AGI - Il Washington Post dovrà reintegrare l'editorialista Karen Attiah, licenziata per alcuni messaggi sui social pubblicati dopo l'uccisione dell'influencer ultraconservatore Charlie Kirk, e versarle gli arretrati salariali. Lo ha stabilito un arbitro, ritenendo che il quotidiano non avesse "una causa valida e sufficiente" per il licenziamento.Kirk, sostenitore di Donald Trump, era stato ucciso il 10 settembre da un colpo d'arma da fuoco al collo durante un dibattito in un campus universitario dello Utah. L'omicidio aveva provocato forte tensione politica negli Stati Uniti e minacce di repressione contro la "sinistra radicale" da parte del presidente. Attiah, editorialista del Post e docente alla Columbia University, aveva scritto di non voler fingere tristezza per l'assassinio e aveva rilanciato dichiarazioni razziste attribuite a Kirk nei confronti delle donne nere. Il giornale l'aveva quindi licenziata, accusandola di "grave condotta scorretta" e di avere violato la politica interna sui social media.La giornalista, al Washington Post da undici anni, ha accolto con soddisfazione la decisione, sostenendo su X di essere stata costretta a lasciare per aver "detto la verità". Al momento del licenziamento aveva ricordato di essere l'ultima editorialista nera a tempo pieno del quotidiano. Il Washington Post ha dichiarato di rispettare la procedura arbitrale, senza ulteriori commenti.