Nessuna sorpresa nella confezione dove troviamo ancora una volta solo il cavo USB-C/USB-C per lo scambio dati e la ricarica. Cover e/o alimentatore saranno ovviamente da comprare a parte. Sono poche le differenze estetiche e costruttive fra questo modello e quello dell'anno precedente. Abbiamo infatti un design assolutamente accomuniabile, dove l'unica differenza visibile è probabilmente l'assenza della piccola mezzaluna di metallo sul blocco fotocamere, che ora è interamente in vetro. Segnaliamo solo come rispetto ad altri concorrenti tenda a sporcarsi con l'unto delle mani e che quindi per foto ottimali andrà pulito di tanto in tanto.Pixel 11 è per gli standard odierni un dispositivo non impegnativo e anzi quasi compatto con i suoi 8,6 millimetri ma soprattutto con il suo blocco fotocamere appena sporgenti (molto meno per esempio rispetto alla variante Pro). Il peso però non è invece trascurabile con i suoi 197 grammi di peso. Rimane ancora una volta impermeabile e resistente alla polvere secondo lo standard IP68. In mano si impugna bene e in tasca è sicuramente più comodo di buona parte degli altri smartphone in circolazione. La scheda tecnica di questo smartphone non subisce uno stravolgimento. La vera novità è sicuramente il nuovo processore Google Tensor G6 a 7 core con processo produttivo a 3 nanometri (più avanzato però di quello dello scorso anno), con una frequenza massima di 4,1 GHz. C'è anche un co-processore dedicato alla sicurezza sempre realizzato da Google, ovvero il nuovo Titan M3. Il processore grafico è però un datato PowerVR CXTP-48-1536. Se cercate prestazioni grezze o uno smartphone per giocare ci sono dispositivi indubbiamente più adatti di questo, che punta molto di più invece sulle prestazioni della NPU per l'intelligenza artificiale e in parte sulla CPU.La RAM rimane da 12 GB e i tagli di memoria sono da 256 e 512 GB. Sparisce finalmente il taglio da 128 GB e la tecnologia dovrebbe essere 4.1 (o al minimo 4.0). Discreta la connettività: Wi-Fi 6E (niente Wi-Fi 7 purtroppo), Bluetooth 6, NFC, SOS satellitare e supporto eSIM oltre al sopporto della singola nanoSIM fisica. Purtroppo manca l'ultrawideband (c'è nei modelli Pro) mentre è ancora presente un buon lettore di impronte digitali ultrasonico. Una rarità anche in questa fascia di mercato. L'audio è stereo ed è discreto, ma non da record. La ricezione, forse anche grazie al nuovo modem (probabilmente Mediatek) ci è sembrata migliorare leggermente. Nel comparto fotografico la novità sta nella nuova fotocamera principale che dovrebbe catturare fino al 56% in più di luce. Di fatto è comunque ancora una volta un sensore da 48 megapixel ƒ/1.7, accompagnato poi da una fotocamera grandangolare da 13 megapixel ƒ/2.2 e una zoom 5x da 10 megapixel. Nessuna rivoluzione rispetto al passato.Gli scatti che è possibile realizzare dal sensore principale sono di ottima qualità, nitidi, con un ottimo bilanciamento dei colori e una messa a fuoco nel complesso precisa (ci sembra aver dato meno problemi rispetto all'11 Pro XL). Con meno luce non ci è sembrato che la resa fotografica sia migliorata in modo netto, ma di sicuro è migliorata la velocità di scatto, ora scattare al buio non richiede molto più che uno scatto con buona luce. Non c'è una vera modalità macro, ma è possibile sfruttare la fotocamera 5x (che di fatto è in realtà più una 4.5x croppata). Peccato per la bassa risoluzione perché la qualità della lente non mancherebbe.Anche la selfie camera da 10,5 megapixel viene valutata più o meno allo stesso modo. Buona la resa ma scarsa la risoluzione. Si poteva sicuramente fare qualcosa in più.La registrazione video è poi ancora una volta buona, benché non arrivi ai