Per quanto riguarda l’infinita vicenda della Famiglia nel bosco, l’aristotelico motore immobile della nostra magnifica giustizia minorile, che il mondo intero ci invidia, tutto muove senza muoversi a sua volta. Tanto è vero che le piccole anime rinchiuse in una struttura protetta in quel di Vasto si trovano da oltre nove mesi in questo vero e proprio paradiso protetto.A tale proposito, sempre in tema di motore immobile, il legale dei loro genitori, l’avvocato Simone Pillon, ha depositato il 25 giugno scorso una ben motivata istanza di ricongiungimento presso il Tribunale dei minori dell’Aquila, a cui ha fatto seguito un ulteriore sollecito.A tutto ciò i giudici competenti, che si sono riuniti in camera di consiglio il 23 luglio, non hanno finora risposto alcunché, restando evidentemente raccolti in una ancora più attenta riflessione sul da farsi. Riflessione che, per quanto si possa essere scettici sui provvedimenti che hanno spezzato letteralmente in due i destini di una famiglia amorevole, si sta prendendo il suo biblico tempo per raggiungere una decisione che metta al primo posto il bene supremo dei tre disgraziatissimi bambini. Almeno così credono le molte anime belle di questo Paese.Ed a questo punto, interpretando doverosamente il ruolo di cane da guardia del potere – nella fattispecie quello quasi assoluto di chi rappresenta la giustizia minorile – la stampa nazionale che fa? Si pone almeno qualche domanda in merito ad una lungaggine che nella cognizione del tempo molto dilatata dei bambini costituisce una tortura insopportabile in ogni momento della giornata? C’è almeno qualche buon samaritano dell’informazione che provi a puntare il dito nei riguardi di chi, a questo punto inspiegabilmente, si prende la responsabilità di tenere i tre figli in questa penosa condizione?Niente di tutto ciò, come dimostrano i titoli della stragrande maggioranza dei giornali di questi ultimi giorni. In particolare, dal momento che a cavallo di Ferragosto la vecchia casa della famiglia Trevallion-Birmingham è stata presa d’assalto da parecchie persone, molte delle quali spinte da semplice curiosità, la cosa ha monopolizzato i pezzi relativi al caso.Il Corriere della Sera: “La famiglia nel bosco assediata dai turisti: tra selfie, droni e appostamenti. E la coppia scrive: ‘Lasciateci stare’”. La Repubblica: “La famiglia nel bosco assediata a Palmoli per selfie e video”. Il Fatto Quotidiano: “La famiglia nel bosco ‘assediata’ da turisti per selfie e video”. Ansa: “Famiglia nel bosco, curiosi a Palmoli per selfie ‘grati ma ci serve privacy’”.Leggi anche: Famiglia nel bosco, di male in peggioPure il Papa prega per la famiglia nel bosco. Che aspettano i giudici?Ora, potrei continuare con altre decine di titoli, che in qualche modo mi ricordano un famoso giornale unico che imperversava ai tempi del Covid-19, ma non lo farò. Mi limiterò a dire che chi ancora oggi si racconta la bella e rassicurante favola di un cane da guardia del potere, paragonandolo ad un feroce mastino, forse non si è reso conto di avere a che fare con un piccolo e docile chihuahua.Claudio Romiti, 23 agosto 2026L'articolo Famiglia nel bosco, la bruttissima figura della stampa proviene da Nicolaporro.it.