Usa. La Cina è entrata nella “guerra economica” di Trump all’Iran

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Dire * – Teheran non arretra di un centimetro. Di fronte all’inasprimento delle sanzioni statunitensi, che secondo gli americani mirano a recidere il filo vitale dell’economia iraniana, l’Iran promette battaglia. La grammatica della guerra convenzionale in termini d’affari. Le nuove misure, presentate lunedì dal segretario al Tesoro statunitense Scott Bessent, minacciano l’estromissione dal sistema finanziario basato sul dollaro per i paesi che continueranno a commerciare con la Repubblica islamica – anche se Washington si è per ora astenuta dall’imporre le sanzioni più severe, senza rivelare né i paesi presi di mira né i tempi di entrata in vigore delle restrizioni. Il Dipartimento del Tesoro ha comunque annunciato sanzioni contro 60 tra individui, entità e navi, sebbene l’elenco non includa alcuna delle istituzioni finanziarie cinesi sospettate di agevolare il commercio petrolifero iraniano.Il ministro dell’Economia iraniano Ali Madanizadeh ha detto che “siamo pienamente preparati alle sanzioni statunitensi”. Parlando alla televisione di stato, ha aggiunto toni ben più bellicosi: “Naturalmente, i nemici intendono lanciare un attacco terroristico economico contro di noi, ma anche noi abbiamo i nostri strumenti e sappiamo come giocare. La nostra difesa non è più così difensiva; i nemici dovrebbero aspettare un attacco.” Il ministro ha inoltre sottolineato che né la Cina né la Russia hanno “accettato” le nuove misure americane, prevedendo che altri paesi si opporranno a loro volta alla campagna di pressione.Ancora più esplicita la minaccia arrivata dalle forze armate iraniane. Il generale di brigata Hossein Mohebbi, portavoce del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche, ha promesso duri colpi agli interessi vitali e ai punti strategici energetici degli Stati Uniti qualora le infrastrutture iraniane dovessero essere minacciate.A sua volta anche la Cina denuncia che le misure Usa sarebbero illegali, e avverte che adotterà “tutte le misure necessarie” per proteggere i propri interessi nazionali.La Cina acquista circa l’80% delle esportazioni petrolifere iraniane e ha già sfidato i precedenti tentativi degli Stati Uniti di limitare il flusso di entrate verso il regime di Teheran. Il portavoce del ministero degli Esteri cinese, Lin Jian, ha dichiarato che “La cooperazione tra Cina e Iran si è sempre svolta nel rispetto del diritto internazionale e non dovrebbe essere ostacolata o interrotta”.“La Cina ha già affermato più volte di opporsi fermamente alle sanzioni unilaterali illegali. La Cina adotterà tutte le misure necessarie per salvaguardare con fermezza i propri diritti e interessi”.* Fonte: agenzia Dire.