Altobelli difende Pio Esposito: «Ha pagato abbastanza per quel rigore contro la Bosnia. Vuole fare la storia dell’Inter»

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Alessandro Altobelli, ex attaccante, ha parlato così di Pio Esposito in vista dell’esordio in Serie A dell’InterNel giorno dell’esordio dell’Inter contro il Monza, l’ex attaccante Alessandro Altobelli ha condiviso le sue analisi sul nuovo campionato nerazzurro e sull’impatto di Pio Esposito a La Gazzetta dello Sport. Prima di volare all’estero in Kuwait per commentare la Serie A per Shasha Sport Tv, l’ex campione ha accennato al contesto della sua destinazione: “Anche se lì, a causa della guerra, un giorno la situazione è tranquilla e l’altro un po’ meno…”.Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italianoL’incoronazione di Esposito e il ruolo in squadraPer la leggenda nerazzurra, Pio Esposito rappresenta una certezza per club e Nazionale: “Titolare dell’Inter e della Nazionale, mi piace tantissimo. Sta dimostrando di essere una grande punta, giovane ma anche esperta. Inter e Italia hanno trovato il centravanti per tanti anni”.Sulla gestione dell’attacco nelle numerose gare stagionali, Altobelli ha sottolineato: “L’Inter in questa stagione giocherà 60 partite, ci sarà spazio per tutti, compreso Bonny. Pio intanto è l’unico titolare certo per la prima col Monza…”.Dal punto di vista tattico, l’ex bomber riconosce la generosità di Esposito: “È umile, ha fame, gioca per la squadra, sa rendersi utile anche quando non segna. Difende il pallone come un veterano, fa salire i compagni, è bravissimo nelle sponde aeree e negli assist. Pensa sempre alla giocata con cui mettere il compagno in condizione di segnare”. Un’attitudine preziosa per il collettivo: “Vero, ma soprattutto in una squadra in cui attaccano anche i centrocampisti e gli esterni, i suoi movimenti sono ideali per aprire spaces. Anche in questo ha una maturità incredibile se si pensa alla sua età”.La crescita del giocatore e la corsa ScudettoL’equilibrio del giovane deriva dall’ambiente familiare: “L’Inter ha fatto sicuramente un ottimo lavoro, ma la famiglia ha avuto un gran peso. Vado spesso a trovare suo padre che ha un centro sportivo qui a Brescia. Se Pio è così con i piedi per terra e sempre pronto a imparare è perché è cresciuto in un ambiente sano, di solidi principi. Infatti anche i suoi fratelli calciatori mettono sempre il gruppo davanti a se stessi”.Sulle energie da dosare, l’esperienza offrirà ulteriore lucidità: “A inizio carriera anche io rincorrevo ogni pallone e sprecavo energie. Se svari anche sugli esterni non puoi essere in area al momento giusto e anche se ci arrivi sei meno lucido. Col tempo e con l’esperienza imparerà come dosare le forze“. Sulle doti realizzative aggiunge: “Alla sua età si può crescere in tanti aspetti. Qualcuno dice che dovrebbe essere più letale col tiro, ma i suoi gol di piede li ha fatti. Senza dimenticare che le sue peculiarità sono il gioco aereo e le conclusioni in acrobazia”.L’errore dal dischetto in maglia azzurra è ormai archiviato: “Ha pagato già abbastanza per quell’errore in cui comunque ha confermato personalità andando per primo sul dischetto. Credo sia più una coincidenza, anche perché nel finale di stagione Lautaro rientrò dall’infortunio togliendogli un po’ di spazio”.In attacco non servono ulteriori rinforzi — “Non credo che servirebbe. Quei quattro lì bastano e avanzano” —, mentre la spalla ideale resta Lautaro Martinez: “Lautaro, perché è un leader che segna e gioca per la squadra”, ribadendo il suo gradimento: “Ma io stravedo per Lautaro…”.Infrangibili anche le sirene di mercato: “L’Inter non ha bisogno di soldi. Pio è nato e cresciuto in nerazzurro. Vuole fare la storia di questo club. Credo che il problema non si ponga“. Infine, un quadro sulla lotta Scudetto in Serie A: “Sulla carta è la più completa, ma occhio a Juve e Milan. Senza trascurare il Napoli di Allegri. Gasp a Roma ha avuto il mercato che voleva, ma credo che il suo scudetto sarà restare tra le prime 4″.