Manca meno di un anno al debutto della 38ª America’s Cup, che a partire dal 10 luglio 2027 porterà nel golfo di Napoli la finale della più antica e prestigiosa competizione velica al mondo, dopo le regate preliminari che faranno tappa anche a Cagliari. Un evento che il Ministero del Turismo e la Luiss Business School stimano possa generare fino a 1,2 miliardi di euro di impatto economico nel lungo periodo, richiamando tra i 1,5 e i 1,7 milioni di visitatori nei circa sessanta giorni di gare. Dietro le barche e gli sponsor si muovono cifre da capogiro: per iscrivere un team alla competizione servono 2 milioni di dollari, a cui si sommano i budget di campagna che per squadre come Luna Rossa hanno superato i 90 milioni di euro. Nomi come Patrizio Bertelli, Ernesto Bertarelli o, in passato, Larry Ellison raccontano bene la natura di un evento che nasce e vive nell’orbita della grande finanza internazionale.È proprio in questo scenario che arriva un fatto insolito e incredibilmente contraddittorio: per collaborare alla realizzazione dell’evento si è aperta la ricerca dei volontari, e la questione ha già iniziato a far discutere. Nell’evento della grande finanza, i volontari selezionati riceveranno solo la divisa ufficiale, i pasti durante i turni e la formazione, mentre tutte le altre spese restano a loro carico.Chi verrà selezionato dovrà garantire almeno dieci giorni di disponibilità tra maggio e luglio 2027, occupandosi di compiti tutt’altro che marginali: accoglienza dei visitatori nel Race Village e nelle Fan Zone, gestione dei punti informativi, supporto al team televisivo e alla produzione di contenuti, fino ad attività direttamente in mare. In cambio, nessun compenso economico.L’annuncio beffardoSul sito ufficiale l’organizzazione parla di un lavoro di realizzazione e “orgoglio del proprio territorio” e della possibilità di diventare “parte della storia”. A carico dei partecipanti restano viaggio, eventuale alloggio e ogni altra spesa personale; tutto per un evento capace di muovere cifre da capogiro e di attirare la ricchezza di mezzo mondo.C’è di più, perché lo Stato ha investito circa 1,5 miliardi di euro per la riuscita dell’evento sul territorio napoletano, tutto a fronte di un ritorno di appena 50 milioni di euro versati agli enti locali dagli organizzatori. Il denaro pubblico, insomma, viene garantito a profusione, quello privato viene elargito col contagocce, considerando che la sola iscrizione del team ha un costo di alcuni milioni di euro.Suona allora ancor più beffardo leggere l’avviso ai potenziali volontari.Si parla con una patina di entusiasmo di «scoprire il volontariato per la prima volta», di «contribuire alla storia». Si incoraggiano «persone con abilità diverse» e chi «è nuovo al volontariato», questo perché il volontario è «componente essenziale per il successo dell’evento». Ma allora perché non pagarlo?A Un Giorno Speciale ne abbiamo parlato con il Prof. Carlo Iannello e Fabio Duranti | Intervento integrale nel videoThe post È tutto vero: l’evento dei miliardari in Italia pagherà i collaboratori “con l’orgoglio” appeared first on Radio Radio.