di Mariarita Cupersito – Sessantamila persone hanno accolto Papa Leone XIV in visita al Meeting di Rimini nella giornata di sabato 22 agosto, primo pontefice a partecipare all’evento dopo 44 anni. Un bagno di folla distribuita sia all’esterno che all’interno dei padiglioni, con centinaia di metri di transenne per consentirne il passaggio.Al termine del suo intervento, tra coloro che sono andati a salutarlo per il baciamano di rito è inaspettatamente apparso don Julián Carrón, ex guida di Comunione e Liberazione, fatto dimettere nel 2021 da Papa Francesco. Il Vaticano aveva chiesto l’allontanamento di Carrón e il suo ritiro da ogni attività pubblica, lasciando come successore Davide Prosperi, il laico che oggi guida il movimento ecclesiale e che era a sua volta presente nell’aula della Fiera di Rimini per accogliere il Pontefice.L’avvicendamento tra i due giunse all’esito di rapporti sempre più complessi tra il Vaticano e i vertici di CL: Carrón, infatti, lasciò in anticipo la presidenza, che passò all’allora vice Prosperi.Invitato dal presidente del Meeting Bernhard Scholz, Carrón è salito sul palco per il rito del baciamano a Papa Leone XIV; quando le telecamere lo hanno inquadrato, l’applauso ha coinvolto l’intera sala e, grazie ai maxischermi, gli altri ambienti del Meeting.Nel corso del suo intervento, il Papa ha lanciato un appello affinché si costruisca un nuovo modello di società: “Liberiamo la convivenza dal sospetto, la cultura dalla prepotenza, l’educazione dall’ideologia, il lavoro dall’idolatria del profitto, la tecnologia e la finanza dai business della morte. Smascheriamo i rapporti di potere ingiusti, alla radice di povertà e diseguaglianze, della guerra e dei disastri ambientali”, ha dichiarato. “Disarmiamo lo sviluppo tecnologico quando si fa pervasivo e distruttivo. Occorrono pionieri coraggiosi, che comincino dalla propria inversione di rotta a rendere convincente e credibile la conversione richiesta a tutti”.In tema di migranti, il Papa ha ribadito che “prima di confini, definizioni e istituzioni ci sono sempre le persone. Questa consapevolezza è al cuore del cristianesimo”.“La pace”, ha poi sottolineato il Pontefice, “è custodita e diffusa da persone che amano incontrarsi e non temono di confrontarsi”, evidenziando l’importanza della diplomazia e la necessità di custodire quel diritto umanitario “quotidianamente disatteso se non addirittura calpestato”.“In un mondo attraversato da tante manovre che puntano a conquistare mercati e spazi di influenza, spesso rivestite da retoriche rassicuranti e costruzioni ideologiche seducenti, il nostro cuore avverte il bisogno di scoprire un disegno diverso, sapiente e benevolo”. Il Papa si è poi rivolto ai giovani: “Siete segno che il futuro è una promessa, non una minaccia. Molti non lo credono più, sia fra gli adulti, sia fra i giovani. Silenziosamente, però, ‘l’amor che move il sole e l’altre stelle’ sospinge ancora alla speranza – ha concluso, citando il titolo di questa edizione del Meeting.