di Vincenzo Tartaglia – Sullo sfondo delle recenti minacce del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che ha prospettato conseguenze economiche per qualsiasi Paese continui a commerciare con l’Iran o a fornirgli sostegno, il Tagikistan cerca nuovi sbocchi commerciali e nuove vie di comunicazione.Come riportato dal The Times of Central Asia e dai quotidiani tagichi Khovar e Avesta, il rafforzamento delle relazioni bilaterali rappresenta un obiettivo comune particolarmente sentito da Teheran e Dushanbe.Di recente una delegazione tagica si è recata a Teheran. Ne facevano parte il ministro dei Trasporti Azim Ibrohim e il ministro dell’Energia e delle Risorse idriche Daler Juma, che hanno avuto colloqui con funzionari e ministri iraniani, tra cui il ministro degli Esteri Abbas Araghchi.Al centro degli incontri vi è stata la cooperazione nel settore dei trasporti e della logistica. Teheran ha incoraggiato il Tagikistan a valutare un maggiore utilizzo del porto di Chabahar, affacciato sul Golfo dell’Oman, e più in generale delle infrastrutture logistiche iraniane come sbocco sul mare per il Paese centroasiatico, privo di accesso diretto alle rotte marittime.Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, al termine dei colloqui, ha sottolineato l’importanza di approfondire la cooperazione diplomatica ed economica tra i due Paesi, legati anche da importanti affinità linguistiche e culturali. Il tagico appartiene infatti al gruppo delle lingue iraniche ed è strettamente imparentato con il persiano.Nel frattempo, già alcuni mesi fa era emerso un progetto di trasporto molto più ampio, potenzialmente in grado di collegare il Tagikistan, e più in generale l’Asia centrale, con l’Iran. A luglio Tagikistan, Iran e Afghanistan si erano accordati per avviare un corridoio stradale comune, creando un gruppo di lavoro trilaterale permanente. L’intesa era stata resa pubblica all’inizio di agosto. In prospettiva, il percorso potrebbe essere esteso ad altri Paesi dell’Asia centrale e alla Cina.Un progetto infrastrutturale che consentirebbe a Dushanbe di valorizzare la propria posizione strategica tra Iran, Cina, Asia centrale e Russia.Per Dushanbe, tuttavia, la questione più urgente resta quella del carburante. Il Tagikistan ha recentemente chiesto all’Iran la fornitura di 2,55 milioni di tonnellate di prodotti energetici per far fronte alla carenza interna. La richiesta comprenderebbe petrolio greggio, benzina, gasolio e carburante destinato all’aviazione civile e militare.Secondo l’ufficio stampa del ministero dei Trasporti tagico, durante un incontro con la ministra iraniana delle Strade e dello Sviluppo urbano Farzaneh Sadegh, Azim Ibrohim ha dichiarato che la situazione geopolitica internazionale ha determinato una riduzione delle forniture di carburante al Tagikistan. Ha inoltre ricordato che in precedenza oltre l’80 per cento del carburante importato dal Paese proveniva dalla Russia e che le forniture russe sarebbero diminuite anche in conseguenza dei recenti attacchi ucraini contro le raffinerie della Federazione Russa.Oltre alle forniture energetiche, Tagikistan e Iran hanno concordato di rafforzare e ampliare la cooperazione in altri settori economici, infrastrutturali, politici e culturali.Il primo vicepresidente iraniano Mohammad Reza Aref ha inoltre sottolineato le capacità scientifiche, tecniche e ingegneristiche dell’Iran, affermando che la Repubblica islamica è pronta a condividere i propri progressi scientifici e tecnologici con i Paesi amici e confinanti, tra cui il Tagikistan.Aref ha inoltre sostenuto che una maggiore cooperazione tra i Paesi di lingua persiana potrebbe rafforzare i rapporti culturali nell’intero spazio persianofono e che questo obiettivo dovrebbe essere perseguito attraverso visite e incontri ufficiali tra Iran e Tagikistan.Secondo i dati della commissione mista iraniano-tagica, nella prima metà del 2026 gli scambi commerciali bilaterali hanno raggiunto i 254,3 milioni di dollari, con un incremento di 32,8 milioni, pari al 14,8 per cento, rispetto allo stesso periodo del 2025.L’intensificazione dei rapporti con l’Iran può risultare particolarmente vantaggiosa per il Tagikistan che, oltre a valorizzare la propria posizione geografica, potrebbe offrire una boccata d’ossigeno alla propria economia, beneficiare delle competenze e dei prodotti iraniani e diversificare i propri partner commerciali rispetto ai tradizionali rapporti con Russia e Cina.Dall’altro lato, per Teheran si apre l’opportunità di accrescere la propria influenza culturale, economica e geopolitica in Asia centrale, soprattutto in aree come il Tagikistan e parte dell’Afghanistan, caratterizzate da forti legami linguistici e culturali con il mondo persiano. Sul piano economico, lo sviluppo di un corridoio verso l’Asia centrale consentirebbe inoltre all’Iran di diversificare le proprie direttrici commerciali e di ridurre la vulnerabilità dei traffici alle guerre, alle sanzioni e alle interruzioni delle rotte marittime, in una fase in cui lo Stretto di Hormuz rimane al centro delle tensioni internazionali.