Le recenti pressioni del sottosegretario della Guerra americano Eldridge Colby sui Paesi Nato riguardano il programma di riarmo dell’Ue e hanno due aspetti. Uno è la velocità e l’entità del riarmo di ciascun Paese. L’altro è la postura politica dei vari governi. Su entrambi i fronti l’America è insoddisfatta, perché vuole poter spostare forze nel Pacifico, dove vede la sfida strategica più pericolosa.Però ci sono forze nella Ue indecise riguardo all’Ucraina o all’Iran o apertamente filorusse. Questo è l’elemento più pericoloso per l’alleanza, poiché offre a Mosca margini per sovvertire i -Paesi dell’Ue. Se Mosca perde in Ucraina ma sobilla un Paese dell’Unione il conto politico della guerra potrebbe cambiare per la Russia e i Paesi suoi alleati. Inoltre, secondo quanto riportato dalla stampa, la missione del direttore della Cia a Mosca John Ratcliffe era un avvertimento. Washington intimava di rompere con Iran e finirla con la guerra ibrida in Europa.La prima probabilmente riguarda il supporto strategico e satellitare dato al sistema missilistico iraniano per colpire obiettivi nella regione, comprese le basi americane. La seconda invece copre le attività ostili russe in Europa, dagli attacchi con i droni, alle azioni sospette di sabotaggio, al sostegno a centrali politiche antiamericane e filorusse.La missione di Ratcliffe volta pagina. Dopo anni di distrazione riguardo al vecchio continente, gli Usa tornano a occuparsene tirando una riga sulla sabbia per Mosca.L’Italia è particolarmente delicata. Il Paese è un record. Ci sono ben tre partiti filorussi che condizionano ogni maggioranza, di destra o sinistra. C’è il Movimento 5 stelle di Giuseppe Conte, la Lega di Matteo Salvini e Futuro Nazionale di Roberto Vannacci. Inoltre, c’è un ampio consenso nell’opinione pubblica su posizioni filorusse o comunque non contrarie al presidente della Russia Vladimir Putin.C’è poi una penetrazione nelle strutture statali, come dimostra l’arresto a luglio di funzionari dell’Aisi (il servizio di sicurezza interno) per spionaggio a favore di Mosca. Insomma, è una situazione peggiore di quella della Guerra fredda, quando l’Italia era patria del più grande partito comunista d’Europa.Il problema allora non sono le prossime elezioni, e chi vince o perde, ma come si posizionano l’Italia e i partiti in questo nuovo scontro. Al di là di chi prevarrà alla conta dei pochi voti nelle urne alle prossime politiche, l’Italia rischia di essere travolta dagli eventi se non trova una posizione interna consona alla sua collocazione internazionale. Cioè deve essere dentro o fuori la Nato, per davvero, e non con un piede qua e l’altro chissà dove.L’arresto dei funzionari felloni dimostra che ci sono anticorpi attivi nel Paese che possono attivarsi se si supera una certa soglia. L’allarme di tutte le cancellerie europee per l’offensiva ibrida russa e la missione di Ratcliffe sono in aspro contrasto con i silenzi sfuggenti, le minimizzazioni che si sentono in Italia.Può l’Italia continuare le sue ambiguità russe a fronte di un cambiamento di atteggiamento radicale in Europa e in America? Forse sì, ma forse no.