Vinicio Capossela, Tutti Bodyguard con Pierpaolo Capovilla: il brano torna dopo 30 anni

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Trent’anni dopo, una canzone può tornare nello stesso posto e raccontare qualcosa di completamente diverso. È quello che accade con Tutti Bodyguard, la nuova versione di Body guard che Vinicio Capossela insieme a Pierpaolo Capovilla, con la produzione artistica di FiloQ e gli arrangiamenti e la partecipazione della fanfara milanese Fan Fath Al.Il brano arriva esattamente nell’anno in cui Il ballo di San Vito, album pubblicato nel 1996 e diventato uno dei lavori fondamentali nella carriera di Capossela, compie trent’anni. Ma parlare di semplice celebrazione sarebbe riduttivo. Tutti Bodyguard non nasce infatti come un’operazione nostalgica: riprende una canzone di tre decenni fa, ne modifica la prospettiva e la porta dentro un presente dominato dalla paura, dal bisogno di protezione e dalla tentazione di costruire distanze sempre più profonde tra noi e ciò che accade fuori.La figura del bodyguard cambia così significato. Non protegge più soltanto un corpo dal pericolo: diventa metaforicamente la guardia posta davanti alla nostra coscienza, quella corazza che permette di osservare il mondo da lontano senza sentirsi necessariamente chiamati in causa. Ed è proprio qui che l’incontro tra Capossela e Capovilla trova il suo significato più interessante.Vinicio Capossela pubblica Tutti Bodyguard 30 anni dopo Il ballo di San VitoPer capire la nuova versione bisogna tornare al 1996, quando Body guard entrava nella tracklist de Il ballo di San Vito. Un disco che avrebbe segnato profondamente il percorso artistico di Capossela e che nel 2026 festeggia il suo trentesimo anniversario.Lo stesso cantautore ha ricordato un’immagine legata ai concerti di quegli anni. Durante il tour, accanto al suo pianoforte Fender Rhodes zebrato compariva spesso Renato Striglia, con occhiali scuri, giacca, cravatta e braccia conserte, trasformando fisicamente in personaggio la “bodyguard” raccontata nel testo.Trent’anni più tardi quella figura torna, ma il mondo intorno è cambiato. «La bodyguard che ai tempi accompagnava la strada bassofonda ora viene buona per corazzarsi la coscienza», racconta Capossela. Una protezione che serve «per tenere lontano il mondo dal divano» e difendere privilegio e presunta santità in una società nella quale, secondo l’artista, «l’alibi della sicurezza blinda ogni singulto di coscienza umanitaria». È in questo spostamento che la canzone ritrova la propria urgenza. Non viene semplicemente recuperata dal passato: viene sottoposta al presente.Foto: Ufficio StampaQueen Budapest arriva al cinema: il leggendario concerto del 1986 torna restaurato in 4KTutti Bodyguard, Vinicio Capossela incontra Pierpaolo CapovillaLa nuova registrazione segna anche il primo incontro discografico tra Vinicio Capossela e Pierpaolo Capovilla, due autori provenienti da percorsi differenti ma accomunati da un rapporto molto forte con la parola e con la dimensione civile della musica.Capovilla, classe 1968, è una delle figure più riconoscibili del rock indipendente italiano: dagli One Dimensional Man alla fondazione de Il Teatro degli Orrori, fino ai Cattivi Maestri, il suo percorso ha intrecciato rock, poesia, teatro e impegno civile. Nel tempo ha portato avanti anche reading dedicati ad autori come Majakovskij, Esenin, Pasolini, Céline e Mahmoud Darwish.In Tutti Bodyguard la sua voce diventa un controcanto civile, capace di accentuare la distanza tra ciò che succede intorno a noi e ciò che scegliamo deliberatamente di non guardare.Capossela cita in particolare un verso portato nel brano da Capovilla: «Qualcuno spieghi agli sbirri che sui cuori innamorati i manganelli sono inutili», parole che definisce «degne di Majakovskij». Capovilla, dal canto suo, racconta la collaborazione innanzitutto come un incontro umano. «Un gioco? Un divertissement», si domanda, descrivendo il progetto come qualcosa capace di suggellare «una neonata fratellanza fra due autori tanto diversi quanto simili, così lontani, così vicini».Vinicio Capossela e Pierpaolo Capovilla, dalla canzone nasce una nuova amiciziaDietro il significato politico e sociale del brano esiste infatti un’altra storia, molto più personale: quella di due artisti che fino a questo momento si erano soltanto incrociati. «Non ci conoscevamo ancora, se non per sortite repentine, di sfuggita, nel bizzarro mondo dello spettacolo», racconta Capovilla. L’invito di Capossela è arrivato quasi improvvisamente e senza la necessità di costruire una motivazione particolare. L’obiettivo, racconta Capovilla, era semplicemente incontrarsi e verificare se dalla musica potesse nascere qualcosa. Ed è accaduto.