Una violenta ondata di piena ha colpito il nord del Nepal, lungo la frontiera con il Tibet, travolgendo abitazioni, strade e infrastrutture. Il bilancio provvisorio è di almeno 17 morti, mentre diverse persone risultano ancora disperse e le operazioni di soccorso proseguono nelle aree più colpite.L’emergenza ha interessato in particolare i distretti nepalesi di Rasuwa e Nuwakot. Nel primo, al confine con il Tibet, il rapido innalzamento del Bhote Koshi, il fiume che entra in Nepal dal territorio tibetano, ha investito le località di Timure e Syabrubesi. L’acqua ha danneggiato villaggi, ponti, strade e impianti idroelettrici.Più a valle, il Bhote Koshi confluisce nel Trishuli, lungo il quale la piena ha raggiunto Nuwakot e altre zone abitate. Le immagini diffuse dalle aree interessate mostrano la forza dell’acqua e del fango che hanno invaso strade e centri abitati.L’acqua arrivata dal TibetLa dinamica dell’evento non è ancora completamente chiarita. Nel distretto di Rasuwa non sarebbero state registrate precipitazioni sufficienti a spiegare da sole una piena di questa portata, mentre le immagini satellitari hanno evidenziato piogge intense sul versante tibetano.Il servizio meteorologico nepalese ha confermato che l’ondata è arrivata dal Tibet, senza tuttavia stabilire quale fenomeno l’abbia provocata. Tra le ipotesi resta quella di un evento improvviso legato alle condizioni del territorio himalayano.L’agenzia cinese Xinhua ha inoltre riferito di una frana nella contea di Gyirong, nella prefettura di Shigatse, con vittime e dispersi e danni alle infrastrutture. Non è stato però ancora accertato un collegamento diretto tra la frana e l’inondazione che ha colpito il Nepal.Un precedente rende particolarmente delicata la situazione: nel luglio 2025 una piena dello stesso fiume era stata provocata dal cedimento di un lago sopraglaciale in Tibet, un fenomeno che può produrre improvvisi e devastanti aumenti della portata dei corsi d’acqua.La macchina dei soccorsiL’esercito nepalese ha mobilitato 14 elicotteri e squadre specializzate per raggiungere le zone colpite, ma la violenza della piena ha inizialmente reso difficili le operazioni. Militari e forze di polizia sono stati inviati nelle aree interessate e le autorità hanno disposto l’evacuazione delle comunità che vivono lungo i corsi d’acqua.Sul versante tibetano, Pechino ha attivato a sua volta la macchina dei soccorsi. Il presidente cinese Xi Jinping ha ordinato di fare tutto il possibile per individuare e mettere in salvo i dispersi, trasferire le persone minacciate e garantire cure rapide ai feriti.Xi ha inoltre chiesto di rafforzare il monitoraggio e i sistemi di allerta, invitando le squadre impegnate nei soccorsi a prevenire ulteriori disastri.Il premier Li Qiang ha ordinato di verificare rapidamente il numero delle persone coinvolte e di mobilitare tutte le forze disponibili. Ha inoltre chiesto al ministero degli Esteri cinese di rafforzare il coordinamento con i Paesi interessati.Su disposizione della leadership cinese, il vicepremier Zhang Guoqing è stato inviato sul posto per coordinare gli interventi insieme ai responsabili dei dipartimenti coinvolti. Le autorità tibetane hanno quindi mobilitato ulteriori squadre per la ricerca dei dispersi.Il bilancio resta comunque provvisorio e potrebbe aggravarsi mentre i soccorritori cercano di raggiungere le zone più isolate.L'articolo Nepal, la piena dal Tibet travolge case e strade: almeno 17 morti proviene da La Verità.