Bunny Levine è morta a 97 anni: da bibliotecaria a Hollywood, il sogno realizzato dopo i 60 anni

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Ci sono carriere che sembrano seguire un percorso già scritto e altre che iniziano proprio quando, secondo le convenzioni, dovrebbe essere troppo tardi per cambiare vita. Quella di Bunny Levine appartiene senza dubbio alla seconda categoria. L’attrice americana, conosciuta per le sue apparizioni in serie cult come Una mamma per amica, Law & Order, Criminal Minds e Shameless, è morta a 97 anni nella sua casa di Tarzana, in California.Levine si sarebbe spenta nel sonno il 20 agosto. Secondo quanto riferito dalle autorità, il decesso sarebbe riconducibile a cause naturali. Se ne va così uno di quei volti che il pubblico ha incontrato decine di volte sul piccolo e grande schermo, magari per pochi minuti, ma dietro quelle apparizioni si nascondeva una storia decisamente fuori dal comune: prima di diventare attrice, Bunny aveva trascorso circa 25 anni lavorando come bibliotecaria scolastica e insegnante.Bunny Levine morta a 97 anni: una carriera iniziata quando tutto sembrava già decisoNata nel New Jersey il 22 dicembre 1928, Bernice “Bunny” Levine aveva scoperto molto presto la passione per la recitazione, partecipando a spettacoli scolastici e produzioni locali. Quel desiderio, però, sarebbe rimasto a lungo in secondo piano.Dopo la laurea alla Washington State University nel 1951, Levine tornò nel New Jersey e intraprese una strada completamente diversa da quella dello spettacolo. Per circa un quarto di secolo lavorò nel mondo della scuola, mentre insieme al marito Bernard cresceva i loro tre figli. Hollywood sembrava lontanissima, ma il sogno coltivato da bambina non era mai davvero scomparso.Foto: IMDbPierfrancesco Favino compie 57 anni: l’amore per Anna Ferzetti e quel soprannome che lo accompagna da sempreDa bibliotecaria ad attrice: il sogno inseguito vicino ai 60 anniFu dopo il pensionamento che Bunny decise di concedersi quella possibilità rimasta in sospeso per decenni. Tornò a studiare recitazione, iniziò a partecipare ai provini e, nel 1988, a 59 anni, ottenne il suo primo ruolo cinematografico in Slime City. Un debutto tutt’altro che convenzionale: il film diretto da Greg Lamberson era un horror indipendente, lontano dalle produzioni rassicuranti nelle quali ci si sarebbe potuti aspettare di vedere un’attrice alla sua prima esperienza professionale a quell’età. Per Levine, però, rappresentava soprattutto l’inizio di una seconda vita.Da quel momento non si fermò più. Senza diventare una protagonista da copertina, riuscì a costruire una carriera durata oltre trent’anni, trasformandosi in una caratterista presente in alcune delle produzioni televisive americane più popolari.Da Una mamma per amica a Shameless: i tanti volti di Bunny LevineNel 1999 arrivò Law & Order – I due volti della giustizia, seguito da numerose altre apparizioni. Bunny Levine entrò nel mondo di Tutti amano Raymond, dove interpretò Hilda, una delle amiche di Marie, e nel 2004 raggiunse anche Stars Hollow con una partecipazione a Una mamma per amica. Nella quinta stagione di Gilmore Girls interpretò Mrs. Thompson nell’episodio But Not as Cute as Pushkin. Un piccolo ruolo all’interno di una serie destinata a diventare un vero fenomeno generazionale.La televisione continuò a chiamarla negli anni successivi. Nel suo curriculum entrarono titoli come Ugly Betty, Private Practice, Criminal Minds, 2 Broke Girls, Raising Hope, Southland, New Girl, The Mindy Project, Fuller House e Shameless. Ruoli spesso brevi, ma capaci di costruire nel tempo una carriera sorprendentemente ricca, soprattutto considerando il momento in cui tutto era cominciato.Bunny Levine al cinema, da