Addio a Shelley Fabares, morta a 82 anni: da The Donna Reed Show ai film con Elvis Presley

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Il suo volto apparteneva a quella stagione della televisione americana capace di trasformare i protagonisti del piccolo schermo in presenze familiari per milioni di spettatori. Shelley Fabares è morta a 82 anni, lasciando alle spalle una carriera lunga decenni, attraversata tra televisione, cinema e musica. Per il grande pubblico resterà soprattutto Mary Stone di The Donna Reed Show e Christine Armstrong di Coach, ma la sua storia professionale è stata molto più ampia: ha recitato accanto a Elvis Presley, conquistato le classifiche musicali con Johnny Angel e prestato la voce persino all’universo di Superman.La famiglia dell’attrice ha confermato che Fabares è morta sabato dopo una breve malattia. La causa precisa del decesso non è stata resa pubblica. Nel messaggio diffuso dopo la sua scomparsa, i familiari hanno però preferito ricordare la donna dietro la celebrità, descrivendola come una presenza capace di lasciare un segno profondo tanto sul pubblico quanto sulle persone che hanno condiviso con lei la vita privata.Shelley Fabares è morta a 82 anni dopo una breve malattiaLa notizia della morte di Shelley Fabares ha riportato immediatamente l’attenzione su una carriera che attraversa alcune delle stagioni più riconoscibili dell’intrattenimento americano. L’attrice si è spenta a 82 anni dopo una breve malattia, circondata dall’affetto della famiglia. Al momento non sono stati comunicati ulteriori dettagli sulle cause della morte.Nel ricordo affidato alla stampa, i suoi familiari hanno scelto parole particolarmente affettuose. «Per la sua famiglia e i suoi amici, Shelley era una fonte di amore, forza, risate e conforto», hanno raccontato, ricordandola anche come una moglie devota e un’amica leale. Ma c’è soprattutto una frase che restituisce il ritratto privato dell’attrice: «Aveva una straordinaria capacità di far sentire le persone benvenute, apprezzate e amate».Foto: Ralph Dominguez/MediaPunch/ipa-agency.netJessie Cave, da Hogwarts a OnlyFans: la vera magia sono stati i guadagniDa The Donna Reed Show al successo: chi era Shelley FabaresPer comprendere quanto Shelley Fabares sia stata legata alla storia della televisione statunitense bisogna tornare alla fine degli anni Cinquanta. Dal 1958 al 1965 interpretò Mary Stone in The Donna Reed Show, uno dei ruoli destinati a definirne l’immagine pubblica e a renderla un volto amatissimo dal pubblico americano.La serie raccontava la quotidianità di una famiglia della middle class statunitense e Fabares, nei panni della figlia adolescente dei protagonisti, crebbe praticamente davanti agli spettatori. In un’epoca in cui la televisione stava diventando sempre più centrale nella cultura popolare, Mary Stone trasformò la giovane attrice in una delle figure riconoscibili del piccolo schermo. La sua famiglia, annunciandone la morte, ha sottolineato proprio questo legame con diverse generazioni: «Per milioni di persone, Shelley è stata un’attrice amatissima, il cui lavoro è entrato a far parte del tessuto della televisione e del cinema americani».Ma Fabares riuscì a evitare che quel personaggio diventasse l’unica definizione della sua carriera. Continuò infatti a lavorare e, molti anni più tardi, conquistò nuovamente il pubblico televisivo interpretando Christine Armstrong nella sitcom Coach, accanto a Craig T. Nelson e Jerry Van Dyke.Shelley Fabares ed Elvis Presley, tre film insieme negli anni SessantaNel mezzo ci fu anche Hollywood. Negli anni Sessanta Shelley Fabares arrivò sul grande schermo e condivise il set con una delle più grandi icone della cultura pop del Novecento: Elvis Presley. I due lavorarono insieme in tre film, Girl Happy del 1965, Spinout del 1966 e Clambake del 1967.Una parentesi che contribuì a consolidare ulteriormente la popolarità dell’attrice, inserendola in un immaginario molto diverso da quello della rassicurante famiglia televisiva di The Donna Reed Show. Fabares riusciva così a muoversi tra televisione e cinema mentre l’industria dell’intrattenimento americano