Sport in streaming: troppi abbonamenti e troppa frammentazione, lo dice un report IBM su 20.000 appassionati

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Seguire lo sport in streaming è diventato un lavoro a tempo pieno. Tra DAZN, Sky, Prime Video, TIMVISION e quant'altro, per non perdersi una partita bisogna spesso tenere aperti tre o quattro abbonamenti diversi, ognuno con la sua app, il suo catalogo e la sua interfaccia. Il risultato? Il 39% degli appassionati dichiara di trovare frustrante questa gestione, e tra i più giovani la percentuale sale al 46%. Lo dice l'IBM Sports Intelligence Report 2026, condotto da Morning Consult su oltre 20.000 appassionati in dodici Paesi, Italia inclusa. La ricerca fotografa un pubblico che ha aspettative sempre più alte nei confronti delle esperienze digitali legate allo sport: il 46% degli intervistati afferma di pretendere di più rispetto a uno o due anni fa. E la frammentazione delle piattaforme è il problema principale che nessuno sembra voler risolvere davvero.Sul fronte delle modalità di visione, lo streaming ha quasi raggiunto la televisione tradizionale: il 30% degli intervistati preferirebbe seguire un evento live in streaming, contro il 29% che sceglie la TV lineare. Una parità che dice molto su quanto rapidamente le piattaforme online abbiano conquistato terreno. Chi sceglie il digitale lo fa soprattutto per comodità (43%) e per l'accesso a contenuti esclusivi (27%).Il problema è che questa abbondanza di offerta produce l'effetto opposto a quello desiderato: più piattaforme, più confusione. Il 47% del campione sarebbe disposto a usare un'unica app centralizzata capace di riunire contenuti, aggiornamenti e acquisti in un solo posto. Il guaio è che solo il 29% pagherebbe per questo servizio. Un gap enorme tra interesse e disponibilità di spesa che spiega perché nessuno abbia ancora risolto il problema.Per convincere il pubblico ad aprire il portafoglio, le piattaforme dovrebbero puntare su due cose precise: la visione premium degli eventi live e la possibilità di trovare tutto in un unico ambiente, entrambe indicate dal 61% degli intervistati. Come ha dichiarato Kameryn Stanhouse, vicepresidente Sports and Entertainment Partnerships di IBM: "Gli appassionati di sport vogliono esperienze digitali affidabili e connesse, che riuniscano tutto in un unico luogo, così da evitare di passare continuamente da un'app all'altra".Sul fronte dell'intelligenza artificiale, i numeri raccontano una crescita rapida: la fruizione di contenuti generati dall'AI tra gli appassionati è passato dal 52% del 2025 al 69% del 2026. La fiducia nei contenuti sportivi generati, però, è scesa leggermente dal 63% al 59%. Il dato interessante è che chi già usa l'AI si fida molto di più: il 74% degli utilizzatori considera affidabili i contenuti sportivi prodotti con questa tecnologia, contro il 27% di chi non la usa. Per il pubblico, la priorità resta l'accuratezza (44%), molto più della velocità (23%).Le app sportive sono già parte delle abitudini quotidiane: il 72% degli intervistati le usa regolarmente, e il 40% lo fa principalmente per trovare tutto in un unico posto. Crescono le statistiche live e gli strumenti di analisi, usati più frequentemente dal 30% degli utenti rispetto agli anni precedenti. Le app diventano anche canali commerciali: il 33% ha acquistato biglietti tramite un'app sportiva nell'ultimo anno, il 30% ha ordinato cibo durante un evento e il 29% ha comprato merchandising.Tre intervistati su quattro prevedono che le proprie modalità di visione cambieranno nei prossimi due o tre anni. Tra Gen Z e Millennials la percentuale sale rispettivamente all'89% e all'84%. Cresce anche il ruolo dei creator: il 49% degli intervistati segue persone che producono contenuti sportivi, e la loro influenza si estende ben oltre lo sport, arrivando a orientare opinioni su moda, musica e tecnologia per il 70% dei loro follower.Insomma: troppi abbonamenti, troppa frammentazione, e nessun aggregatore che riesca davvero a convincere le persone a pagare per la semplicità.L'articolo Sport in streaming: troppi abbonamenti e troppa frammentazione, lo dice un report IBM su 20.000 appassionati sembra essere il primo su Smartworld.