“Non se ne parla nemmeno”. Fonti ai massimi livelli di Fratelli d’Italia e Forza Italia, nonostante la (comprensibile) richiesta del vicepremier e segretario della Lega Matteo Salvini, chiudono categoricamente a ogni tassazione degli extra-profitti dei colossi energetici, dopo che l’Unione europea ha fatto sapere ai Paesi che avevano chiesto a Bruxelles di intervenire che la decisione spetta ai singoli stati membri. Il motivo? Molto semplice. Uno dei big al mondo, non solo in Europa, del petrolio e dell’energia in generale è l’Eni e l’amministratore delegato del ‘Cane a sei zampe’ Claudio Descalzi, appena riconfermato proprio dal governo, non accetterebbe mai una misura del genere. E con certi poteri la premier Giorgia Meloni sa che non può giocare o scherzare.Peccato che a farne le spese, salatissime, siano gli automobilisti e gli autotrasportatori italiani e soprattutto lombardi, che vedranno il prezzo dei carburanti salire sempre di più, considerando che tra Usa e Iran la situazione va sempre peggio e non c’è alcuna pace all’orizzonte e nessuna riapertura dello Stretto di Hormuz. Il rischio è quello del prezzo del diesel a 2,5 euro al litro in autunno e della benzina oltre i 2.4. In Italia si contano circa 38-39 milioni di patenti di guida attive (potenziali automobilisti) e quasi 41,3 milioni di autovetture immatricolate, con un tasso di motorizzazione pari a 701 auto ogni 1.000 abitanti, il più alto d’Europa. In Lombardia si stima siano presenti oltre 6,4 milioni di patentati e un parco veicolare circolante di circa 7,5-7,7 milioni di veicoli (di cui oltre il 75% è costituito da autovetture). In sostanza, per quasi 6,5 milioni di lombardi è in arrivo un autunno caldissimo, bollente, sul fronte dei prezzi di benzina e diesel.L'articolo Carburanti, niente tassazione degli extra-profitti sui colossi dell’energia. Stangata per 6,5 milioni di lombardi proviene da Nicolaporro.it.