Guerra aperta Forza Italia-Vannacci in Calabria. Furgiuele: «Occhiuto ci chiese di partecipare»

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Prima lo avrebbe invitato a partecipare alle elezioni. Poi, scoperto il candidato, lo scontro frontale. A cinque giorni dal terremoto provocato dal passaggio dell’ex capogruppo regionale di Forza Italia Domenico Giannetta a Futuro Nazionale, che lo ha lanciato come candidato, la campagna per le suppletive di Reggio Calabria si arricchisce di un nuovo particolare. A raccontarlo è Domenico Furgiuele, deputato ex Lega e oggi referente calabrese del partito di Roberto Vannacci.Occhiuto e la telefonata a Furgiuele«Un paio di giorni prima, tre giorni prima della presentazione delle liste, ho ricevuto la telefonata del presidente Roberto Occhiuto che mi esortava a partecipare come Futuro Nazionale alle suppletive», sostiene Furgiuele durante la conferenza stampa di presentazione di Giannetta. Una telefonata della quale, precisa, sarebbe stato testimone anche il responsabile dell’organizzazione di FnV Edoardo Ziello, collegato in vivavoce. Poi la stoccata: «Ora non so che cosa è successo. Forse si aspettavano che io candidassi qualcun altro o forse mi volevano dare l’indicazione di chi dovevo candidare. Non capisco questo livore adesso».Una ricostruzione che aggiungerebbe un nuovo tassello alla guerra scoppiata nel centrodestra calabrese dopo la scelta di Futuro Nazionale di puntare proprio Giannetta, fino a pochi giorni fa uomo di punta degli azzurri a Palazzo Campanella. Occhiuto aveva reagito immediatamente: «Il mio governo regionale non ha nulla a che spartire con chi sceglie Roberto Vannacci», aveva detto, dichiarando l’ex forzista fuori dalla maggioranza e invitando il generale a «non fare troppo il gradasso» prima del responso delle urne.La sfida a Forza Italia su Roscioli È proprio contro la reazione del governatore che Furgiuele torna all’attacco. Secondo il deputato, la candidatura avrebbe fatto emergere tensioni già latenti nel centrodestra calabrese: «Non abbiamo creato insofferenza, abbiamo fatto emergere l’insofferenza». E rivendica l’obiettivo dell’operazione: «Futuro Nazionale, che sia chiaro, non è contro il centrodestra, ma è per un centrodestra diverso», una destra «identitaria, sovranista, tradizionalista, meritocratica» e radicata nei territori.L’appello è all’elettorato degli attuali partiti di maggioranza. Furgiuele chiama in causa «i tesserati, i militanti» dei partiti di centrodestra che, sostiene, sarebbero «rassegnati a dover votare ancora una volta qualcuno che è stato deciso altrove». La stilettata è a Fabio Roscioli, amministratore nazionale di Forza Italia, avvocato di Fininvest e uomo di fiducia della famiglia Berlusconi, candidato scelto dalla coalizione per conquistare il seggio lasciato vacante da Francesco Cannizzaro dopo l’elezione a sindaco di Reggio Calabria.L’ex Giannetta: «Molti mal di pancia»«Non rinnego le mie origini. Ventiquattro anni in un partito non sono da buttare e cestinare con un colpo di spugna», insiste l’ex capogruppo Giannetta, che rivendica la lunga esperienza nelle amministrazioni locali e in Regione. Poi apre una finestra sulle tensioni interne al partito calabrese. «Io fino a qualche giorno fa ero il capogruppo del più grande partito che abbiamo nella Regione Calabria», ricorda. «Forza Italia è oggi il partito che traina tutto il centrodestra e io da capogruppo ho sicuramente saputo tenere in piedi un gruppo dove all’interno, oggi lo posso dire, c’erano molti mal di pancia. Solo che la gente ha paura di esprimersi, ha paura di dire che questo stato di cose non va bene».E rovescia su FI l’accusa di tradimento arrivata in questi giorni: «È Forza Italia, o meglio Forza Italia calabrese con il suo coordinatore, che ha tradito Forza Italia e i forzisti». Sotto accusa c’è la gestione interna e quella che per