Lun, 24 Ago 2026Il marchio è infatti ancora di proprietà degli eredi Bonacossa, che nel 2025 hanno visto crescere i ricavi per la gestione della testata.DiMarco SacchiCondividi l'articoloDOCUMENTIUrbano Cairo (Foto Daniele Buffa/Image Sport/Insidefoto)La gestione e l’utilizzo del marchio e della testata “La Gazzetta dello Sport” è costata quasi 3,3 milioni di euro nel 2025 a RCS, società editrice appunto del quotidiano sportivo di proprietà di Urbano Cairo, patron anche del Torino. Il dato emerge da documenti ufficiali consultati da Calcio e Finanza di “La Gazzetta dello Sport Società Editrice A R.L.”, società di cui Alberta Bonacossa è azionista unico.Fin dalla fine degli anni settanta, infatti, RCS non possiede formalmente il marchio “La Gazzetta dello Sport”, ma ha un contratto per l’utilizzo con la famiglia Bonacossa. Parliamo degli eredi dello storico editore del quotidiano sportivo, Alberto Bonacossa (di cui Alberta è nipote), che acquistò il quotidiano nel 1929 e lo gestì fino alla morte nel 1953, quando tutto passò al figlio Cesare. Alberto Bonacossa, a cui oggi è intitolato tra l’altro il noto Tennis Club a Milano, è stato una figura di spicco nel mondo sportivo italiano: è stato infatti presidente di molte federazioni sportive italiane come pattinaggio su ghiaccio (dalla fondazione nel 1914 al 1926), motociclismo (dal 1914 al 1931), pattinaggio a rotelle (1922-1924), hockey su ghiaccio (1924-1926), sport del ghiaccio (1926-1927) e sci (1930).Non solo, perché nel 1930 fu fondamentale per l’organizzazione della prima edizione degli Internazionali d’Italia di tennis, mentre da membro CIO (tenne il ruolo dal 1925 alla sua morte nel 1953) candidò e ottenne l’organizzazione delle Olimpiadi 1944 a Cortina, che poi non si svolsero per la guerra. In tutto questo, c’era anche la passione per i quotidiani sportivi: nel 1929 acquistò la Gazzetta dello Sport, poi nel 1932 Il Littoriale, antenato dell’attuale Corriere dello Sport, poi ceduto nel 1939.Con la sua morte nel 1953, la gestione della Gazzetta dello Sport passò al figlio Cesare. E nel 1976, dopo varie peripezie (con il rischio fallimento nel 1972 dopo le difficoltà finanziarie di Giuseppe Pasquale) e il passaggio ad una società del gruppo Fiat, il quotidiano venne acquistato dal gruppo Rizzoli-Corriere della Sera (oggi RCS MediaGroup). Ma, di fatto, acquistò solo la gestione: la testata, infatti, è rimasta di proprietà della famiglia Bonacossa.Come detto, Alberta Bonacossa oggi infatti è azionista unica della società “La Gazzetta dello Sport Società Editrice A R.L.”. In particolare, si legge nei documenti consultati da Calcio e Finanza, la «detentrice del marchio “La Gazzetta dello Sport” e la totalità dei ricavi conseguiti dalla società stessa sono rappresentati dai canoni percepiti per la concessione in uso a terzi del marchio di proprietà della società».Ricavi che nel bilancio al 31 dicembre 2024 sono stati pari a quasi 3,3 milioni di euro, in leggera crescita rispetto ai quasi 3,2 milioni di euro del bilancio chiuso al 31 dicembre 2024. Entrate che hanno permesso alla società di registrare un utile di 2 milioni di euro (in crescita rispetto agli 1,6 milioni del 2024), che ha contribuito a rafforzare il patrimonio netto, pari a oltre 9,8 milioni di euro, mentre la liquidità è calata a 3,7 milioni di euro. La riduzione è legata principalmente all’impiego di 5 milioni in depositi bancari vincolati a breve termine. Considerando anche questi strumenti, le risorse finanziarie disponibili della società sono salite a circa 8,7 milioni, contro i 6,8 milioni di fine 2024.Developed by 3x1010