livelli di altri premium phone. Non ci sentiamo però di stroncarla, visto che le immagini sono comunque nitide e la stabilizzazione nel complesso morbida. A 60fps però non si può registrare dalla grandangolare, per cui il limite è il 4K a 30fps. Praticamenti assenti le novità sul display, che è un pannello da 6,3 pollici con risoluzione di 1.080 x 2.424 pixel in tecnologia OLED. Rispetto ai modelli Pro qui non abbiamo però la tecnologia LTPO e quindi il refresh rate può variare solo fra 60 e 120 Hz. Tra l'altro per qualche ragione (energetica?) l'azienda sceglie di bloccare a 60 Hz il refresh rate di base, sbloccabile tramite una semplice opzione nelle impostazioni. Il display ha poi una luminosità massima di 3.000 nit e ha un PWM Dimming di 240 Hz, purtroppo un po' basso per gli standard odierni (ma se non avete mai avuto problemi di affaticamente non dovrebbe cambiare poi molto). Il vetro protettivo è poi infine un Gorilla Glass Victus 2. Pixel 11 fa ovviamente parte di quella schiera di prodotti Google che riceveranno un gran numero di aggiornamenti e per la precisione si aggiornerà per ben 7 anni sia con nuove versioni di Android che con patch di sicurezza. Si tratta di un software molto ben rifinito e nel complesso pulito e senza bug di rilievo. Le piccole funzioni che rendono speciale i Pixel sono quelle che poi fidelizzano il pubblico sul grande periodo. In questo caso sono funzioni molto amate negli anni come Now Playing che mostra i titoli delle canzoni che vengono riprodotte attorno a voi, l'assistente alla chiamata che risponde per voi alle chiamate indesiderate e ora anche Rambler, che permette di parlare a ruota libera e far invece trascrivere un messaggio coerente ma perfettamente corretto al suo posto. Fantastico! Non male l'integrazione anche con i social che da Android 17, che troviamo preinstallato in questo dispositivo, è nettamente migliorata. La batteria è da 4.985 mAh e quindi non cresce rispetto al passato. Rispetto al Pixel 11 Pro XL dove abbiamo notato qualche piccolo miglioramento non ci sembra invece che su questo modello l'autonomia sia aumentata, attestandosi su risultati discreti, ma non certo eccezionali. È possibile senza problemi concludere un'intera giornata di utilizzo per le funzionalità più classiche durante la giornata, ma non è un prodotto che può darvi risultati altrettanto validi se viene stressato molto per la registrazione video o per i giochi, che come detto però non sono assolutamente il suo focus.La ricarica è a 30W, veloce ma non fulminea mentre cresce notevolmente la velocità di ricarica wireless che arriva ora a 25W se si sfrutta lo standard Qi2.2, ancora una volta magnetico. Questo è sicuramente uno dei punti di forza di questo modello, ovvero la possibilità di collegare accessori magnetici sul retro, senza necessità di sfruttare una cover, come invece accade sulla totalità dei concorrenti. Google Pixel 11 aumenta di prezzo e parte ora da 999€, pur essendo però al versione da 256 GB, che lo scorso anno veniva proposto proprio a questa cifra. Si tratta di un prezzo davvero alto e per quasi tutti inaffrontabile. Ha più senso solo se pensato con l'offerta di lancio che permette di restituire uno smartphone in suo possesso ottenendo anche un bonus extra di 200€, che permette quindi di "parire" da 799€, una cifra già più inquadrata. Il sample per questa recensione è stato fornito da Google, che non ha avuto un'anteprima di questo contenuto e non ha fornito alcun tipo di compenso monetario. Qui trovate maggiori informazioni su come testiamo e recensiamo dispositivi su SmartWorld.L'articolo Recensione Google Pixel 11: è sempre lo stesso smartphone? sembra essere il primo su Smartworld.