Sigfrido Ranucci, addio a Report sempre più vicino: «Non mi faranno restare». La Rai cerca già il sostituto

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Per quasi dieci anni Sigfrido Ranucci e Report sono stati difficili da separare persino nell’immaginario del pubblico. Il volto del giornalista, la scrivania dello studio, le anticipazioni delle inchieste e quel modo asciutto di accompagnare lo spettatore dentro documenti, testimonianze e ricostruzioni sono diventati parte dell’identità del programma di Rai 3. Adesso, però, quella stagione sembra arrivata al passaggio più delicato e forse definitivo.Non c’è ancora una comunicazione ufficiale che sancisca l’uscita di Ranucci dalla conduzione, ma le indiscrezioni che arrivano da Viale Mazzini e soprattutto le parole pronunciate dallo stesso giornalista nelle ultime ore lasciano poco spazio all’ottimismo. «Restare a Report? Non credo sia questa l’intenzione», ha dichiarato a Cerveteri, dove è arrivato per una tappa del suo spettacolo Diario di un trapezista. Cronache di resilienza di un reporter.Una frase pronunciata quasi senza enfasi, ma che pesa moltissimo sul futuro di uno dei programmi d’inchiesta più riconoscibili della televisione italiana. Tanto più che, mentre Ranucci mette in chiaro di non essere disposto ad accettare un ridimensionamento, in Rai starebbe già prendendo forma il dossier sulla sua possibile successione.Foto: Instagram @sigfridoranucciSigfrido Ranucci fuori da Report? «Non credo vogliano farmi restare»Il clima a Cerveteri racconta bene il momento. Ranucci arriva al Parco della Legnara per parlare della propria carriera davanti a un pubblico numeroso, ma inevitabilmente lo spettacolo finisce per intrecciarsi con ciò che sta accadendo fuori dal palco. A un certo punto arriva persino una frase che suona come una previsione: «Questo potrebbe essere il mio ultimo spettacolo da conduttore di Report».Dal pubblico si alza immediatamente l’invito a non mollare. Lui, però, non sembra intenzionato né a drammatizzare né a fingere che nulla stia accadendo. La posizione è piuttosto netta: se la Rai gli presenterà delle alternative, le valuterà, ma non accetterà qualcosa che percepisca come un passo indietro.«Posso accettare solo una cosa che sia meglio di Report», ha spiegato, rivendicando il percorso costruito in 35 anni di Rai, prima come assistente al programma, poi come inviato, autore, caporedattore e infine conduttore.Il punto, per Ranucci, sembra essere proprio questo. Lasciare la conduzione non significherebbe semplicemente cambiare programma, ma interrompere un lavoro costruito nel tempo insieme a una redazione che considera parte integrante dell’identità stessa di Report.Ranucci e la Rai, le ipotesi sul nuovo incarico dopo ReportLa partita, infatti, non riguarda soltanto chi condurrà il programma nella prossima fase. C’è anche da capire che cosa la Rai intenda proporre a Ranucci.Tra le ipotesi circolate nelle ultime ore ci sarebbe il ritorno all’interno di una testata giornalistica, mentre un altro scenario lo vedrebbe alla guida della Scuola di giornalismo di Perugia. Ed è proprio quest’ultima possibilità ad aver provocato una delle reazioni più ironiche del giornalista. Il ragionamento di Ranucci è semplice: se l’azienda ritiene che il suo profilo non sia più adatto alla conduzione di una trasmissione d’inchiesta, perché dovrebbe poi affidargli il compito di formare quelli che lui stesso ha definito «cento Ranucci»?Non sembra convincerlo neppure l’ipotesi di un ritorno in una testata. «Per me sarebbe un tornare indietro», ha spiegato, ricordando di essere entrato in Rai nel 1997 a Rai International, di essere successivamente passato a Rai News 24 e infine a Rai 3, dove dal 2006 ha cominciato a collaborare con Report. La conduzione è arrivata nel dicembre 2016, raccogliendo un’eredità tutt’altro che semplice: quella di Milena Gabanelli. Da allora il programma e il suo conduttore hanno finito progressivamente per sovrapporsi. Ed è proprio questa identificazione a rendere oggi la successione particolarmente complessa.Selvaggia Lucarelli demolisce il mito Ranucci: «Non è l’eroe che voleva apparire»«Hanno già cercato di mandarmi via»: Ranucci ripercorre gli scontri del passatoNelle dichiarazioni delle ultime ore c’è anche una ricostruzione molto personale del rapporto tra Ranucci, le sue inchieste e l’azienda nella quale ha trascorso gran parte della propria vita professionale. «Non è la prima volta che tentano di