Fifa, Infantino sempre più sotto pressione: Grafström sondato per sfidarlo nel 2027

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Il segretario generale della Fifa è stato contattato da due federazioni africane per capire se sia disposto a candidarsi. Intanto il vicepresidente Csanyi ritira il sostegno a Infantino e i tifosi chiedono le sue dimissioni.Il fronte contro Gianni Infantino continua ad allargarsi. A pochi mesi dalle elezioni per la presidenza della Fifa del 2027, anche all’interno dell’organizzazione e tra le federazioni affiliate iniziano a emergere crepe sempre più evidenti. L’ultima riguarda Mattias Grafström, segretario generale della Fifa, che sarebbe stato sondato da alcuni dirigenti del calcio africano sulla possibilità di candidarsi contro Infantino.Secondo quanto riferito dal Guardian, due presidenti di federazioni africane hanno parlato separatamente al telefono con Grafström la scorsa settimana per capire quale sia la sua posizione. Il 45enne svedese, nominato segretario generale permanente nel maggio 2024 dopo aver ricoperto l’incarico ad interim, sarebbe rimasto sorpreso dal contatto e non avrebbe dato per ora indicazioni sulla propria disponibilità.«Pensano che Matthias possa riunire tutti i continenti e poi andare avanti», ha detto al Guardian una fonte del comitato esecutivo della Confederazione africana. «Non so quale sia la sua posizione al momento, ma se riuscisse a riunire tutte queste persone, otterrebbe un certo sostegno».Le crepe nel fronte di InfantinoL’interesse per Grafström arriva dopo le tensioni delle ultime settimane legate alla Fifa Forward Enterprise, il progetto attraverso il quale Infantino aveva cercato di aprire a investitori privati una parte del business legato ai Mondiali. Il piano aveva provocato forti reazioni contrarie, fino alla decisione della Fifa di abbandonarlo.Anche Grafström, inizialmente, aveva preso le distanze dall’iniziativa, prima di riallinearsi alla posizione del presidente e firmare una lettera di «pieno sostegno» a Infantino. Poco dopo è arrivato il licenziamento di Kevin Lamour, direttore operativo che aveva criticato il progetto.La vicenda ha però lasciato conseguenze politiche. Secondo diverse fonti citate dal Guardian, nella riunione del comitato esecutivo della Caf del 7 agosto soltanto quattro dei 21 membri avrebbero espresso pubblicamente il proprio sostegno a Infantino, tra cui il presidente Patrice Motsepe e il vicepresidente Fouzi Lekjaa. Gli altri avrebbero preferito non esporsi.L’Africa, con i suoi 54 membri, rappresenta un blocco decisivo nelle elezioni Fifa. Per conquistare la presidenza occorre infatti ottenere almeno 106 voti sui 211 membri della federazione internazionale.Il malcontento riguarda anche la decisione di organizzare la Coppa d’Africa ogni quattro anni anziché ogni due, una scelta che diversi esponenti africani considerano legata alle pressioni della Fifa.Csanyi ritira il sostegnoIl caso Grafström si inserisce in un quadro già complicato per Infantino. Uno degli otto vicepresidenti della Fifa, Sandor Csanyi, presidente della Federcalcio ungherese, ha infatti annunciato il ritiro del proprio sostegno al numero uno dell’organizzazione.Csanyi lo ha comunicato attraverso una lettera nella quale ha spiegato di aver «perso la fiducia» precedentemente riposta in Infantino. Anche in questo caso, al centro della rottura c’è la gestione della Fifa Forward Enterprise e, in particolare, la rimozione di Kevin Lamour.La posizione di Csanyi si aggiunge a quella di alcune federazioni europee. Inghilterra, Repubblica d’Irlanda, Galles e Scozia hanno già fatto sapere che non sosterranno Infantino alle prossime elezioni, allineandosi alla posizione della Uefa.Tra i possibili nomi alternativi circola anche quello dello sceicco Salman bin Ebrahim Al-Khalifa, presidente della Confederazione asiatica, che nel 2015 perse proprio contro Infantino la corsa alla presidenza della Fifa. Secondo una fonte africana citata dal Guardian, potrebbe ancora contare su un sostegno significativo nel continente.Anche i tifosi chiedono le dimissioniLa contestazione, intanto, non è più limitata ai dirigenti del calcio internazionale. Un gruppo di associazioni di tifosi ha lanciato una petizione per chiedere le dimissioni di Infantino e una riforma della Fifa, accompagnandola all’hashtag #InfantinoOut.Tra i promotori figurano Football Supporters Europe, Football Supporters Africa e l’Independent Supporters Council del Nord America, insieme a circa 40 gruppi nazionali. La petizione contesta la gestione dell’organizzazione, denunciando la concentrazione del potere e processi decisionali considerati poco trasparenti.«Il vergognoso tentativo di un singolo individuo, il presidente della Fifa in persona, di vendere i Mondiali a investitori privati ha rivelato un tradimento che il calcio non dimenticherà mai», si legge nel documento.Il piano della Fifa Forward Enterprise è stato ritirato, ma la sua vicenda sembra avere aperto una fase nuova. Infantino resta al comando e la sua candidatura alla presidenza non è in discussione. Ma, in vista del 2027, la partita politica dentro la Fifa appare molto meno scontata di quanto sembrasse pochi mesi fa.L'articolo Fifa, Infantino sempre più sotto pressione: Grafström sondato per sfidarlo nel 2027 proviene da La Verità.