Invisibili per davvero: in Italia oltre 12 milioni di persone — un adulto su quattro — assistono gratuitamente un parente o un amico con difficoltà motorie o cognitive. Di questi, 4,4 milioni sono caregiver familiari conviventi, in maggioranza donne, spesso già impegnate anche in un lavoro fuori casa. Secondo l’ultima indagine ISTAT sulle reti di solidarietà, nelle famiglie in cui vive una persona con disabilità il rischio di povertà sale al 28,4%, contro il 23,4% della media nazionale. Numeri che d’estate pesano ancora di più: i centri diurni chiudono, il caldo aggrava le condizioni di chi viene assistito e l’assistenza domiciliare, già insufficiente durante l’anno, in molti casi sparisce del tutto.Alleanza contro la Povertà, come spiega il portavoce nazionale Antonio Russo, ha scelto proprio questo momento — “una stagione in cui sembra che alcuni non si interessino più di alcune vere e proprie emergenze” — per accendere un faro sul tema, dopo un’iniziativa analoga dedicata agli anziani e prima di quella, annunciata, sui lavoratori e sui minori senza fissa dimora. “I dati fanno tremare le vene ai polsi”, dice Russo: “Ci sono quasi 13 milioni di persone con disabilità nel nostro Paese, 3 milioni delle quali in condizioni gravi”. Il reddito familiare di queste persone risulta inferiore del 7,8% rispetto alla media nazionale di chi vive già sotto la soglia della povertà assoluta — su un totale di circa 5,7 milioni di italiani in quella condizione.Un diritto, non una cortesiaQuello che i numeri raccontano è una privazione che si aggiunge alla privazione. “Quando si ha un disabile in casa in una condizione come questa, soprattutto quando si hanno difficoltà economiche, è inimmaginabile poter pensare di fare delle ferie, come sarebbe normale per tutti. Al sacrificio si aggiunge un sacrificio, perché queste persone vivono a volte ventiquattr’ore al giorno a fianco a un disabile”. D’estate il quadro peggiora ulteriormente, perché anche i servizi territoriali — i centri specializzati, il personale comunale di sostegno — rallentano insieme al resto del Paese: “Il danno è doppio, perché oltre a non riconoscere un diritto — e non stiamo facendo una cortesia a nessuno: nella nostra Costituzione le cose sono stabilite in modo molto chiaro, chi vive una condizione di disabilità deve essere sostenuto, deve essere aiutato con una serie di politiche che non sono soltanto un contributo economico”.1,15 milioni di euro per un intero PaeseSul tavolo c’è il disegno di legge sul caregiver familiare, approvato dal Consiglio dei Ministri il 12 gennaio scorso: prevede un contributo fino a 400 euro mensili, ma solo per chi ha un ISEE molto basso, con appena 1,15 milioni di euro stanziati per il 2026. “Ecco il problema”, dice Russo, “le risorse stanziate praticamente nel 2026 sono molto simboliche, e per giunta destinate in parte alla piattaforma INPS che dovrà occuparsi delle verifiche”. Sulla stessa manovra erano stati promessi 207 milioni di euro complessivi: “Siamo a 1,15, speriamo di arrivare a quella cifra nel 2027, perché se non ci sono provvedimenti legislativi accompagnati da supporti concreti non ne usciamo. Il rischio è avere un quadro normativo apparentemente efficace che nella sostanza non cambia le condizioni di vita di queste persone”.La soglia ISEE fissata per accedere al fondo è di 15.000 euro per nucleo familiare. Su circa 7 milioni di caregiver stimati in Italia, sarebbero appena 62.000 quelli che rientrerebbero nei requisiti.“Vai a mangiare le lenticchie”Ma qualcosa si salva, ed è l’indennità di accompagnamento — “una legge di straordinaria intuizione e civiltà” — proprio perché non è legata al reddito: “Se l’indennità di accompagnamento fosse data in base a un reddito, probabilmente centinaia di migliaia di persone non la prenderebbero. Il legislatore, quando ha varato quel provvedimento, ha capito che se uno è in difficoltà e ha bisogno di essere aiutato il problema non è solo reddituale”.Il nuovo ISEE a 15.000 euro colloca già le famiglie sulla soglia della povertà: “Vai a mangiare le lenticchie, diciamo. E stiamo parlando di reddito familiare”.Il livello di civiltà di un paese si misura forse soprattutto su queste cose.Alessio De Paolis, 19 agosto 2026The post Caregiver: le vere vittime dell’estate e un decreto beffa ▷ “Aiuti? Sommeranno povertà alla povertà” appeared first on Radio Radio.