AGI - "Oggi non possiamo non guardare in faccia questa realta' che tocca da vicino il nostro modo di vivere. Uno dei problemi piu' gravi e' constatare che le decisioni riguardanti la vita umana vengono affidate alle macchine". È il monito lanciato da Papa Leone XIV ricevendo nell'Aula della Benedizione i membri dell'Istituto Internazionale delle Scienze Amministrative, riuniti a Roma per la loro conferenza annuale.Il Pontefice richiama la Magnifica HumanitasIl Pontefice ha dedicato il suo intervento alla rivoluzione digitale e all'intelligenza artificiale, richiamando la recente enciclica Magnifica humanitas e invitando governi e amministrazioni pubbliche a non rinunciare alla responsabilità umana nelle scelte decisive. "La velocità con cui si sviluppano le innovazioni dell'IA - ha osservato - ci spinge a domandarci se in futuro saremo ancora in grado di controllare queste macchine, oppure se l'uomo rischi di diventare vittima delle proprie invenzioni".Il saluto all'Istituto Internazionale delle Scienze AmministrativeLeone XIV ha salutato con favore il lavoro dell'Istituto, nato nel 1930 e impegnato nella riflessione sull'amministrazione pubblica, definendolo "un contributo prezioso affinché le autorità possano prendere decisioni per il bene dell'umanità". Il Papa ha quindi rilanciato uno dei passaggi centrali della sua enciclica: "Invocare prudenza, controlli rigorosi e talvolta persino un rallentamento nell'adozione dell'intelligenza artificiale non significa essere contro il progresso, ma manifestare una responsabilità autentica verso la famiglia umana". Da qui l'appello a riaffermare il carattere "insostituibile dell'intelligenza umana" e a orientare lo sviluppo tecnologico verso la tutela della persona, della vita e della pace."Sviluppare un'etica sul potere digitale""È importante sviluppare un'etica che accompagni l'uso di questi strumenti, i quali purtroppo si concentrano nelle mani dei grandi attori economici e tecnologici, mentre lo Stato fatica a esercitare un controllo effettivo". Con queste parole Papa Leone XIV ha denunciato la crescente concentrazione del potere digitale. Nel suo discorso il Pontefice ha indicato la governance dell'intelligenza artificiale come una delle principali sfide delle istituzioni contemporanee, sottolineando che l'innovazione non puo' essere lasciata esclusivamente alle logiche del mercato. "Occorre fare in modo - ha affermato - che il bene della famiglia umana non venga sacrificato agli interessi privati". Un richiamo che investe direttamente la responsabilita' degli Stati e delle amministrazioni pubbliche nella regolazione delle nuove tecnologie. Leone XIV ha inoltre incoraggiato i partecipanti a proseguire le proprie ricerche "per trovare vie e strumenti capaci di umanizzare le tecnologie digitali, affinché esse siano al servizio della vita e della pace". Richiamando infine l'insegnamento di Papa Francesco, il Pontefice ha ribadito che "abbiamo il dovere di allargare il nostro sguardo e orientare la ricerca tecnico-scientifica verso la pace e il bene comune, al servizio dello sviluppo integrale dell'uomo e della comunita'". Concludendo l'udienza, Leone XIV ha riconosciuto la gravosita' di questa responsabilita': "So che il vostro compito non e' facile e che talvolta puo' affacciarsi lo scoraggiamento. Prego Dio Onnipotente perche' vi sostenga e possiate continuare con determinazione questa nobile opera".