Dopo il golfo, la montagna e il lago, adesso manca soltanto un oceano. Donald Trump lo ha detto quasi come se stesse completando una collezione: «Abbiamo un golfo e abbiamo un lago, ora ci serve un oceano». Poi ha indicato i possibili prossimi obiettivi: l’Atlantico o il Pacifico, che potrebbero quindi cambiare nome.La battuta è arrivata il 27 agosto, mentre il presidente degli Stati Uniti firmava un ordine esecutivo per trasformare, almeno sulle carte federali americane, il Lago Ontario in Lake America, il “Lago America”. La decisione obbliga il dipartimento dell’Interno ad aggiornare entro trenta giorni il sistema ufficiale statunitense dei nomi geografici, ma non può imporre al Canada o agli organismi internazionali di adottare la stessa denominazione.Il Lago Ontario, uno dei cinque grandi laghi nordamericani, è condiviso tra lo Stato di New York e la provincia canadese dell’Ontario. Trump ha presentato la rinominazione nel pieno dello scontro commerciale con Ottawa. Il primo ministro canadese Mark Carney e la governatrice di New York Kathy Hochul hanno già fatto sapere che continueranno a utilizzare il nome storico, di origine indigena e in uso da oltre quattro secoli.Tutti i luoghi a cui Trump ha cambiato nomeIl precedente più noto risale al primo giorno del secondo mandato di Trump: era il 20 gennaio 2025 quando il presidente ordinò che il Golfo del Messico fosse chiamato, nei documenti e nelle mappe ufficiali degli Stati Uniti, Gulf of America. Il nuovo nome è stato inserito nel database geografico federale e adottato anche da alcune piattaforme digitali. Fuori dagli Stati Uniti, però, il Golfo del Messico è rimasto tale: Washington non ha il potere di modificarne unilateralmente la denominazione internazionale.Con lo stesso ordine esecutivo Trump intervenne sulla montagna più alta del Nord America: il Denali, in Alaska, tornò a essere ufficialmente Mount McKinley, il nome con cui il governo federale lo aveva indicato per gran parte del Novecento, in omaggio al presidente William McKinley. A ripristinare il nome indigeno Denali era stato Barack Obama, nel 2015. Trump ha cancellato quella decisione, lasciando però invariato il nome del territorio circostante, che continua a chiamarsi Denali National Park and Preserve.Nella primavera del 2025 è toccato anche a una riserva naturale del Texas. L’Anahuac National Wildlife Refuge è stato intitolato a Jocelyn Nungaray, la dodicenne di Houston uccisa nel giugno 2024. Trump aveva utilizzato il caso della bambina, per il cui omicidio sono stati incriminati due cittadini venezuelani, nel dibattito politico sull’immigrazione. La nuova denominazione, Jocelyn Nungaray National Wildlife Refuge, è stata prima disposta con un ordine esecutivo e successivamente consolidata con una legge del Congresso.Non tutte le idee del presidente, però, sono diventate atti ufficiali. Nel maggio 2025, alla vigilia di un viaggio in Arabia Saudita, Qatar ed Emirati Arabi Uniti, Trump disse che avrebbe deciso se sostituire la denominazione Persian Gulf, Golfo Persico, con Arabian Gulf o Gulf of Arabia, formule preferite da diversi Paesi arabi. La prospettiva provocò proteste trasversali in Iran, dove il nome Golfo Persico è considerato parte dell’identità nazionale. Alla fine, però, non ci fu alcun cambiamento formale.Ancora più esplicita, ma pronunciata con tono scherzoso, è stata la proposta riguardante lo Stretto di Hormuz. Il 27 marzo scorso, durante un evento a Miami, Trump disse che l’Iran avrebbe dovuto riaprire lo «Strait of Trump», correggendosi subito dopo con “Hormuz”. Non si è mai trattato di una rinominazione ufficiale, ma di una provocazione. Nei mesi successivi Trump era arrivato anche a ventilare l’idea di considerare lo stretto territorio degli Stati Uniti, senza che la dichiarazione producesse alcun effetto giuridico.Dal dipartimento della guerra al Kennedy CenterLa politica delle rinominazioni non si è fermata alla geografia. Nel settembre 2025 Trump ha autorizzato l’utilizzo di Department of War, Dipartimento della Guerra, come titolo alternativo del Department of Defense. Il nome richiama quello utilizzato dagli Stati Uniti fino al 1949 e, secondo il presidente, dovrebbe trasmettere una mentalità orientata alla vittoria. Formalmente, tuttavia, Department of Defense resta il nome stabilito dalla legge: per sostituirlo definitivamente sarebbe necessario un intervento del Congresso.Nel dicembre 2025 l’amministrazione ha inoltre fatto installare il nome Donald J. Trump Institute of Peace sull’edificio dello United States Institute of Peace di Washington. La decisione è arrivata mentre era ancora in corso una controversia giudiziaria sul tentativo della Casa Bianca di assumere il controllo dell’istituto indipendente, creato dal Congresso nel 1984. Il nuovo nome è comparso materialmente sulla facciata, ma la legittimità dell’intera operazione continua a essere contestata.Più intricata è la vicenda del Kennedy Center: nel dicembre 2025 il consiglio di amministrazione, rinnovato da Trump e presieduto dallo stesso presidente, aveva votato per aggiungere il suo nome e trasformarlo nel Trump Kennedy Center. Una corte federale ha però stabilito che soltanto il Congresso può modificare il nome dell’istituzione dedicata a John Fitzgerald Kennedy e ha ordinato la rimozione della scritta. Nell’agosto 2026 il consiglio è tornato alla carica proponendo una formula diversa, che attribuisca a Trump il restauro dell’edificio, e il nome President Donald J. Trump Plaza per l’area esterna. Anche questa soluzione è ora al centro del contenzioso giudiziario.Le modifiche al calendarioTrump ha provato a intervenire persino sul calendario. Nel maggio 2025 annunciò di voler ribattezzare l’11 novembre, il Veterans Day, come Victory Day for World War I, e di istituire l’8 maggio come Victory Day for World War II. La seconda denominazione è stata utilizzata in una proclamazione presidenziale; l’11 novembre, invece, è stato celebrato dalla Casa Bianca sia come Veterans Day sia, in un messaggio separato, come Victory Day for World War I. Il nome legale della festività federale è comunque rimasto Veterans Day, perché soltanto il Congresso potrebbe cambiarlo.Stazioni e aeroporti con il nome di TrumpCi sono poi le strutture che Trump avrebbe voluto intitolare direttamente a se stesso. Secondo diverse ricostruzioni giornalistiche, all’inizio del 2026 il presidente propose che la Penn Station di New York e il Washington Dulles International Airport prendessero il suo nome, collegando la richiesta allo sblocco di miliardi di dollari destinati al progetto ferroviario Gateway. Nel novembre 2025 è emersa anche la volontà di vedere il nome Trump sul futuro stadio dei Washington Commanders, un impianto da miliardi di dollari progettato nell’area del vecchio RFK Stadium. La richiesta è stata riferita da fonti vicine alla Casa Bianca, ma non si è tradotta in una decisione. Pochi mesi prima Trump aveva inoltre minacciato di ostacolare il progetto se la squadra non fosse tornata al vecchio nome Washington Redskins, abbandonato nel 2020 perché considerato offensivo nei confronti dei nativi americani.L'articolo Trump cambia il nome del Lago Ontario in Lake America. E adesso vuole anche un oceano – Il video proviene da Open.