La Lombardia accelera sull’autonomia: fissato il voto il 10 settembre. Scoppia la polemica sui tempi e sulle risorse

Wait 5 sec.

Palazzo Pirelli non ha aspettato la fine dell’estate. Le commissioni sono tornate a riunirsi in anticipo sulla ripresa ordinaria dei lavori per avviare l’esame dei due schemi di intesa con il Governo sul trasferimento di nuove competenze alla Regione, e la data del voto è già fissata al 10 settembre. Il calendario è compresso: seduta congiunta il 2 settembre, esame chiuso entro il 7, in Aula tre giorni più tardi. Tempi che permetterebbero alla maggioranza di presentarsi al raduno leghista di Pontida con il primo passaggio politico già incassato.Le due pre-intese: quali competenze passerebbero alla LombardiaI documenti sul tavolo sono due. Il primo riguarda protezione civile, professioni e previdenza complementare e integrativa. Il secondo interessa la tutela della salute, insieme al coordinamento della finanza pubblica. A illustrarli nella seduta congiunta della Commissione Affari istituzionali ed Enti locali e della Commissione speciale Autonomia è stato il sottosegretario alla Presidenza con delega all’Autonomia Mauro Piazza, affiancato in collegamento dagli assessori Guido Bertolaso, al Welfare, e Simona Tironi, all’Istruzione, Formazione e Lavoro. Nella stessa giornata si è riunito anche il Comitato per le Autonomie locali, chiamato a esprimere un parere obbligatorio ma non vincolante.Protezione civile, più poteri nelle emergenze regionaliSul piano concreto, l’intesa sulla protezione civile attribuirebbe alla Lombardia strumenti aggiuntivi nella gestione delle emergenze che riguardano esclusivamente il territorio regionale. Tra questi, la possibilità per il presidente della Regione di adottare, entro limiti definiti, ordinanze in deroga alla normativa statale.Sul fronte sanitario, invece, la Regione otterrebbe maggiore autonomia nella gestione delle risorse: potrebbe prevedere tariffe di rimborso e remunerazioni diverse da quelle nazionali, purché gli eventuali maggiori costi siano sostenuti dal bilancio regionale, e gestire direttamente alcuni fondi statali destinati agli investimenti tecnologici ed edilizi.Piazza: “Non è una riforma calata dall’alto”Piazza ha ricostruito le tappe del percorso partito nel febbraio 2015 con il primo voto del Consiglio regionale e proseguito con il referendum consultivo del 22 ottobre 2017, quando il 95,1% dei votanti si espresse a favore di una maggiore autonomia. “Il Consiglio regionale è sempre stato informato e coinvolto lungo tutte le tappe del percorso della riforma”, ha rivendicato il sottosegretario, indicando nel confronto con territori e categorie la “stella polare” dell’intero processo.Il sottosegretario ha insistito soprattutto sul metodo. “Non abbiamo mai voluto una riforma calata dall’alto. Al contrario, abbiamo fatto in modo che fosse condivisa dai territori e dalle forze sociali, che ci hanno sempre offerto stimoli e input, anche attraverso i numerosi incontri organizzati tramite il Patto per lo sviluppo”. L’obiettivo, ha aggiunto, è arrivare a “un governo più vicino ai cittadini, con maggiore efficienza e meno burocrazia“.La maggioranza: “Un passaggio cruciale”Per il presidente della Commissione speciale Autonomia, il leghista Giovanni Malanchini, quello avviato a Palazzo Pirelli è “un passaggio cruciale per l’attuazione concreta del regionalismo differenziato“. Il presidente della Commissione Affari istituzionali Matteo Forte, di Fratelli d’Italia, parla invece dell'”esito di un lavoro di 11 anni“, un risultato “necessario, sebbene non ancora sufficiente“. La maggioranza, infatti, punta ad ampliare ulteriormente il negoziato con il Governo su altre materie.Il consigliere leghista Emanuele Monti parla dei “primi frutti” dell’Autonomia e di una volontà espressa dagli elettori che “comincia finalmente a tradursi in competenze concrete”. Ma precisa: il passaggio decisivo sarà trasformare le pre-intese in intese definitive.Il Pd: “La montagna ha partorito il topolino”Di segno opposto la lettura del Partito democratico. Per Angelo Orsenigo, vicepresidente della Commissione Affari istituzionali, e Marco Carra, componente della Commissione speciale, dopo quasi dieci anni dal referendum “la montagna ha partorito il topolino”. Secondo i dem, sul tavolo non c’è una vera svolta per l’Autonomia lombarda, ma il trasferimento di competenze “in ambiti in larga parte marginali e soprattutto senza l’ombra di un quattrino“.Lo scontro sui tempiIl Pd contesta anche il metodo e soprattutto la rapidità dell’iter. “Ci viene chiesto di discutere e assumere una posizione su un tema di enorme rilevanza istituzionale con una tempistica estremamente ridotta e obiettivi davvero deludenti“, sostengono Orsenigo e Carra. I due consiglieri denunciano inoltre il mancato accoglimento delle richieste di audizione dei soggetti istituzionali e sociali interessati e ritengono insufficiente il coinvolgimento delle autonomie locali.Sanità, il timore di tariffe sempre più differenziateÈ soprattutto la sanità a concentrare le critiche dell’opposizione. Il nodo è la possibilità per la Lombardia di introdurre tariffe diverse da quelle fissate a livello nazionale per alcune prestazioni. “Non vorremmo che dietro una proposta apparentemente limitata si aprisse la strada a ulteriori differenziazioni nell’accesso e nei costi delle prestazioni sanitarie”, avvertono i consiglieri dem.Il Pd attacca sulle risorse: “Del residuo fiscale non c’è traccia”Lo scontro politico si concentra infine sui soldi. “Non c’è traccia della quota di residuo fiscale che la Lega prometteva di trattenere in Lombardia, né tantomeno di risorse aggiuntive per le competenze che verranno devolute alla Regione”, sostengono Orsenigo e Carra. Da qui la conclusione del Pd: “Per i lombardi, dunque, non cambierà proprio nulla“.Dopo il voto del 10 settembre la partita torna a RomaIl voto del Consiglio regionale non chiuderà il percorso. Una volta approvata, l’intesa dovrà essere trasmessa al Governo, che dovrà predisporre il relativo disegno di legge. L’ultima parola spetterà quindi al Parlamento. È in quel passaggio che si capirà se le competenze oggi messe nero su bianco nelle pre-intese diventeranno effettivamente parte dell’Autonomia lombarda o resteranno ancora sulla carta.L'articolo La Lombardia accelera sull’autonomia: fissato il voto il 10 settembre. Scoppia la polemica sui tempi e sulle risorse proviene da Nicolaporro.it.