Lady Gaga e la startup segreta sulla pelle umana: il progetto da 23 milioni di dollari

Wait 5 sec.

Per sei anni Lady Gaga ha tenuto lontano dai riflettori uno dei progetti più insoliti della sua carriera. Nessun album, nessuna collaborazione musicale e nemmeno una nuova linea di cosmetici legata a Haus Labs. Dietro il nome anagrafico di Stefani Germanotta, la popstar sedeva nel consiglio di amministrazione di una startup biotecnologica che studiava qualcosa di decisamente più complesso di un rossetto o di una crema: il comportamento della pelle umana nel tempo.La società si chiama Outer Biosciences, o Outer Bio, ed è stata fondata nel 2020 insieme al compagno Michael Polansky, imprenditore con una formazione in matematica applicata e informatica e un lungo percorso tra tecnologia, investimenti e ricerca biomedica. Per anni il progetto è rimasto in una fase di sviluppo riservata, fino a quando Gaga ha deciso di renderlo pubblico presentando sui social Yuna, la piattaforma sulla quale il team stava lavorando. «Stiamo costruendo il futuro della salute della pelle», ha scritto annunciando il progetto. Secondo quanto ricostruito da Repubblica, l’artista aveva partecipato alla società per anni senza promuoverla pubblicamente, mentre Outer Bio lavorava nei laboratori e alla propria ricerca scientifica.Dietro il richiamo inevitabile del suo nome, però, c’è un esperimento imprenditoriale che prova a mettere insieme tessuti umani viventi, intelligenza artificiale e ricerca cosmetica. E che ha già raccolto circa 23 milioni di dollari. Visualizza questo post su Instagram Un post condiviso da Lady Gaga (@ladygaga)Lady Gaga e Outer Bio: non è una nuova linea skincareL’equivoco è quasi inevitabile. Lady Gaga possiede già Haus Labs, il marchio beauty fondato prima del lancio ufficiale nel 2019, e il suo ingresso in una nuova società dedicata alla pelle potrebbe sembrare l’ennesima estensione commerciale di un impero costruito intorno alla celebrity.Outer Bio, almeno per il momento, segue una strada diversa. Non vuole vendere direttamente creme o sieri e non nasce come marchio skincare. È una piattaforma di ricerca che punta a collaborare con aziende cosmetiche, produttori di ingredienti, realtà biotech e farmaceutiche. Polansky ne è CEO, mentre Gaga fa parte del consiglio di amministrazione.Il punto di partenza riguarda una difficoltà concreta della ricerca dermatologica: osservare abbastanza a lungo ciò che accade a un tessuto cutaneo umano senza sperimentare direttamente su una persona. È qui che la storia assume contorni quasi fantascientifici.Miley Cyrus, l’addio a Dolly Parton: «Ho un angelo al mio fianco»Yuna, la piattaforma che mantiene la pelle umana vitale per quattro settimaneIl cuore di Outer Bio si chiama Yuna e utilizza tessuto cutaneo umano ex vivo, cioè mantenuto e studiato al di fuori dell’organismo. I campioni provengono da tessuti che sarebbero altrimenti scartati dopo interventi chirurgici e vengono acquisiti attraverso biobanche e intermediari specializzati.Non si tratta semplicemente di cellule isolate. Il modello conserva pelle a tutto spessore, comprendendo epidermide, derma e differenti popolazioni cellulari. Secondo quanto dichiarato da Outer Bio, Yuna sarebbe in grado di mantenerla biologicamente vitale e osservabile per circa quattro settimane.Ed è proprio il tempo a fare la differenza. Pochi giorni possono essere sufficienti per verificare una reazione immediata a una sostanza, ma fenomeni come il rimodellamento del collagene, l’infiammazione cronica, la riparazione della barriera cutanea, la pigmentazione o alcuni processi legati all’invecchiamento richiedono settimane per essere osservati. Arrivare vicino a un mese permetterebbe quindi di seguire cambiamenti che normalmente sfuggono agli esperimenti più brevi.Il dermatologo Steven Paul Nisticò, interpellato da Repubblica, ha definito un’eventuale capacità di mantenere davvero l’integrità biologica del tessuto per trenta giorni un progresso «potenzialmente significativo». Una prospettiva promettente, dunque, che necessita però ancora di verifiche: saranno gli studi comparativi con i modelli già disponibili a permettere di stabilire quanto Yuna riesca effettivamente a conservare nel tempo le funzioni fisiologiche della pelle.Natalie Portman è mamma per la terza volta: è nato il figlio di Tanguy DestableFoto: Instagram @ladygagaIntelligenza artificiale e pelle umana: come funziona Outer BioA rendere il progetto ancora più