Mente si cerca ancora l’origine del focolaio di difterite a Palermo che ha ucciso una bimba di 4 anni – e l’Asp è impegnata sul doppio fronte delle vaccinazioni e della profilassi antibiotica – “la prima riflessione da fare riguarda la pervicacia della cattiva informazione. Trovo davvero incredibile che una bufala datata 1998, quella sul presunto legame tra vaccinazione trivalente e autismo, faccia vittime ancora oggi. E se la vicenda siciliana sta mettendo in luce il mancato rispetto dell‘obbligatorietà vaccinale, questa è proprio l’occasione per cambiare rotta”. A dirlo a LaSalute di LaPresse è Italo Farnetani, professore ordinario di Pediatria alla Libera Università degli Studi di Scienze Umane e Tecnologiche United Campus of Malta.Che cos’è la difteriteFacciamo un passo indietro, Al centro della vicenda c’è un’infezione molto contagiosa – causata dal batterio Corynebacterium diphtheriae – che può diventare potenzialmente mortale a causa della tossina difterica che i batteri producono e che si diffonde, attraverso il sangue, in tutto l’organismo provocando gravi danni a organi vitali. “Questa malattia si contrasta molto bene col vaccino. Ecco perché dobbiamo essere chiari: se l’obbligo vaccinale fissato dalla Legge Lorenzin fosse stato rispettato, la bambina di Palermo non sarebbe morta: questa è una responsabilità di tutti noi”, scandisce Farnetani. La forza di una bufala datata, ma sempre pericolosaIl rifiuto del vaccino per la difterite richiama “la famosa bufala che aveva collegato l’immunizzazione contro morbillo, parotite e rosolia all’autismo”. Si tratta di un’ipotesi espressa da uno studio inglese pubblicato nel 1998 su The Lancet e poi ritirato nel 2010 dalla stessa rivista. Una fakenews alimentata dai complottisti novax che non ha resistito alla prova della scienza.“La presenza di una possibile associazione causale tra vaccinazioni e autismo è stata estensivamente studiata, e una revisione recente dell’Organizzazione mondiale della sanità su 57 studi pubblicati dal 2010 al 2025 – sottolinea l’Istituto superiore di sanità – ha confermato l’assenza di una correlazione”. Ecco anche perché la giravolta dei Cdc Usa nell’era Trump ha preoccupato tanto gli esperti di sanità pubblica.Difterite e conflitti“Dobbiamo essere chiari: non essere vaccinati contro la difterite è pericoloso. E il molitplicarsi delle guerre non aiuta. Ho fatto degli studi, presentati anche al congresso nazionale della Croce Rossa due anni fa a Padova: con la caduta dell’Unione sovietica ci fu un’interruzione della continuità dei servizi sanitari e si ebbe una grande una grande recrudescenza di difterite. Un problema che esiste anche oggi ed è legato ai tanti conflitti nel mondo: il rischio è che possano portare a un’interruzione delle vaccinazioni e a una recrudescenza di malattie che erano scomparse”.Insomma, se la geopolitica non aiuta, per Farnetani è bene non sottovalutare i rischi sanitari in casa nostra. “Occorre un controllo ferreo dell’obbligo vaccinale. Tra l’altro la Legge è del 2017, quindi ci sono ampie fasce di popolazione non protette: è bene applicare il provvedimento con rigore per evitare la recrudescenza di malattie come difterite e morbillo, potenzialmente fatali”.Come convincere i genitori? “Dando informazioni corrette. D’altra parte l’obbligo vaccinale è previsto dall’articolo 32 della Costituzione, secondo cui nessun cittadino può essere sottoposto a un trattamento sanitario se non previsto dalla legge. Facciamo rispettare l’obbligo vaccinale che deve essere certificato prima dell’inizio della scuola: serve un certificato di avvenuta vaccinazione. Non dimentichiamo che esiste la possibilità di trattamento sanitario obbligatorio: il rischio è serio, altrimenti vedremo altri morti”, conclude.Questo articolo Difterite a Palermo, 30 anni di bufale e l’occasione per cambiare rotta proviene da LaPresse