IL RETROSCENA | Roma, la riunione in Galles e il cambio di rotta sul mercato

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Il mercato della Roma ha cambiato direzione durante l’estate. Non era questo lo scenario immaginato da Gian Piero Gasperini dopo la qualificazione in Champions League: il tecnico aveva iniziato la sessione pensando a profili già affermati come Mason Greenwood, Crysencio Summerville e Antonio Nusa, ma nel corso delle settimane la strategia del club è stata progressivamente modificata. A raccontare il retroscena è oggi Il Messaggero, che individua il momento della svolta negli investimenti effettuati successivamente per Castro, Koulierakis e Molina.La Roma aveva addirittura predisposto il viaggio per provare a chiudere Summerville, salvo poi vedere saltare l’operazione. Da quel momento il club ha investito rapidamente 36 milioni più 3 di bonus per Castro, 16,5 più 1,5 per Koulierakis e 13 più 4 per Molina, quest’ultimo acquisto diventato necessario dopo il cambiamento dello scenario sulla fascia. Operazioni che hanno inevitabilmente ridotto il margine disponibile per il resto della campagna acquisti. Lo stesso Gasperini ha ammesso ieri come la situazione sia cambiata durante il mercato: “Siamo partiti cercando profili molto alti e affermati ma ci siamo dovuti scontrare con l’esigenza di mantenere il monte ingaggi sotto certi tetti”, spiegando poi che “sono cambiate le comunicazioni”.Il nodo centrale resta il Settlement Agreement con la UEFA. Gasperini pensava che il ritorno in Champions potesse offrire margini maggiori, ma la realtà si è rivelata differente: “Io pensavo che una volta raggiunta la Champions i problemi con il financial fair play fossero risolti e forse lo pensava anche la società. Avevamo una visione diversa che nelle settimane abbiamo dovuto cambiare, anche come strategie”. La riunione decisiva sarebbe avvenuta durante il ritiro in Galles, con il ceo John Galantic incaricato di comunicare allo staff tecnico il cambio di rotta indicato dalla proprietà: meno inseguimenti a giocatori costosi e già affermati, maggiore attenzione a profili giovani, sostenibili e capaci di aumentare il proprio valore.Lo stesso Gasperini ha spiegato il possibile effetto domino delle operazioni: “Magari se avessimo fatto Summerville non avremmo potuto fare altro. O forse il suo contratto era sostenibile in quel momento”. E ancora: “Ci sono delle situazioni che l’Uefa impone da cui la proprietà non si può sottrarre. Tutto questo ci costringe ad un mercato creativo, un’esigenza che nasce anche da quanto fatto negli anni precedenti. In prospettiva la Roma avrà sicuramente del valore, ma ora è arrivata la resa dei conti”.La conseguenza è evidente anche nel rush finale: Gasperini continua ad aspettare due calciatori, un esterno di centrocampo (in arrivo Oosterwolde per quel ruolo) e un’ala offensiva, ma la Roma dovrà cercarli senza compromettere gli equilibri economici. Il tecnico non nasconde di aspettarsi ancora qualcosa: “Sì, due calciatori. L’ala sinistra? La prenderemo solo se porterà un valore aggiunto”. Da Greenwood, Summerville e Nusa alle occasioni degli ultimi giorni: il mercato della Roma è cambiato profondamente in corsa. E ora D’Amico dovrà completarlo con formule e profili molto diversi da quelli immaginati all’inizio dell’estate.FONTI: Il Messaggero, La Gazzetta dello SportL'articolo IL RETROSCENA | Roma, la riunione in Galles e il cambio di rotta sul mercato proviene da Giallorossi.net | Notizie AS Roma, Calciomercato ed Esclusive.