particolare è ciò che succede dopo. L’intelligenza artificiale non viene utilizzata per analizzare il viso di un consumatore e consigliargli una crema, come accade già in diversi servizi beauty. Il sistema cerca invece di individuare nuove molecole potenzialmente capaci di intervenire su determinate funzioni biologiche della pelle.Il meccanismo funziona come un circuito. Il modello predittivo seleziona i composti considerati più promettenti; i ricercatori li sottopongono agli screening e successivamente li testano sui tessuti; i risultati degli esperimenti vengono poi reinseriti nel sistema, che può utilizzare quei dati per affinare le previsioni successive.La scala dichiarata è notevole: secondo la tecnologia descritta dall’azienda, Outer Bio può effettuare una preselezione computazionale di fino a 750 milioni di composti all’anno. L’obiettivo, dunque, non è inventare l’ennesima variazione di ingredienti già presenti sugli scaffali, ma provare a scoprire nuovi target biologici e nuovi composti sui quali costruire la skincare del futuro.Outer Bio ha raccolto 23 milioni di dollari: i primi composti verso il mercatoLa ricerca, intanto, ha già attirato capitali importanti. Outer Bio ha raccolto circa 23 milioni di dollari, con investitori che includono Wing Ventures, Initialized Capital e Hawktail, la società di investimento dello stesso Polansky.L’azienda avrebbe attualmente sei programmi di sviluppo attivi e quattro candidati sarebbero considerati potenzialmente destinati alla commercializzazione. Prima di arrivare sul mercato, naturalmente, dovranno attraversare le necessarie fasi di produzione, valutazione della sicurezza e sviluppo.Outer Bio sta inoltre generando ricavi attraverso collaborazioni di ricerca. Il progetto non guarda esclusivamente alla bellezza: l’azienda ha spiegato di voler lavorare anche con il settore farmaceutico e dermatologico, mantenendo come primo obiettivo commerciale la skincare perché rappresenta una strada più rapida tra ricerca e mercato.foto: Instagram @ladygagaLady Gaga compie 40 anni: una carriera da icona pop tra musica, cinema e amoreLady Gaga imprenditrice oltre Haus LabsLa storia di Outer Bio racconta qualcosa di interessante anche su Lady Gaga, perché il progetto mostra un lato della cantante molto meno esposto rispetto alla costruzione spettacolare della sua immagine pubblica.Polansky ha raccontato che Gaga è una donna d’affari particolarmente brillante e la scelta di mantenere Outer Bio lontana dalla sua notorietà per anni sembra andare nella stessa direzione. La presenza della cantante avrebbe potuto garantire attenzione immediata alla startup; è accaduto l’opposto. Prima sono arrivati i laboratori, la piattaforma e la ricerca, poi il suo nome.Outer Bio e la pelle umana: cosa deve ancora dimostrare la ricercaRimane, però, una tecnologia il cui potenziale deve ancora essere pienamente validato. Un campione di pelle mantenuto in laboratorio non può riprodurre la complessità di un organismo intero: non possiede circolazione sanguigna, metabolismo sistemico né tutte quelle interazioni ormonali e fisiologiche che condizionano la pelle di una persona nel corso del tempo.C’è inoltre un’altra precisazione importante. I risultati scientifici diffusi finora dal gruppo di ricerca sono contenuti in un preprint pubblicato su bioRxiv, quindi in un lavoro reso disponibile alla comunità scientifica ma non ancora sottoposto al processo di revisione tra pari. Serviranno quindi ulteriori verifiche indipendenti e confronti con i sistemi già utilizzati nella ricerca per comprendere fino a che punto il modello possa mantenere, per quattro settimane, le caratteristiche biologiche della pelle umana.È una cautela che rende la storia ancora più interessante. Outer Bio non sta annunciando una formula miracolosa destinata a cancellare le rughe, né Lady Gaga sta semplicemente mettendo il proprio volto su un prodotto già pronto. La scommessa, insieme a Michael Polansky, riguarda qualcosa che viene molto prima del cosmetico che arriva sugli scaffali: capire meglio come funziona la pelle e individuare molecole che oggi l’industria potrebbe ancora non conoscere.Dopo sei anni trascorsi quasi completamente nell’ombra, Outer Bio è uscita dal laboratorio. E il prossimo progetto firmato Lady Gaga potrebbe non essere qualcosa da ascoltare o da indossare, ma un ingrediente che ancora non conosciamo.Miley Cyrus ignora Lady Gaga ai Grammy 2026: gelo in platea e polemica social| Da Rumors.it