attraversava una trasformazione profonda, diventando parte di quella generazione di interpreti che accompagnò il pubblico dal modello classico degli anni Cinquanta verso la nuova cultura pop del decennio successivo.La famiglia, nel salutarla, ha ricordato proprio la qualità che avrebbe caratterizzato il suo lavoro nel corso degli anni: «Ha portato talento, intelligenza e calore in ogni sua esibizione». Una definizione che racconta bene la continuità di una carriera capace di attraversare generi e periodi molto differenti.Foto: IMDbEleonora Pedron cambia vita dopo Miss Italia: la laurea, i lutti e il rapporto tra Fabio Troiano e Max BiaggiNon solo attrice: Johnny Angel portò Shelley Fabares al numero unoC’è poi un capitolo della carriera di Shelley Fabares che potrebbe sorprendere chi la conosce soprattutto per i suoi personaggi televisivi. Nel 1962 conquistò infatti anche il mondo della musica con Johnny Angel, singolo che raggiunse la vetta delle classifiche americane. Il successo del brano mostrò quanto la sua popolarità fosse ormai andata oltre la recitazione. In quegli anni il confine tra televisione, cinema e industria discografica era particolarmente permeabile e Fabares riuscì a trasformare la notorietà conquistata sul piccolo schermo in un successo musicale autentico.Non sarebbe però stata la musica a rappresentare il centro della sua carriera. L’attrice continuò soprattutto a lavorare davanti alle telecamere, costruendo nel tempo una filmografia capace di accompagnarla fino agli anni Duemila. Uno dei suoi ultimi lavori fu il doppiaggio di Martha Kent nel film animato Superman: Brainiac Attacks, uscito nel 2006, un ruolo lontanissimo dalla Mary Stone con cui tutto era cominciato quasi mezzo secolo prima.La malattia e il trapianto di fegato nel 2000Dietro una carriera così lunga non sono mancati momenti complessi anche sul piano personale. Nel 2000 Shelley Fabares si sottopose a un trapianto di fegato dopo una diagnosi di epatite autoimmune, affrontando quindi una delicata fase della propria vita lontano dai ruoli che l’avevano resa famosa.La famiglia non ha tuttavia collegato pubblicamente quella precedente condizione alla morte dell’attrice. È stato comunicato soltanto che Fabares si è spenta dopo una breve malattia, mentre le cause precise del decesso non sono state rese note. Qualsiasi ulteriore collegamento, dunque, non sarebbe al momento supportato dalle informazioni diffuse.Al suo fianco per oltre quarant’anni c’è stato Mike Farrell, attore noto anche per MASH*, che Fabares aveva sposato nel 1984. L’attrice lascia inoltre i figliastri, parte di quella dimensione familiare che emerge con particolare forza nelle parole scelte per salutarla.Foto: IMDbAlessandro Matri compie 42 anni in Vietnam: Federica Nargi scherza sul party, «Quest’anno una gran cafonata»Il ricordo della famiglia: «La sua eredità più grande era personale»Ed è forse proprio qui che il comunicato diffuso dopo la morte cambia prospettiva. Perché dopo aver ricordato la star di The Donna Reed Show, Coach e dei film con Elvis Presley, la famiglia ha voluto separare per un momento Shelley Fabares personaggio pubblico dalla Shelley conosciuta nella vita quotidiana.«Per chi le era più vicino, la sua eredità più grande era personale: l’amore che donava così liberamente, le amicizie che custodiva e i legami familiari che le stavano a cuore», hanno spiegato. Parole che spostano il racconto dai set cinematografici e televisivi alla sfera più intima di una donna che, secondo chi l’ha conosciuta, faceva dell’accoglienza e della generosità una parte fondamentale del proprio carattere.Shelley Fabares se ne va così a 82 anni dopo aver attraversato quasi mezzo secolo di cultura pop americana. È stata la ragazza di una delle famiglie televisive più celebri degli anni Sessanta, la partner cinematografica di Elvis Presley, una cantante arrivata al numero uno e, molti anni dopo, uno dei volti più amati di Coach. Una carriera fatta di trasformazioni, ma con una costante che la famiglia ha scelto di mettere al centro dell’ultimo saluto: il calore con cui riusciva a entrare nella vita degli altri.| Da Rumors.it