Giannetta è una mancata valorizzazione della classe dirigente cresciuta nel partito: «Quando non si danno i giusti meriti a una persona che è all’interno del partito e si prendono persone del Pd e si portano all’interno della nostra casa, valorizzandole più degli stessi militanti, allora questo è un errore».Poi risponde a chi gli imputa di aver cambiato casacca alla ricerca di una poltrona, ricordando i «10.500 consensi» ottenuti personalmente e replicando ad Antonio Tajani, che pochi giorni prima aveva liquidato il suo addio così: «Se poi un consigliere regionale per sua ambizione decide di lasciare il partito… uno ne esce, tanti ne entrano». «Io non mi sento un numero, mi sento un uomo con principi, valori e ideali. Ho dato l’anima per il mio ex partito».I numeri dei sondaggi e il primo test nazionaleÈ qui che la sfida di Reggio Calabria diventa qualcosa di più. «È inutile negarlo, queste suppletive sono un test nazionale», dice Giannetta. «Abbiamo gli occhi addosso, i fari puntati addosso. Sappiamo che il risultato che uscirà fuori da questa competizione condizionerà anche in maniera importante quello che è il futuro di Forza Italia e di Futuro Nazionale».La tesi dell’ex azzurro, e non solo, è che il voto di settembre debba misurare nelle urne il peso che i sondaggi attribuiscono al nuovo partito di Vannacci. «Futuro Nazionale oggi è all’8%, abbiamo già superato Forza Italia», rivendica Giannetta, facendo riferimento alle rilevazioni circolate nelle ultime settimane. E disegna già il rapporto di forza a cui punta il partito: «Nel momento in cui Futuro Nazionale cavalcherà l’onda, andrà avanti e acquisirà consensi dopo consensi, sono gli altri ad avere bisogno di noi». Perché, aggiunge, FnV guarda naturalmente al centrodestra, ma «è il centrodestra che guarda con attenzione a Futuro Nazionale».Il voto del 27 e 28 settembre insomma si prepara a essere il primo vero banco di prova elettorale del partito fondato dall’ex generale dopo l’uscita dalla Lega. Intanto, a beneficiare delle divisioni a destra potrebbe essere invece il centrosinistra, che schiera il cardiologo Frank Benedetto.Vannacci e l’attacco a Occhiuto e CannizzaroDurante la conferenza interviene anche Vannacci, con un videomessaggio. Il leader di Futuro Nazionale insiste sulla contrapposizione tra Giannetta, «che conosce il territorio» e vi ha «messo le sue radici», e una politica che definisce «nauseabonda» e «familistica». «Ha caratterizzato la Calabria negli ultimi mesi, siamo stanchi», attacca il generale, accusando gli avversari di privilegiare «gli amici, gli amici degli amici, i parenti» rispetto a chi milita sul territorio. Un affondo che chiama in causa sia Cannizzaro sia Occhiuto, di cui Vannacci passa minuziosamente in rassegna i legami familiari, e scava il solco con Forza Italia.Il caso di Lamezia TermeNel frattempo lo scontro ha già prodotto effetti anche fuori da Reggio Calabria. A Lamezia Terme Futuro Nazionale aveva costituito a giugno un proprio gruppo con i consiglieri comunali Massimo Cristiano e Carmine Villella, entrambi ex Lega, e poteva contare in giunta sull’assessora Donatella Amicarelli. Il 26 agosto, dopo le polemiche scoppiate sulla candidatura di Giannetta, il sindaco di centrodestra Mario Murone ha però revocato con effetto immediato l’incarico ad Amicarelli, facendo uscire i vannacciani dalla giunta. Nel decreto il primo cittadino parla di una «irreversibile rottura» di Futuro Nazionale con il governo e con i partiti della coalizione e giudica il programma del movimento «inconciliabile» con l’azione del centrodestra, fino a definire «insanabile» il contrasto. La replica di FnV non si è fatta attendere: motivazioni «francamente risibili» e «pochezza del metodo», l’accusa rivolta a Murone.L'articolo Guerra aperta Forza Italia-Vannacci in Calabria. Furgiuele: «Occhiuto ci chiese di partecipare» proviene da Open.