Il Papa incontra i giovani al Meeting di Rimini: "Nell'amore mai costrizione, indottriname...

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AGI - Una lunga standing ovation, centinaia di foulard gialli e bianchi sventolati, decine di striscioni: tifo da stadio e accoglienza da rockstar per Papa Leone XIV al suo arrivo al Villaggio Ragazzi, all'interno del Meeting di Rimini, dove nei 6 mila metri quadrati del padiglione erano stipati in oltre cinquemila, soprattutto famiglie, con passeggini e figli piccoli al seguito, provenienti da ogni parte d'Italia e anche dall'estero.Il pontefice è stato accolto da un entusiasmo strabordante, che Prevost ha ricambiato dispensando sorrisi. Al suo ingresso, in golf car, i ragazzi hanno intonato la canzone "L'amico", di Claudio Chieffo, brano molto conosciuto nell'ambito della musica di ispirazione cristiana e tra gli scout con il titolo di "Ho un amico grande grande".Prima del breve indirizzo di saluto, Leone XIV ha ricevuto in dono una t-shirt e un badge personalizzati del Villaggio e una sacca del Meeting 2026: a consegnargli i doni è stato Orlando, 10 anni, di Rimini. Il Villaggio Ragazzi è un progetto nato nel 2022, dopo il Covid, da un gruppo di amici, papa' e mamme, insieme ad altri volontari amici storici del Meeting, che hanno sempre vissuto la pienezza dell'evento insieme ai loro figli. Negli anni si è evoluto, fino a diventare un Meeting in miniatura: accanto all'area ludica, sono state organizzate mostre e incontri. "Non vogliamo che sia un parcheggio per ragazzi - spiega una delle volontarie che presidia l'area -: è uno spazio perfettamente integrato con l'evento principale, capace di riprendere con un linguaggio diverso i grandi temi del Meeting"Il Papa al meeting di RiminiIl santo Padre nel suo discorso si è rivolto personalmente ai moltissimi giovani presenti sottolineando come "Nell'amore non c'è'mai costrizione, indottrinamento; mai seduzione, inganno, arruolamento. C’è amore solo nella liberta', nel confronto vivo, nel dono generoso di se'". Ha continuato Papa Leone "Cari giovani, oggi il mondo sembra stupirsi della vostra adesione a Cristo, dell'attrazione che sentite per Lui e per la sua Parola, della vostra appartenenza alla Chiesa. Che siate cristiani è oggi per molti una sorpresa", ha aggiunto il Pontefice. "Non è una questione di numeri, sebbene commuovano le migliaia di vostri coetanei che chiedono il Battesimo in società considerate tra le piùsecolarizzate del mondo. È una questione di liberata: la verità si incontra solo nella libertà'", ha rimarcato Leone.Un invito alla responsabilitàPrevost non ha mancato di invitare i presenti alla presa in carico delle proprie azioni. "Si', cari amici - ha continuato- è l'ora della responsabilità, specialmente per chi molto ha ricevuto da una millenaria tradizione di fede che si fa cultura" ha detto Papa Leone. "Le diverse edizioni del Meeting, in effetti, hanno saputo attingere al grande patrimonio del passato le ragioni che vi impegnano oggi nel confronto con l'arte, la musica, la letteratura, la scienza, l'economia e con ogni espressione dell'animo umano", ha sottolineato il Pontefice."Non ci sia soltanto chi soffia sul fuoco della stanchezza e della disperazione; ci sia anche chi riaccende sogni e visioni! Le due strade sono incompatibili, perché una sfrutta la divisione, l'alienazione e la disperazione, l'altra serve il Regno di Dio e la sua giustizia", ha proseguito, aggiungendo anche che "Al falso realismo, che riarma le menti, le parole e le nazioni, la cultura cattolica ha oggi da opporre il realismo della misericordia, per il quale non possono esistere nemici e tutti, anche gli avversari, sono fratelli e sorelle da guardare negli occhi e incontrare nella verità". "Il peccato esiste, certo, ma più forte è l'amore redentore di Cristo, che ci impegna a purificare pensieri, interessi, abitudini, frequentazioni, progetti, investimenti - ogni aspetto della vita - da tutto ciò che la cultura della potenza ha inquinato", ha sottolineato. Il peso dei giovani "Grazie per essere qui, grazie per questa accoglienza e per questo entusiasmo: è il segno dello Spirito". Cosi' Papa Leone, a braccio, in un breve saluto nella Città dei Ragazzi del Meeting di Rimini. "Non avete fatto del 'Meeting' una sorta di enclave: al contrario, esso è diventato un crocevia per la Chiesa e per la società, un incontro che moltiplica gli incontri e ispira nuovi cammini". Il Papa Lenone ha poi continuato lodando i partecipanti: "Ringraziamo il Signore per questa eredita viva, che vi dà una grande responsabilità storica, nella comunione più grande della Chiesa, a servizio di un'umanità che ha fame e sete di giustizia", ha aggiunto il PonteficeIl ricordo di Giovanni Paolo IIIl Pontefice ha ricordato anche le parole di Giovanni Paolo II, "se il mondo di oggi ha bisogno di qualcosa è la comunione". "Ancora oggi possiamo ripetere le stesse parole e se ci sarà comunione nel mondo - ha sottolineato Leone - comincia con voi giovani, perché voi sapete costruite la comunione con amicizia, sapete rispettare gli uni gli altri per costruire la pace e il mondo ha bisogno di voi, del vostro entusiasmo, della vostra carità della vostra fedeltà. Dio vi benedica tutti voi, e che siate sempre fedeli a Gesù Cristo".Il nostro cuore che è così grande, cosi capace di amare, non deve essere mai chiuso. Cerchiamo tutti la strada per camminare insieme, per costruire un mondo di pace e di amore". Così Papa Leone, in un saluto a braccio ai giovani di Comunione Liberazione, al Meeting di Rimini. "Non sapete quanto è bello vedere tutti voi qui insieme, e siete solo una piccola parte - ha detto sorridendo - perché dall'altra (parte) ce ne sono di più. Bravissimi!"."Ci sono tante opportunità qui per riflettere sulla nostra vita, sulla società, sulla fede", ha proseguito il Pontefice che ha ricordato Sant'Agostino per rimarcare che "l'amore è la forza che può davvero cambiare il mondo". "Se noi tutti vogliamo cambiare il mondo, cominciamo con noi stessi, come dice Sant'Agostino". "Continuate con questo bellissimo cammino. Vivete sempre con questo entusiasmo e vedrete che possiamo davvero costruire un mondo di pace e amore", ha concluso Leone che ha esortato a riservare "gli applausi più forti" per Gesù Cristo, "siamo tutti discepoli di Gesù".