Alla fine ha prevalso la prudenza. Jannik Sinner non giocherà gli US Open 2026, ultimo Slam della stagione, rinunciando a uno degli appuntamenti che più significano nella sua carriera. Il problema al ginocchio destro non è ancora completamente risolto e, dopo settimane di terapie, controlli e tentativi di rientro progressivo sul campo, il numero uno del mondo ha scelto insieme al proprio staff di non forzare ulteriormente i tempi. Una decisione dolorosa, ma presa con un obiettivo molto chiaro: non trasformare un problema gestibile in qualcosa capace di compromettere l’intero finale di stagione.L’annuncio è arrivato il 21 agosto, dopo gli ultimi allenamenti svolti a Monte Carlo. Proprio il ritorno in campo avrebbe fatto comprendere a Sinner e al suo team che il ginocchio necessitava ancora di tempo. Il tennista azzurro non saltava un torneo del Grande Slam dal suo debutto nei Major, avvenuto proprio agli US Open nel 2019: un dato che rende ancora più pesante la rinuncia a New York. L’ATP ha confermato che l’italiano, reduce dal successo a Wimbledon, possiede nel 2026 un bilancio di 44 vittorie e appena tre sconfitte, con sei titoli conquistati.Jannik Sinner salta gli US Open 2026: «Ho bisogno di più tempo»Le parole scelte da Jannik Sinner per annunciare il forfait agli US Open non nascondono la delusione. Il numero uno del ranking ha spiegato di aver lavorato duramente insieme al proprio team e allo staff medico, ma che gli ultimi test sul campo hanno reso inevitabile una scelta che fino a pochi giorni fa sperava ancora di poter evitare.«Abbiamo dovuto prendere la difficile decisione di non poter competere agli US Open quest’anno», ha spiegato, aggiungendo che il ritorno agli allenamenti a Monte Carlo ha evidenziato la necessità di proseguire il recupero. Poi il passaggio più personale: «Sono ovviamente molto triste e deluso». New York, ha sottolineato Sinner, occupa un posto particolare nella sua storia e l’idea di tornare a giocare davanti al pubblico di Flushing Meadows rappresentava uno degli obiettivi principali della seconda parte della stagione.Cosa ha Jannik Sinner al ginocchio e perché ha rinunciato a New YorkIl problema era comparso durante gli allenamenti di preparazione alla stagione americana sul cemento. Inizialmente si trattava di un fastidio che non sembrava destinato a cambiare i programmi, ma con l’aumento del dolore lo staff ha scelto di approfondire la situazione. Sinner aveva lasciato temporaneamente Monte Carlo per sottoporsi a controlli in Italia e successivamente aveva proseguito il percorso terapeutico anche al J Medical di Torino.La situazione non sarebbe stata considerata particolarmente allarmante dal punto di vista clinico, ma il vero interrogativo riguardava la risposta del ginocchio quando il corpo sarebbe tornato a essere sottoposto alle sollecitazioni tipiche di una partita. Nel tennis di Sinner gli appoggi, le frenate e i cambi di direzione sono parte essenziale del gioco e sentirsi sicuro nei movimenti diventa indispensabile. Dopo una prima risposta incoraggiante, negli allenamenti sarebbero riemersi alcuni problemi soprattutto nella gestione degli appoggi, inducendo il team a non correre rischi. Visualizza questo post su Instagram Un post condiviso da Jannik Sinner (@janniksin)Sara Curtis, il messaggio di Sinner dopo il record: «Un calciatore non l’avrebbe mai fatto»Jannik Sinner, dalle terapie alle onde d’urto prima del forfait agli US OpenLe ultime settimane sono state quindi molto diverse dalla normale preparazione a uno Slam. Sinner si è sottoposto a controlli regolari, fisioterapia e sedute specifiche per ridurre il fastidio al ginocchio destro. Tra i trattamenti utilizzati nel percorso di recupero ci sarebbero state anche le onde d’urto, inserite all’interno del lavoro fisioterapico sulla zona interessata.L’obiettivo non era semplicemente diminuire il dolore, ma verificare che il ginocchio riuscisse a sostenere nuovamente un carico competitivo completo. Uno Slam significa potenzialmente sette partite al meglio dei cinque set nell’arco di due settimane, con incontri che possono protrarsi per molte ore. Arrivare a New York senza partite ufficiali nelle gambe e soprattutto senza completa fiducia negli appoggi avrebbe rappresentato una scommessa troppo rischiosa. La priorità è diventata quindi preservare il resto dell’anno, evitando accelerazioni che potessero aggravare l’infiammazione.Sinner aveva già rinunciato a Cincinnati per recuperare il ginocchioUn primo segnale era arrivato con la rinuncia al Masters 1000 di Cincinnati. Sinner aveva deciso di non partecipare al torneo proprio per guadagnare giorni preziosi e concentrarsi sulle terapie, sperando di presentarsi in condizioni migliori all’ultimo Slam della stagione.La scelta aveva un costo anche dal punto di vista