Si è spento all’età di 97 anni Vittorio Frescobaldi, per anni alla guida insieme ai fratelli Ferdinando e Leonardo della storica azienda vinicola della provincia di Firenze, ora gestita dal figlio Lamberto Frescobaldi, presidente dell’Unione italiana vini. Frescobaldi fu insignito nel 1977 del titolo di Cavaliere del lavoro, motivato con la produzione da parte della sua azienda di “vini tra i più pregiati e diffusi in Italia e nel mondo”. Il cordoglio del mondo del vino e della politica per la scomparsa di FrescobaldiLa scomparsa, a 97 anni, di Vittorio Frescobaldi ha suscitato il cordoglio delle principali realtà e istituzioni del mondo agricolo e vitivinicolo italiano. L’Unione italiana vini ha ricordato in particolare il ruolo avuto dall’imprenditore nella storia dell’enologia nazionale. In una nota, Uiv ha espresso “profondo cordoglio” per la morte di Frescobaldi, padre del presidente dell’associazione Lamberto Frescobaldi e protagonista di una famiglia legata alla viticoltura da oltre 700 anni. Secondo Uiv, Vittorio Frescobaldi ha contribuito in maniera significativa all’affermazione e alla crescita dell’enologia toscana, accompagnandone l’evoluzione e rafforzandone il prestigio sui mercati internazionali. Alla guida della storica azienda di famiglia insieme ai fratelli Ferdinando e Leonardo, Frescobaldi, sottolinea l’Unione italiana vini, seppe cogliere con lungimiranza le trasformazioni del comparto, favorendo una crescente apertura internazionale e puntando sulla valorizzazione delle diverse identità e dei territori vitivinicoli della Toscana. Negli ultimi anni aveva affidato la guida dell’azienda al figlio Lamberto, continuando però a rappresentare un punto di riferimento per la famiglia e una personalità autorevole per l’intero settore vitivinicolo. Il Consiglio nazionale, la Giunta, il segretario generale Paolo Castelletti, la direzione e tutto lo staff di Uiv si sono stretti “con affetto” al presidente Lamberto Frescobaldi e alla sua famiglia, esprimendo le più sentite condoglianze per la grave perdita.Alberto Stefani (Foto Davide Spada/LaPresse)Un omaggio è arrivato anche dal presidente della Regione Veneto, Alberto Stefani, che ha definito Frescobaldi “un vero monumento dell’enologia italiana”. Stefani ha sottolineato come il suo operato abbia contribuito anche al successo del mondo vitivinicolo veneto, affermando che Frescobaldi “ha fatto scuola in tutto il Paese”. Secondo il governatore, insieme alla sua famiglia fu protagonista di una lunga storia di nascita, crescita e affermazione del vino italiano nel mondo, grazie a una visione lungimirante del peso che il prodotto vitivinicolo avrebbe potuto avere sull’immagine e sull’economia nazionale. Guardando alla Toscana, ha aggiunto Stefani, Frescobaldi “indicò la via a tutti”, fondata su qualità, valorizzazione dei territori e apertura ai mercati internazionali, elementi che ancora oggi rappresentano il segreto del successo mondiale del vino italiano.Il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, ha invece parlato di una “figura simbolo del settore”. Con la morte di Frescobaldi, ha osservato, l’Italia perde una personalità che ha contribuito a portare nel mondo “il nome della nostra agricoltura e della nostra arte vitivinicola”. Lollobrigida ne ha ricordato la capacità di coniugare tradizione e visione del futuro, mantenendo sempre un profondo legame con la propria terra. Una combinazione che, secondo il ministro, gli ha permesso di diventare “un punto di riferimento per l’intero settore”. Lollobrigida ha quindi espresso il proprio cordoglio a Lamberto Frescobaldi, ai familiari e a tutti coloro che hanno condiviso il percorso dell’imprenditore, sottolineando come il suo esempio e la sua eredità continueranno a ispirare le future generazioni.Francesco Lollobrigida (Foto Mauro Scrobogna / LaPresse)Anche Confagricoltura ha espresso vicinanza alla famiglia. Il presidente Massimiliano Giansanti e tutta la Giunta hanno rivolto il proprio cordoglio a Lamberto Frescobaldi, alla madre Bona e alle sorelle Diana, Fiammetta e Angelica. L’associazione ha ricordato Vittorio Frescobaldi come Cavaliere del Lavoro e vicepresidente di Confagricoltura dal 1986 al 1990, oltre che tra i grandi protagonisti degli anni della nascita della moderna vitivinicoltura toscana. Giansanti ha evidenziato come il marchese non si sia limitato a proseguire l’attività di produzione di vino avviata dalla famiglia in epoca medievale, ma abbia saputo innovare il settore: negli anni Novanta, ha ricordato, fu tra i primi a intuire l’importanza dell’apertura ai mercati esteri e della capacità di raccontare il territorio di origine del vino. Due principi che, sottolinea Confagricoltura, restano fondamentali ancora oggi. Nel ricordo di Giansanti, Frescobaldi ha avuto un ruolo anche nella consacrazione internazionale di alcuni dei territori più prestigiosi dell’enologia italiana. “Se tutto il mondo associa territori come quello di Montalcino e Bolgheri all’eccellenza dell’enologia italiana, lo dobbiamo anche al marchese Frescobaldi”, ha affermato il presidente di Confagricoltura, aggiungendo che la sua assenza “si farà sentire”, ma che il suo esempio resterà fondamentale per continuare a innovare e rafforzare il settore vitivinicolo nazionale.Vittorio Frescobaldi: il “signore” dell’enologia italianaCon la scomparsa di Vittorio Frescobaldi se ne va una delle figure più importanti della storia recente del vino italiano. Nato a Firenze il 30 novembre 1928, laureatosi in agraria nel 1953, Frescobaldi assunse la guida delle aziende familiari nel 1959, in seguito alla morte del padre. Affiancato dai fratelli Ferdinando e Leonardo, nel corso della sua gestione si verificò un grande processo di innovazione, ampliamento e trasformazione, che portò lo storico marchio (la famiglia Frescobaldi è legata alla produzione vinicola da oltre settecento anni) a produrre “vini tra i più pregiati e diffusi in Italia e nel mondo“, come recita la motivazione con cui Frescobaldi venne nominato Cavaliere del Lavoro nel 1977.Vittorio Frescobaldi (Foto Roberto Monaldo/LaPresse)Rappresentante della trentunesima generazione della storica famiglia toscana, Frescobaldi è stato infatti tra i simboli dell’affermazione sui mercati globali del vino toscano, divenuto tra le principali espressioni del Made in Italy. Nell’ambito della sua gestione è stata avviata la valorizzazione di tenute celebri come quelle di Pomino, Castiglioni, Castelgiocondo, Nipozzano e Ammiraglia, mentre risale all’inizio degli anni Novanta l’incontro con Robert Mondavi che portò al progetto di ‘Tenuta Luce’ a Montalcino, uno dei territori più votati alla produzione di vini d’eccellenza. Nonostante avesse ceduto negli ultimi anni la guida dell’impresa al figlio Lamberto, attuale presidente dell’Unione italiana vini, Frescobaldi è rimasto un punto di riferimento per il settore italiano, così come l’azienda di famiglia. Il Gruppo Frescobaldi ha infatti chiuso il 2025 con ricavi per 159 milioni di euro, continuando ad allargare il perimetro delle proprie attività, in uno spirito di espansione che riflette l’azione di Vittorio Frescobaldi, con cui scompare uno tra i grandi protagonisti dell’enologia italiana della seconda metà del Novecento. 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