Adam Sandler a La La LandAnche il grande schermo le regalò diverse occasioni. Nel 1990 apparve in Cadillac Man – Mister occasionissima, con Robin Williams e Tim Robbins, mentre nel 2008 lavorò accanto ad Adam Sandler in Zohan – Tutte le donne vengono al pettine. Con Sandler avrebbe lavorato nuovamente nel 2017 in Sandy Wexler e, molti anni dopo, in Non sei invitata al mio bat mitzvah, uscito nel 2023.Nel mezzo arrivò anche uno dei film più celebrati degli ultimi anni. Nel 2016 Levine comparve infatti in La La Land di Damien Chazelle, con Ryan Gosling ed Emma Stone. Interpretava una cassiera del cinema in una piccola parte non accreditata. Pochi istanti sullo schermo, ma con un significato quasi perfetto per la sua storia: la donna che aveva trascorso decenni immaginando una vita nel cinema era ormai entrata persino in uno dei musical hollywoodiani più famosi della sua generazione.Foto: IMDbJack Blues compie 2 anni: Hailey e Justin Bieber mostrano la loro vita da genitori, tra sport e voglia di allargare la famigliaIl lavoro non si è fermato neppure dopo i 90 anniL’età, per Bunny Levine, non diventò mai un motivo sufficiente per lasciare il set. L’attrice continuò a lavorare anche dopo aver superato i novant’anni, aggiungendo nuovi titoli a una filmografia iniziata quando ne aveva quasi sessanta. Nel 2024 prese parte a Thelma, il film diretto da Josh Margolin con June Squibb e Richard Roundtree. Tra i lavori più recenti figurano inoltre produzioni come The Upshaws e The Cure, arrivato nel 2026.Una longevità professionale ancora più particolare se confrontata con il suo debutto tardivo. Levine aveva aspettato buona parte della propria vita prima di riuscire a trasformare la recitazione in un mestiere, ma una volta iniziato non aveva più smesso.Actors Connection, il progetto creato per aiutare altri attoriLa sua storia con il mondo dello spettacolo non passava soltanto davanti alla macchina da presa. Nel 1991 Bunny Levine e il marito Bernard fondarono Actors Connection, un progetto nato per mettere gli aspiranti interpreti in contatto con casting director, agenti e altri professionisti dell’industria.Un’iniziativa che assume un significato particolare conoscendo il percorso dell’attrice. Bunny sapeva bene cosa significasse aspettare un’occasione, presentarsi a un provino e provare a entrare in un settore nel quale nulla è garantito. Dopo la morte del marito Bernard nel 2003, Levine si trasferì nell’area di Los Angeles e continuò a lavorare tra cinema, televisione e pubblicità, mantenendo vivo quel sogno che aveva custodito per gran parte della sua esistenza.Foto: IMDbAddio a Shelley Fabares, morta a 82 anni: da The Donna Reed Show ai film con Elvis PresleyBunny Levine, una vita che ha ribaltato l’idea del “troppo tardi”È forse proprio questo l’aspetto che rende la storia di Bunny Levine diversa da molte altre biografie hollywoodiane. Non c’è stata una fama improvvisa da giovanissima, né una carriera costruita seguendo i tempi tradizionali dello spettacolo. Prima sono arrivati gli studi, il lavoro nella scuola, il matrimonio e i figli. Soltanto dopo è arrivato il set. Eppure quella partenza tardiva non le ha impedito di attraversare più di trent’anni di cinema e televisione americana, comparendo in produzioni diventate parte della cultura popolare.Bunny Levine si è spenta a 97 anni dopo aver realizzato il desiderio che l’accompagnava fin dall’infanzia. Aveva aspettato quasi sessant’anni per trasformare la recitazione nel proprio mestiere. Poi, una volta conquistato il suo posto davanti alla macchina da presa, ha continuato a lavorare fino a oltre novant’anni. Una carriera costruita senza rispettare alcuna scadenza. E forse proprio per questo ancora più difficile da dimenticare.| Da Rumors.it