«Come una canzone riesce ad avvicinare i cuori, i sentimenti, quelle amorevolezze di cui non siamo mai sazi», osserva il musicista, che conclude rivolgendosi direttamente a Vinicio: «Ne combineremo delle belle! Ce la spasseremo!». Una dichiarazione che anticipa già il prossimo capitolo del loro sodalizio, destinato infatti a non esaurirsi con «Tutti Bodyguard».Foto: Ufficio StampaKaty Perry conquista anche il cinema: arriva The Lifetimes Tour – Live From ParisTutti Bodyguard, il nuovo significato della canzone di Vinicio CaposselaSe nel 1996 la bodyguard apparteneva a un certo immaginario di strada, nel 2026 diventa qualcosa di molto più invisibile e forse proprio per questo più inquietante. Proteggersi dal mondo fino a non volerlo più vedere. È questo il meccanismo che la nuova versione sembra voler mettere a fuoco. Il bisogno legittimo di sicurezza può trasformarsi progressivamente in isolamento; la protezione può diventare distanza e, infine, una scusa per sottrarsi alla responsabilità di osservare quello che accade agli altri.La canzone nasce nuovamente in un contesto preciso. L’occasione per riprenderla è arrivata infatti durante l’omaggio a Don Andrea Gallo, organizzato a Genova nel decennale della sua scomparsa. Il legame con la città rimane forte anche nella nuova produzione. Dietro al brano c’è FiloQ, DJ, producer e sound explorer basato proprio a Genova, il cui lavoro intreccia musiche tradizionali, elettronica, global beats e jazz, con una ricerca dedicata anche alle migrazioni e alle trasformazioni culturali.Capossela descrive il risultato musicale come l’incontro tra due grandi suggestioni degli anni Novanta: il dub e i Balcani. A dare ulteriore energia all’arrangiamento c’è Fan Fath Al, la fanfara milanese coinvolta nella nuova registrazione. Il risultato è quindi una rilettura che mantiene un legame con il passato ma rifiuta di restarne prigioniera.Vinicio Capossela porta Tutti Bodyguard allo Sponz Fest 2026Dopo l’uscita del 21 agosto, Tutti Bodyguard arriverà anche dal vivo allo Sponz Fest 2026, la manifestazione ideata e diretta artisticamente da Vinicio Capossela e giunta alla sua quattordicesima edizione. Il festival si svolgerà dal 26 al 30 agosto a Calitri, in Alta Irpinia, con il titolo Sponz Im-Bosck.Il nuovo brano troverà spazio nelle giornate del 28 e 29 agosto, con il momento centrale nella serata del 29, quando Capossela porterà sul palco Il ballo di San Vito e altri anniversari. Accanto a lui sono attesi anche Pierpaolo Capovilla e FiloQ per l’esecuzione di Tutti Bodyguard. Una scelta che chiude simbolicamente il cerchio: il brano torna dal vivo proprio durante una serata che celebrerà i trent’anni dell’album dal quale era nato. E non sarà l’unico anniversario. Il concerto attraverserà infatti anche altri lavori importanti della discografia di Capossela, da Modì a Ovunque Proteggi, Marinai, profeti e balene e Canzoni della Cupa.Foto: Ufficio StampaLevante annuncia il nuovo album: Dell’amore il fallimento e altri passi di danza esce il 9 ottobreVinicio Capossela e Pierpaolo Capovilla insieme in E Morte non avrà dominioQuello nato con Tutti Bodyguard è soltanto il primo capitolo discografico di un incontro destinato a proseguire sul palcoscenico. Dal 3 e 4 ottobre, al Teatro Olimpico di Roma nell’ambito del Romaeuropa Festival, debutterà infatti E Morte non avrà dominio, la prima Ballad Opera di Vinicio Capossela, liberamente tratta dalla vita di Renato Striglia e dall’opera di Dylan Thomas. Al centro della scena, insieme a Capossela, ci sarà proprio Pierpaolo Capovilla.Lo spettacolo nasce intorno ai temi dell’amicizia, della comunità, della memoria e dell’epica del fallimento, con Capovilla chiamato ad attraversare la narrazione come guida, naufrago e custode di ricordi. Musica e racconto si intrecceranno attraverso anche quindici canzoni originali composte da Capossela per l’opera.Dopo Roma, la tournée attraverserà l’Italia con tappe a Parma, Ancona, Napoli, Catanzaro, Cagliari, Milano, Genova, Como, Torino, Bologna, Assisi, Rimini, Livorno e Firenze, fino al 21 dicembre.Tutti Bodyguard, trent’anni dopo la nostalgia lascia spazio al presenteC’è qualcosa di interessante nel recuperare una canzone dopo trent’anni senza cercare di ricreare semplicemente ciò che era stata. Nel 2026 Capossela potrebbe limitarsi a celebrare Il ballo di San Vito, uno dei dischi che hanno definito maggiormente la sua identità artistica. La sua biografia racconta del resto un percorso iniziato discograficamente nel 1990 e attraversato da musica, letteratura, teatro e numerosi riconoscimenti, tra cui diverse Targhe Tenco e il Premio Tenco alla carriera.Con Tutti Bodyguard sceglie invece di fare qualcosa di diverso: prendere un pezzo del proprio passato e chiedergli se abbia ancora qualcosa da dire sul nostro presente. La risposta sembra essere sì. Perché sono cambiati gli anni, è cambiata la musica e sono cambiate persino le paure. Ma quella necessità di costruire una barriera tra noi e ciò che non vogliamo vedere è forse diventata ancora più familiare.Ed è qui che una vecchia Bodyguard smette di essere soltanto una canzone del 1996 e diventa Tutti Bodyguard: non più qualcuno che ci protegge dal mondo, ma la domanda, molto più scomoda, su quanto spesso siamo noi a volerci proteggere dalla responsabilità di guardarlo.Foto: Ufficio StampaMadonna, il compleanno di un’icona sempre in movimento| Da Rumors.it