Re Harald V di Norvegia è morto a 89 anni: il Paese saluta il suo «re del popolo»

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La Norvegia perde il sovrano che per oltre tre decenni ha accompagnato il Paese attraverso cambiamenti profondi, tragedie nazionali e trasformazioni della stessa monarchia. Re Harald V è morto all’età di 89 anni, dopo essere stato ricoverato la scorsa settimana all’Ospedale nazionale di Oslo a causa di una rara malattia del sangue. Il Palazzo Reale ha comunicato che il sovrano si è spento serenamente alle 6.35 di venerdì mattina, mentre sulla residenza reale la bandiera è stata abbassata a mezz’asta. Nelle ore precedenti alla morte, i familiari avevano raggiunto l’ospedale per stare accanto al re, mentre davanti al Palazzo di Oslo numerosi cittadini avevano già iniziato a lasciare fiori.Con la sua scomparsa si chiude un regno durato 35 anni e comincia ufficialmente quello del figlio Haakon, 53 anni, chiamato ora a raccogliere un’eredità particolarmente significativa. Harald non è stato soltanto uno dei sovrani europei più longevi della sua generazione, ma un monarca che negli anni ha costruito un rapporto molto personale con i norvegesi, tanto da essere descritto più volte come il «re del popolo» e persino come una sorta di «nonno» della nazione.Foto: BENOIT DOPPAGNE/Belga/ IPARe Harald V morto: le condizioni di salute e l’ultimo ricoveroNegli ultimi anni le condizioni di salute del sovrano avevano imposto una progressiva riduzione degli impegni pubblici. Nell’aprile del 2024 Harald aveva deciso di alleggerire stabilmente la propria agenda e, più recentemente, era stato sottoposto a cure per una rara forma di anemia emolitica, una condizione che provoca una distruzione dei globuli rossi più rapida rispetto alla capacità dell’organismo di produrne di nuovi.Il ricovero era avvenuto il 17 agosto e, con l’aggravarsi delle sue condizioni, il principe ereditario Haakon aveva assunto il ruolo di reggente, occupandosi delle attività istituzionali del padre.La situazione era apparsa seria fin dall’inizio. L’anemia emolitica può infatti avere manifestazioni molto differenti, ma nelle forme più gravi la rapida distruzione dei globuli rossi può compromettere la capacità dell’organismo di trasportare adeguatamente ossigeno ai tessuti.Harry e Meghan tornano nel Regno Unito, ma William resta in silenzioChi era Harald V, il re che scelse Sonja contro le convenzioniLa storia di Harald V è legata alla Norvegia molto prima della sua incoronazione. Nato il 21 febbraio 1937 nella tenuta di Skaugum, vicino a Oslo, aveva appena tre anni quando l’invasione nazista costrinse la famiglia reale alla fuga. Sua madre lasciò il Paese insieme ai figli, passando prima dalla Svezia e successivamente dagli Stati Uniti, dove la famiglia venne accolta su invito del presidente Franklin D. Roosevelt.Tornato in patria dopo la guerra, Harald completò gli studi e il servizio militare, diventando principe ereditario nel 1957. Ma uno dei passaggi destinati a definire maggiormente la sua immagine pubblica arrivò attraverso una scelta privata: l’amore per Sonja Haraldsen, figlia di un uomo d’affari e priva di origini nobili.Per nove anni Harald attese il consenso del padre, re Olav V, che avrebbe preferito per lui una principessa appartenente a una casa reale europea. Alla fine pose una condizione destinata a cambiare anche la storia della monarchia norvegese: senza Sonja non avrebbe sposato nessun’altra. Il matrimonio venne celebrato nella Cattedrale di Oslo il 29 agosto 1968 e contribuì ad aprire la strada a una famiglia reale meno legata alle convenzioni dinastiche del passato.Harald V e la strage di Utøya: il discorso che segnò il suo regnoSalito al trono il 17 gennaio 1991, dopo la morte del padre Olav V, Harald attraversò alcuni dei momenti più dolorosi della storia contemporanea norvegese. Nessuno, probabilmente, segnò il suo regno quanto gli attentati del 22 luglio 2011, quando Anders Breivik uccise 77 persone tra Oslo e l’isola di Utøya.Nei giorni successivi il sovrano si rivolse pubblicamente al Paese senza nascondere la propria commozione. Parlò non soltanto come capo dello Stato, ma come padre, nonno e marito, mostrando una vulnerabilità inconsueta per un monarca. Secondo gli osservatori della famiglia reale, proprio quel momento contribuì a consolidare il legame tra Harald e i norvegesi, trasformandolo in una presenza capace di rappresentare l’unità nazionale nei passaggi più drammatici.Negli anni successivi avrebbe continuato a sostenere pubblicamente una Norvegia aperta e inclusiva. Nel 2016 pronunciò uno dei suoi discorsi più ricordati, dedicato alla diversità religiosa, culturale e affettiva della società norvegese.Foto: Dutch Press Photo/INSTARimages/ipa-agency.netMeghan Markle, le accuse da Montecito: «Le governanti non volevano lavorare per lei»La famiglia reale norvegese e gli ultimi anni difficili di Harald VGli ultimi anni del suo regno sono stati però anche tra i più complessi. Alle difficoltà legate alla salute si sono aggiunte le controversie che hanno coinvolto diversi componenti della famiglia reale, dalla figlia Märtha Louise, che nel 2024 ha sposato l’americano Durek Verrett e ha rinunciato ai propri doveri ufficiali, fino alle vicende che hanno riguardato Marius Borg Høiby e la principessa Mette-Marit.Harald aveva affrontato queste tensioni mantenendo un atteggiamento che gli osservatori hanno spesso descritto come conciliatorio. Più incline al dialogo che agli interventi drastici, aveva continuato a proteggere il rapporto con i propri familiari anche quando le loro scelte erano diventate motivo di discussione pubblica.Le polemiche avevano inevitabilmente inciso sull’immagine complessiva della monarchia: secondo un sondaggio citato dalla BBC, il sostegno all’istituzione era sceso dal 72% del 2024 al 54%. Eppure le critiche raramente sembravano investire direttamente Harald, rimasto fino alla fine una figura personalmente molto amata. Visualizza questo post su Instagram Un post condiviso da Det Norske Kongehuset (@detnorskekongehus)Haakon nuovo re di Norvegia dopo la morte di Harald VAdesso il passaggio dinastico è compiuto. Haakon succede al padre sul trono norvegese e dovrà guidare la monarchia in una fase delicata, nella quale il peso delle recenti controversie familiari si intreccia con la necessità di costruire un nuovo rapporto con il Paese.Harald lascia la moglie Sonja, con la quale avrebbe celebrato proprio in questi giorni 58 anni di matrimonio, la figlia Märtha Louise, il figlio Haakon e sei nipoti.Resta soprattutto l’immagine di un sovrano che ha attraversato guerra, ricostruzione e modernizzazione della società norvegese, arrivando sul trono in un mondo molto diverso da quello che lascia oggi. Sportivo appassionato, velista olimpico, ambientalista e sostenitore del WWF norvegese, Harald ha progressivamente ridisegnato il modo di essere re senza rinunciare alla continuità dell’istituzione.Per 35 anni è stato il volto della monarchia norvegese. Da oggi quel compito appartiene a suo figlio Haakon, mentre per la Norvegia comincia il lungo saluto a quello che, fino agli ultimi giorni, molti hanno continuato semplicemente a considerare il loro «re del popolo».Lady Diana: i look estivi che hanno fatto la storia della moda| Da Rumors.it