il lungo percorso legato al futuro del Dall’Ara, il club rossoblù guarda ora con sempre maggiore concretezza all’ipotesi di un nuovo impianto nell’area della Fiera, tassello considerato fondamentale per aumentare i ricavi e garantire nel lungo periodo la competitività della società. A ribadire la centralità del progetto è stato l’amministratore delegato Claudio Fenucci, intervenuto in conferenza stampa al termine di un mercato estivo caratterizzato dalla necessità di ridimensionare i costi dopo le importanti spese sostenute negli ultimi anni. Un tema, quello della sostenibilità, che si intreccia inevitabilmente con la capacità del Bologna di generare nuovi ricavi.«Il progetto stadio serve per garantire competitività e avere risorse. È fondamentale per la città e per il club. Siamo già al lavoro con i progettisti per capire i costi della multifunzionalità dell’impianto, che oltre al calcio ospiterà concerti e fiere», ha spiegato Fenucci durante una conferenza stampa organizzata al termine della sessione estiva del mercato.Bologna nuovo stadio, perché l’impianto è fondamentale per i ricaviLe parole dell’Ad arrivano in un momento nel quale il Bologna sta cercando di aprire una nuova fase del proprio percorso. Nelle ultime stagioni il club ha investito complessivamente circa 280 milioni di euro, raggiungendo risultati di primo piano come la qualificazione alla Champions League e la vittoria della Coppa Italia, oltre alla partecipazione all’Europa League.La crescita sportiva ha però portato con sé anche un aumento della struttura dei costi. Secondo quanto spiegato dallo stesso Fenucci, questi ultimi sono arrivati a circa 145 milioni di euro, a fronte di ricavi nell’ordine degli 85 milioni, rendendo necessaria una revisione della politica economica dopo la mancata qualificazione alle competizioni europee.Da qui le cessioni dell’ultima sessione di mercato e la volontà di tornare a una gestione maggiormente sostenibile. Ma la riduzione dei costi rappresenta soltanto una faccia della medaglia. L’altra passa inevitabilmente dalla crescita dei ricavi, ed è proprio su questo terreno che il nuovo stadio assume un ruolo strategico. «I media rappresentano oggi la nostra principale fonte di guadagno con i diritti tv, ma Premier e Coppe fagocitano la maggior parte di questa fetta. Ergo, i ricavi da stadio diventano fondamentali», ha sottolineato Fenucci.Non soltanto, dunque, un luogo nel quale disputare le partite. Nella visione del Bologna, l’impianto deve trasformarsi in uno strumento per creare nuove fonti di fatturato durante tutto l’anno, oltre che in un elemento attraverso il quale rafforzare il rapporto con la tifoseria. «È un luogo dove si creano comunità di tifosi e si fidelizzano le giovani generazioni», ha ricordato l’amministratore delegato.Nuovo stadio Bologna, il progetto nell’area della FieraIl progetto al quale stanno lavorando Bologna e BolognaFiere prevede infatti un impianto multifunzionale, capace di ospitare non soltanto le gare della squadra rossoblù, ma anche concerti, eventi e manifestazioni fieristiche. Un modello che punta a rendere economicamente sostenibile l’investimento attraverso un utilizzo della struttura molto più ampio rispetto alle sole partite di calcio.Un altro elemento potenzialmente favorevole è rappresentato dalla localizzazione. L’area individuata si trova infatti all’interno del quartiere fieristico, in una zona collegata alle principali infrastrutture cittadine e vicina all’autostrada e alla futura linea tranviaria. Inoltre, la natura privata dei terreni e la presenza di investitori privati potrebbero contribuire a rendere il percorso autorizzativo meno complesso rispetto ad altre operazioni infrastrutturali.Sul fronte degli investimenti, i due soggetti principali sono Joey Saputo – personalmente e non attraverso il Bologna – e BolognaFiere. Secondo le valutazioni illustrate nelle interlocuzioni sul progetto, per la componente prettamente calcistica dell’impianto sarebbero necessari circa 200 milioni di euro, per i quali esisterebbe già una copertura attraverso l’impegno dei soggetti coinvolti. Il punto da chiarire riguarda invece il costo della multifunzionalità.Bologna nuovo stadio, il nodo dei costi della multifunzionalitàElementi come una possibile copertura retrattile e le strutture necessarie per consentire allo stadio di trasformarsi rapidamente da impianto calcistico a spazio per concerti, eventi o attività fieristiche determinerebbero infatti un investimento aggiuntivo significativo. Ed è proprio su questo fronte che stanno lavorando attualmente i progettisti.L’obiettivo dei prossimi incontri sarà quantificare con maggiore precisione questa componente dell’investimento e capire quante ulteriori risorse dovranno essere reperite. Secondo le stime circolate nelle ultime settimane, potrebbe essere necessario trovare circa altri 100 milioni di euro, cifra che porterebbe l’investimento complessivo potenziale nell’ordine dei 300 milioni, anche se si tratta ancora di valutazioni da definire nel dettaglio. «A breve ci saranno nuovi incontri per capire se ci siano le condizioni per farlo. Siamo già al lavoro con i progettisti», ha confermato Fenucci.Il dossier si trova quindi ancora in una fase di approfondimento, ma rispetto alle ipotesi del passato il Bologna ritiene di poter contare su condizioni più favorevoli: un’area già individuata, il coinvolgimento diretto della Fiera, investitori privati e un progetto nel quale la componente calcistica si inserirebbe all’interno di una più ampia strategia dedicata a sport, intrattenimento ed eventi.Una strada che ha incassato anche l’appoggio di Confcommercio Ascom Bologna. «È importante che tutta la città si unisca intorno al progetto del nuovo stadio», ha spiegato il direttore Giancarlo Tonelli, sottolineando come l’iniziativa possa rappresentare un passaggio fondamentale «per un futuro più stabile del club». Dopo anni nei quali la crescita sportiva è stata sostenuta soprattutto dagli investimenti della proprietà, il Bologna punta dunque a costruire una base economica differente. Settore giovanile, contenimento dei costi e aumento dei ricavi propri sono i tre pilastri indicati dalla società per il prossimo ciclo.E in questa strategia il nuovo stadio non rappresenta semplicemente un progetto infrastrutturale. Per il Bologna è soprattutto il possibile strumento attraverso il quale ridurre il divario economico con le grandi della Serie A e creare le condizioni per tornare, in futuro, ad alzare nuovamente l’asticella degli investimenti.Developed by 3x1010