Si va verso la soluzione per le divisioni nella Lega prima dell’appuntamento di Pontida, domenica 20 settembre. Il leader della Lega Matteo Salvini, parlando a Pinzolo, in Trentino, da dove va in vacanza ogni fin da giovane, sulle divisioni nel Carroccio dopo le dichiarazioni di Fontana e Romeo, e dopo l’assenza del governatore del Trentino, Fugatti – da alcuni interpretata come segnale di rottura – ha prima glissato: “Chiedete a chi critica”. Poi ha aggiunto di essere “disponibile a condividere le mie responsabilità e a rafforzare la squadra, a coinvolgere governatori, ministri, sindaci. La Lega ha ministri, governatori, amministratori. Se tutti lavorano tanto e chiacchierano poco è un bene per la Lega e per l’Italia“. Quindi una stoccata: “La mia intenzione è di unire, costruire e coinvolgere tutti quelli che danno un valore aggiunto alla Lega e al Paese: quindi governatori, sindaci, amministratori, senza escludere nessuno. Gli unici che si autoescludono sono quelli che invece di fare disfano”, ha aggiunto riferendosi all’ipotesi che uno dei governatori del Nord possa guidare il partito.Ecco il punto chiave. Salvini è stato riconfermato un anno fa al congresso e non esiste di tenerne un altro prima delle elezioni politiche 2027. Con Zaia c’è già l’accordo e l’ex presidente del Veneto sarà capolista nella sua Regione e, in caso di vittoria alle elezioni politiche, ministro del Made in Italy-Imprese o delle Politiche Agricole. Per il resto il vicepremier e titolare del Mit non intende certo dimettersi, d’altronde ufficialmente nessuno si è candidato al suo posto, ma il suo messaggio è chiarissimo: sono pronto a condividere le scelte principali, anche sulle candidature per la formazione delle liste e le linee guida del programma elettorale, a patto che si smetta di polemizzare su giornali e nei convegni. Salvini considera un errore quello di Fontana di averlo criticato proprio su un giornale “nemico” da sempre come il Corriere della Sera.Ma la soluzione c’è: le decisioni chiave – come Milano Quotidiano è in grado di anticipare – si condividono in consiglio federale con amministratori, quindi anche sindaci e non solo governatori, ministri, capigruppo che poi sono anche segretari regionali (Molinari in Piemonte e Romeo in Lombardia) e poi avanti tutta uniti per stupirà alle elezioni e arrivare al 10% zittendo le critiche e superando nettamente Vannacci e Forza Italia. E così Salvini tornerebbe a guidare il ministero dell’Interno, restando ovviamente vicepremier di Meloni. Fontana e Romeo sanno perfettamente che la soluzione e il compromesso con Salvini è l’unica strada e non hanno certo intenzione di fare una scissione, magari passando con il movimento Patto per il Nord dell’ex ministro della Giustizia Roberto Castelli (e altri ex leghisti), perché significherebbe la scomparsa politica. Ma hanno il merito di aver posto un problema di ascoltare maggiormente i territori e il segretario è pronto ad accettare gran parte delle loro idee. Marciare uniti, insomma, conviene a tutta la Lega.L'articolo Lega, accordo pronto tra Salvini e l’ala nordista (Fontana-Romeo) prima del raduno di Pontida proviene da Nicolaporro.it.