Pressioni su Infantino: la CONCACAF gli chiede di disertare un torneo giovanile

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Dom, 23 Ago 2026Il presidente Victor Montagliani ha scritto al numero uno della FIFA invitandolo a non partecipare alla CFU U-14 Series nella Repubblica Dominicana.DiRedazioneCondividi l'articoloGianni Infantino (Foto: Carl Recine/Getty Images)Si allarga la frattura intorno a Gianni Infantino e alla sua leadership alla guida della FIFA. L’ultimo segnale arriva direttamente dalla CONCACAF, una delle confederazioni che nelle ultime settimane si sono schierate più apertamente contro il presidente della Federazione internazionale dopo il fallimento del progetto per aprire ai capitali privati una parte del business legato ai Mondiali.Il presidente della CONCACAF Victor Montagliani ha infatti chiesto a Infantino di rinunciare alla partecipazione a un torneo giovanile in programma questo fine settimana nella Repubblica Dominicana, spiegando che la sua presenza rischierebbe di oscurare l’evento e di trasformarlo inevitabilmente in un nuovo capitolo della crisi politica che sta attraversando la FIFA.La richiesta era contenuta in una lettera inviata venerdì al presidente FIFA e visionata da Reuters. Montagliani, che siede anche nel Consiglio FIFA con il ruolo di vicepresidente, ha fatto esplicito riferimento alla «crisi di governance che circonda la FIFA», sottolineando come la prevista presenza di Infantino alla CFU U-14 Series, competizione organizzata dalla Caribbean Football Union, abbia già attirato una significativa attenzione da parte dei media.«I media si concentreranno su questa situazione, che purtroppo distoglierà in maniera significativa l’attenzione dagli aspetti tecnici della competizione giovanile della CFU», ha scritto Montagliani. Da qui la richiesta rivolta direttamente al dirigente svizzero: «Le chiedo rispettosamente, nel nome del calcio, di riconsiderare la sua partecipazione, perché purtroppo finirebbe per compromettere la natura tecnica di questa importante attività dedicata allo sviluppo dei giovani».La visita di Infantino nella Repubblica DominicanaInfantino si trova comunque nella Repubblica Dominicana, dove è stato accolto a Punta Cana dal ministro dello Sport e della Ricreazione Kelvin Cruz, oltre che dai vertici del movimento calcistico e olimpico locale. «Apprezziamo profondamente la sua visita nella Repubblica Dominicana. Non c’è dubbio che la sua presenza nel nostro Paese ci collochi sulla mappa internazionale del calcio e ci apra grandi prospettive per la crescita e lo sviluppo del calcio dominicano», ha dichiarato Cruz.Ad accogliere il presidente della FIFA sono stati anche il presidente della Federcalcio dominicana Jose Deschamps, il commissario nazionale per il calcio Benny Metz e il presidente del Comitato olimpico Garibaldy Bautista Lorenzo. Un’accoglienza che fotografa anche le profonde divisioni emerse all’interno del calcio mondiale: mentre alcune federazioni continuano a sostenere Infantino, una parte sempre più consistente delle principali istituzioni calcistiche internazionali ha preso le distanze dalla sua gestione.Dalla cessione dei Mondiali alla crisi politica della FIFAAlla base dello scontro c’è soprattutto il progetto, successivamente ritirato, attraverso il quale la FIFA aveva valutato la nascita di FIFA Forward Enterprise, una nuova società commerciale che avrebbe dovuto concentrare una parte rilevante dei diritti e delle attività legate alle competizioni dell’organizzazione.Il piano prevedeva una valutazione nell’ordine dei 20 miliardi di dollari e la possibile cessione di una quota superiore al 20% a investitori privati, con l’obiettivo di raccogliere circa 4,2 miliardi di dollari. L’iniziativa aveva però provocato una durissima reazione soprattutto da parte della UEFA e successivamente di AFC e CONCACAF, con critiche concentrate sui processi decisionali, sulla trasparenza dell’operazione e sul coinvolgimento delle confederazioni. A fine luglio Infantino aveva infine deciso di accantonare il progetto.Il ritiro della proposta non è tuttavia bastato a ricomporre la frattura. UEFA, AFC e CONCACAF, che insieme rappresentano 136 delle 211 federazioni affiliate alla FIFA, hanno continuato a mettere sotto pressione il presidente e, secondo Reuters, tra alcuni dei principali blocchi regionali si discute anche della possibilità di arrivare a un voto di sfiducia nei suoi confronti.Negli ultimi giorni sono inoltre aumentate le prese di distanza da parte di dirigenti e federazioni nazionali, mentre Infantino conserva ancora un sostegno significativo soprattutto all’interno della CAF e di alcune federazioni arabe. Qatar, Marocco, Egitto, Libano, Sudan e Mauritania hanno per esempio espresso pubblicamente il proprio appoggio al presidente FIFA, confermando come il fronte contrario allo svizzero sia ampio ma tutt’altro che compatto a livello globale.La nuova presa di posizione di Montagliani assume però un peso particolare proprio per il ruolo ricoperto dal dirigente canadese all’interno della struttura FIFA. Chiedere pubblicamente al presidente di non prendere parte a un torneo organizzato nell’area CONCACAF rappresenta infatti un ulteriore segnale del deterioramento dei rapporti ai vertici del calcio internazionale.Infantino punta a ottenere un quarto mandato alla presidenza della FIFA, con le elezioni previste nel marzo 2027 e un eventuale nuovo incarico che lo porterebbe fino al 2031. Uno scenario che fino a poche settimane fa appariva sostanzialmente privo di ostacoli e che ora, dopo la crisi innescata dal progetto commerciale sui Mondiali, si presenta decisamente più incerto.Developed by 3x1010