Mentre la coalizione dei paesi alleati stringe i tempi sull’assistenza bellica a Kiev, il governo italiano segna una netta distanza tattica. Nel vertice dei «Volenterosi» si consuma uno strappo evidente: Parigi e Londra decidono di spingere sull’acceleratore autorizzando la condivisione della tecnologia per consentire la produzione in loco dei missili ad alta precisione Storm Shadow, affiancando l’invio di caccia e sistemi Patriot. L’Italia, di contro, mantiene la linea dell’assistenza civile e della salvaguardia infrastrutturale, concentrando l’impegno sull’invio di generatori elettrici per sostenere la rete energetica flagellata dai bombardamenti. L’Italia non prenderà parte alle esercitazioni congiunte dei Volenterosi. Le ragioni della cautela Le motivazioni di questo «passo indietro» di Palazzo Chigi risiedono su un complesso equilibrio geopolitico ed elettorale. La presidente del Consiglio si trova a gestire la forte contrarietà della Lega e le pressioni delle frange più eurocritiche e pacifiste della sua coalizione, restie a qualsiasi escalation bellica. La posizione ufficiale di Roma continua a marcare una netta distinzione tra materiale bellico strettamente difensivo e sistemi d’attacco a lungo raggio. Sebbene le imprese della difesa italiana siano integrate nei consorzi europei per i programmi anti-drone e la difesa aerea, la scelta politica è quella di escludere l’impiego diretto di licenze industriali. L'articolo Ucraina, l’Italia si sfila dai «volenterosi». La cautela di Meloni: niente armi a Kiev ma generatori – La diretta proviene da Open.