della classifica, perché l’azzurro difendeva i 650 punti conquistati con la finale dell’edizione 2025. Ma già allora la logica era stata quella di privilegiare la salute rispetto alla rincorsa immediata ai risultati. Il sacrificio di Cincinnati avrebbe dovuto rappresentare il prezzo da pagare per arrivare a New York. Alla fine, però, neppure quelle settimane aggiuntive sono state sufficienti.Jannik Sinner e gli US Open, da New York 2019 al trionfo del 2024La delusione assume un significato ancora maggiore pensando al rapporto tra Sinner e gli US Open. È proprio a Flushing Meadows che l’altoatesino disputò il primo Slam della carriera nel 2019, quando venne eliminato al debutto da Stan Wawrinka. Da allora New York ha accompagnato alcune delle tappe più importanti della sua crescita.Nel 2022 arrivò il memorabile quarto di finale contro Carlos Alcaraz, concluso dopo oltre cinque ore di gioco e diventato uno degli incontri simbolo della rivalità tra i due. Nel 2023 Sinner raggiunse gli ottavi, prima di cedere ad Alexander Zverev dopo un’altra lunghissima battaglia. Il salto definitivo arrivò nel 2024, quando diventò il primo italiano a vincere il singolare maschile degli US Open. Dodici mesi più tardi sarebbe tornato nuovamente in finale, questa volta perdendo contro Alcaraz.Foto: Instagram @janniksinManila Esposito, il corpo sotto accusa che l’ha portata sul podio: cosa c’è di sbagliato in noi?Sinner-Alcaraz, salta la possibile rivincita agli US OpenProprio una nuova sfida con Carlos Alcaraz rappresentava uno dei motivi di maggiore interesse dell’edizione 2026. Dopo la finale dello scorso anno, l’eventualità di rivedere i due protagonisti ancora una volta uno di fronte all’altro a New York alimentava inevitabilmente le aspettative. Il forfait di Sinner elimina questa possibilità prima ancora che venga effettuato il percorso completo nel tabellone.Negli ultimi mesi entrambi hanno dovuto gestire problemi fisici e una stagione particolarmente intensa. Nel caso dell’italiano, la scelta è stata però definitiva: New York può aspettare. Quando la sensazione sul campo non è quella giusta, un torneo del Grande Slam difficilmente concede spazio alle mezze misure.Quando torna Jannik Sinner? Obiettivo Pechino e ShanghaiIl nuovo programma prevede che Sinner rimanga in Europa insieme allo staff medico e al gruppo che segue la sua preparazione fisica. Non ci sarà quindi una corsa verso un rientro anticipato: le prossime settimane serviranno per completare il recupero e verificare progressivamente la risposta del ginocchio.L’obiettivo indicato è quello di tornare per la tournée asiatica, con gli appuntamenti di Pechino e soprattutto il Masters 1000 di Shanghai. Più avanti ci sarà poi uno dei grandi obiettivi della parte conclusiva dell’anno: le ATP Finals di Torino. Il calendario concede ancora tempo e, proprio per questo, rischiare adesso avrebbe avuto ancora meno senso.Jannik Sinner rinuncia agli US Open per proteggere il finale di stagioneLa rinuncia a uno Slam non può essere considerata una scelta ordinaria, soprattutto per un giocatore che nel 2026 continua a occupare il vertice del tennis mondiale. Sinner arriva da un’altra stagione straordinaria, culminata anche nel successo a Wimbledon, e proprio questa posizione permette forse di comprendere meglio la decisione: non c’è un risultato da inseguire a qualsiasi costo se il prezzo potrebbe essere compromettere i mesi successivi.Negli ultimi giorni il dubbio era diventato essenzialmente questo. Provare comunque a presentarsi a New York, accettando il rischio di affrontare un torneo massacrante senza essere al cento per cento, oppure concedere al corpo il tempo che sta chiedendo? Sinner ha scelto la seconda strada.Per un atleta abituato a costruire ogni dettaglio della propria preparazione con precisione quasi maniacale, scendere in campo senza poter contare completamente sul proprio corpo sarebbe stato probabilmente il compromesso peggiore. E così, per la prima volta dal 2019, Jannik Sinner guarderà uno Slam senza esserne protagonista.Resta la delusione per New York, una città nella quale ha debuttato nei Major, ha vissuto battaglie diventate parte della storia recente del tennis e ha sollevato uno dei trofei più importanti della propria carriera. Ma resta anche una scelta che dice molto del modo in cui Sinner continua a gestire il proprio percorso: fermarsi quando serve, persino quando sul tavolo c’è uno US Open.Perché questa volta la partita più importante non si giocherà a Flushing Meadows. Si giocherà lontano dal pubblico, nella pazienza necessaria per tornare in campo soltanto quando il ginocchio sarà davvero pronto.Foto: Marco Canoniero/Shutterstock Editorial / IPA AgencyJannik Sinner e Laila Hasanovic, la vacanza d’amore in Sardegna dopo Wimbledon| Da Rumors.it