Comincia la vera sfidaLa Pony aveva dimostrato che la Corea del Sud poteva costruire una propria automobile. Le esportazioni avevano fatto il resto, mostrando che quelle vetture potevano superare i confini nazionali. Ma vendere all’estero era solo l’inizio. Hyundai doveva conquistare mercati molto più difficili, dove i clienti erano abituati a marchi con decenni di storia. Servivano tecnologia, qualità e soprattutto una nuova reputazione.Excel, il biglietto per l’AmericaLa prima grande occasione arriva negli anni Ottanta con la Excel, presentata nel 1985 e arrivata negli Stati Uniti l’anno successivo. È la prima Hyundai a trazione anteriore e porta ancora la firma di Giorgetto Giugiaro. Il risultato sorprende tutti. Nel 1986 ne vengono vendute circa 26.000 unità negli USA e la Excel diventa l’auto importata più venduta dell’anno. Prezzo di 4.995 dollari, consumi contenuti e un design moderno spiegano buona parte del successo.Ma l’America diventa anche una severa palestra. I problemi di affidabilità degli anni successivi rischiano di relegare Hyundai al ruolo di semplice alternativa economica. L’azienda capisce che il prezzo può far vendere un’auto, ma non basta per costruire un marchio.La tecnologia diventa una scelta autonomaNegli anni Novanta cambia la prospettiva. Nel 1991 arriva Alpha, il primo motore sviluppato internamente. È una svolta: Hyundai comincia a costruire un patrimonio tecnologico proprio. Nello stesso periodo guarda già al futuro dell’auto. Presenta la Sonata Electric Vehicle e, qualche anno dopo, il prototipo ibrido-elettrico FGV-1. Sono esperimenti ancora lontani dalla produzione di massa, ma raccontano una direzione precisa.Nel 1994 nasce il centro di ricerca e sviluppo in Germania. Hyundai non vuole più semplicemente esportare modelli coreani: vuole progettare automobili adatte ai diversi mercati.Europa, dalla ricerca alla produzioneIl passo successivo è industriale. Nel settembre 1997 Hyundai inaugura a Izmit, in Turchia, il primo stabilimento produttivo europeo. La vicinanza ai clienti permette di ridurre la dipendenza dalle esportazioni e di rispondere più rapidamente alle esigenze locali. È una strategia destinata a crescere. La presenza produttiva internazionale diventa uno dei pilastri dell’espansione globale del marchio.Qualità e SUV cambiano la percezioneCon l’arrivo del nuovo millennio Hyundai cambia marcia. Qualità, design e produzione diventano priorità assolute. La garanzia decennale sul gruppo propulsore lanciata negli Stati Uniti nel 1999 è un messaggio diretto: l’azienda è pronta a mettere la propria reputazione alla prova. Poi arriva il Santa Fe, nel 2000. È il primo SUV Hyundai e conquista rapidamente il pubblico americano, diventando il modello più venduto del marchio. Nel 2004 tocca alla Tucson, che ottiene riconoscimenti internazionali e rafforza la presenza Hyundai nel segmento dei SUV compatti.Nel 2007 arriva la i30. Questa volta la sfida è dichiaratamente europea: il modello viene sviluppato pensando alle esigenze dei consumatori del Vecchio Continente. Hyundai non cerca più soltanto di essere conveniente. Vuole competere direttamente con i costruttori tradizionali. È il risultato di un percorso iniziato molti anni prima, quando la Pony aveva aperto la prima porta. Da quella porta Hyundai è passata attraverso l’America, la ricerca tecnologica, l’Europa, i nuovi stabilimenti e una trasformazione profonda della qualità percepita. E alla fine degli anni Duemila il concetto stesso di mobilità comincia ad allargarsi: non più soltanto automobili, ma tecnologie, servizi e nuove soluzioni per il modo di muoversi.| Da Rumors.it