“Chi ha studiato poco vota Meloni e Vannacci”. Bonaccini, ci sei o ci fai?

Wait 5 sec.

Il problema del Pd, alla fine, sono sempre gli altri. Gli elettori, possibilmente. Quelli che non capiscono, quelli che si fanno abbindolare, quelli che votano con la pancia. E adesso abbiamo fatto un altro piccolo passo avanti: quelli che scelgono la destra sarebbero soprattutto quelli che hanno studiato poco. Complimenti. Poi magari ci si domanda perché il famoso popolo della sinistra abbia preso armi e bagagli e abbia traslocato altrove.Stefano Bonaccini, presidente del Pd ed europarlamentare, parlando ad Albenga ha provato a spiegare il progressivo spostamento verso destra delle classi popolari. Un fenomeno che, naturalmente, esiste e riguarda buona parte dell’Occidente. Ma la spiegazione offerta dall’ex governatore dell’Emilia-Romagna è di quelle che sembrano fatte apposta per confermare tutti i difetti che da anni vengono rimproverati alla sinistra.“Il voto al primo e al secondo Trump, il voto alla Brexit, il voto in Germania a destra, quello alla Le Pen, quello in Italia a Meloni, Salvini e oggi forse a Vannacci”, ha spiegato Bonaccini ai microfoni di Ivg, “è il voto di chi ha poco studiato, di chi vive nelle aree interne o nelle periferie delle città e di chi sta peggio economicamente”. Tradotto dal politichese: se l’operaio non vota più Pd, il problema potrebbe non essere il Pd. Potrebbe essere l’operaio.Ed è probabilmente qui che si nasconde una delle ragioni per cui la sinistra italiana continua a interrogarsi sul mistero della propria incapacità di conquistare stabilmente il consenso. Per decenni si è raccontata come la casa naturale delle periferie, degli operai, dei pensionati e delle fasce più deboli. Oggi scopre che proprio quelle categorie votano Meloni, Salvini o magari Vannacci e, anziché domandarsi fino in fondo dove abbia sbagliato, finisce per trasformare la sociologia elettorale in una pagella scolastica. Hai votato dalla parte sbagliata? Forse hai studiato poco.È una tentazione antica. Trump non viene eletto perché milioni di americani hanno bocciato le politiche democratiche: vincono la rabbia e l’ignoranza. La Brexit non passa perché una fetta enorme del Regno Unito non si riconosce più nell’Unione europea: votano quelli lasciati indietro. La destra avanza in Francia, Germania o Italia? Il copione cambia poco: periferie, disagio, paura, scarsa istruzione, voto di pancia. Curiosamente manca quasi sempre una possibilità: che qualcuno abbia ascoltato le proposte della sinistra e abbia deciso, perfettamente consapevole, di non votarla. Leggi anche:Celebrano pure Castro, il Pd è diventato Rifondazione comunistaBonaccini, va detto, individua poi una questione molto più seria quando invita il centrosinistra a tornare a occuparsi di “diritti sociali”, lavoro, istruzione e sanità. Ed è probabilmente questo il punto sul quale il Pd dovrebbe concentrarsi. Perché se interi pezzi delle classi popolari hanno abbandonato la sinistra, forse non è necessario sottoporli a un test d’ingresso universitario. Sarebbe sufficiente chiedersi perché non si sentano più rappresentati.Il paradosso è magnifico. Il Pd vuole riconquistare gli elettori delle periferie e contemporaneamente gli spiega che votano a destra perché hanno studiato poco. Vuole tornare a parlare agli operai, ma prima gli consegna la diagnosi: siete vulnerabili alla propaganda perché state peggio degli altri. Una strategia elettorale praticamente infallibile. Per perdere.Massimo Balsamo, 28 agosto 2026L'articolo “Chi ha studiato poco vota Meloni e Vannacci”. Bonaccini, ci sei o ci fai? proviene da Nicolaporro.it.