Arbitropoli, Damascelli sgancia la bomba: “2006, una federazione vera riapre il processo!”

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Il caso Arbitropoli continua ad accendere il confronto sul calcio italiano. In diretta su Radio Radio Lo Sport, un dibattito vibrante tra Sandro Sabatini, Tony Damascelli, Furio Zara, Luigi Schiffo, Stefano Raucci e Nicola De Bonis ha riportato al centro il tema inerente alle intercettazioni dell’inchiesta arbitrale, il ruolo delle istituzioni nonché l’inevitabile confronto con quanto accaduto vent’anni fa con Calciopoli.Dal punto di vista giudiziario, è necessario specificare un dato preciso: la Procura di Milano ha archiviato l’Inter e chiesto l’archiviazione per l’ex designatore Gianluca Rocchi. Gli inquirenti hanno ricostruito singoli episodi definiti come interferenze. Ma non hanno trovato elementi sufficienti per dimostrare un sistema strutturato di frode finalizzato ad alterare le gare a vantaggio dei nerazzurri. Sul piano invece sportivo, gli atti sono stati trasmessi alla Procura federale FIGC e alla Procura Generale del CONI per le opportune valutazioni.Sabatini: “Perché su Arbitropoli è calato il velo?”Ed è proprio dalla distinzione tra giustizia ordinaria e giustizia sportiva che parte l’intervento di Sandro Sabatini. Il giornalista chiarisce di non ritenere, alla luce di quanto emerso dalle carte, la sussistenza di un quadro penalmente assimilabile a una frode strutturata. Il suo interrogativo riguarda infatti l’eventuale rilevanza di alcune condotte sotto il profilo sportivo. E soprattutto, il modo in cui i media hanno raccontato l’intera vicenda.“Dal punto di vista della giustizia ordinaria non c’è niente. Dal punto di vista della giustizia sportiva c’è tutto, volendo”, osserva Sabatini, precisando che questo non significa automaticamente ipotizzare retrocessioni o sanzioni particolarmente pesanti.Il punto, per lui, è proprio un altro: capire se comportamenti e conversazioni emersi nell’inchiesta meritino o meno una valutazione disciplinare. Da qui l’inevitabile richiamo al precedente del 2006, sottolineando quella che considera una differenza nel peso attribuito alle comunicazioni e alle intercettazioni.Il suo intento non è affatto quello di equiparare automaticamente Arbitropoli a Calciopoli. Ma piuttosto, quello di chiedere uniformità nei criteri di valutazione. Se vent’anni fa determinati elementi furono considerati rilevanti dalla giustizia sportiva, secondo il giornalista è legittimo domandarsi quale valore debbano avere oggi le conversazioni emerse.Da qui la frase che sintetizza il suo intervento: “Non capisco perché sia calato il silenzio e si vada verso una silenziosa archiviazione che fa rumore”.Damascelli: “Una federazione vera riaprirebbe il processo del 2006”Ancora più radicale la posizione di Tony Damascelli, che lega strettamente il dibattito attuale alla vicenda Calciopoli. Secondo il giornalista, quanto sta emergendo dovrebbe spingere il calcio italiano a interrogarsi anche sul modo in cui furono affrontati i fatti del 2006: “Una federazione vera riaprirebbe il processo del 2006”.GUARDA IL VIDEO COMPLETO SUL CANALE YOUTUBE DI RADIO RADIO – LO SPORTThe post Arbitropoli, Damascelli sgancia la bomba: “2006, una federazione vera riapre il processo!” appeared first on Radio Radio.