mandarmi via», ha sostenuto, ricordando la richiesta di licenziamento che sarebbe arrivata nel 2000 dopo il ritrovamento dell’intervista a Paolo Borsellino, le tensioni seguite all’inchiesta su Fallujah nel 2005 e, più recentemente, la vicenda dell’Autogrill.Questa volta, però, Ranucci ritiene che il passaggio possa essere definitivo e parla apertamente di una «character assassination», sostenendo di aver contato migliaia di articoli dedicati a lui e alla sua famiglia negli ultimi mesi.Il giornalista non nasconde la stanchezza, ma esclude l’idea di farsi spontaneamente da parte. È una distinzione importante: se la Rai deciderà di spostarlo, sarà una decisione aziendale; lui, invece, non sembra disposto a consegnare volontariamente il proprio posto.Dietro la fermezza c’è anche una vicenda personale molto più pesante della normale dialettica televisiva. Ranucci ha ricordato la bomba esplosa sotto casa e il coinvolgimento della propria famiglia, sostenendo che proprio ciò che i suoi cari hanno dovuto sopportare gli impedisce oggi di accettare un ridimensionamento senza riflettere attentamente.Sigfrido Ranucci – Foto: Vincenzo Landi/MDPhoto/ipa-agency.netRai, la diaspora è iniziata: pronti all’addio anche Sciarelli, Fagnani e RanucciIl caso Valter Lavitola e le polemiche che hanno travolto Sigfrido RanucciSul futuro del conduttore pesa inevitabilmente anche il caso legato ai rapporti con Valter Lavitola, finito al centro delle cronache dopo l’attentato subito dal giornalista.Ranucci non ha negato di aver avuto rapporti personali con l’ex faccendiere e ha scelto una formula destinata inevitabilmente a far discutere: «Io non sono puro». Per spiegare il proprio modo di intendere il mestiere, ha aggiunto che, se ne avesse avuto la possibilità per ragioni giornalistiche, sarebbe andato a cena persino con Totò Riina.La questione è diventata uno degli elementi più controversi dell’intera vicenda, anche perché all’interno della Rai sarebbero state sollevate domande sulla possibilità che determinate frequentazioni abbiano avuto conseguenze sull’attività editoriale di Report. Ranucci, dal canto suo, sostiene di aver sempre separato i rapporti con le fonti dalle decisioni giornalistiche e ha ribadito che ciò che riguarda l’indagine sull’attentato verrà spiegato agli inquirenti. È su questo terreno, molto più complesso di una semplice sostituzione televisiva, che si sta consumando lo scontro.Federica Sciarelli pronta a dire addio a Chi l’ha visto? Perché il futuro del programma preoccupa i telespettatoriChi potrebbe sostituire Ranucci a Report: da Federico Ruffo a Riccardo IaconaMentre il futuro di Ranucci resta sospeso, a Viale Mazzini avrebbe già cominciato a circolare una rosa di possibili successori. Ed è probabilmente questo il segnale che rende l’ipotesi dell’addio ancora più concreta.Tra i nomi indicati dalle indiscrezioni c’è Federico Ruffo, attualmente alla guida di Mi manda Rai Tre e considerato uno dei profili interni che potrebbero raccogliere il testimone. Un’altra possibilità sarebbe Riccardo Iacona, volto storico di PresaDiretta, la cui esperienza nel giornalismo d’inchiesta potrebbe garantire una transizione meno traumatica.Esiste poi l’ipotesi di una soluzione interna alla stessa redazione di Report. In questo caso i nomi sarebbero quelli di Giulio Valesini e Giorgio Mottola, entrambi profondamente legati al metodo e alla memoria della trasmissione. Più lontana, invece, apparirebbe al momento l’eventualità di un ritorno di Sabrina Giannini.Si tratta, è bene sottolinearlo, di scenari e indiscrezioni: fino a una decisione ufficiale della Rai, nessuno di questi nomi può essere considerato il nuovo conduttore.Foto: screenshot Instagram @sigfridoranucciIl futuro di Report senza Sigfrido Ranucci è la vera sfida della RaiLa domanda, a questo punto, supera persino il destino professionale del giornalista: può esistere lo stesso Report senza Sigfrido Ranucci?Naturalmente il programma esisteva prima di lui. Ranucci ne ha raccolto la guida da Milena Gabanelli e la trasmissione ha sempre avuto nella forza della redazione, degli autori e degli inviati una componente fondamentale. Ma quasi dieci anni di conduzione hanno inevitabilmente creato una nuova identità, e sostituire un volto tanto riconoscibile senza modificare la percezione del programma sarà una delle operazioni più delicate per Rai 3.Ranucci insiste proprio su questo aspetto quando ricorda che condurre Report «non è solo avere un volto». Significa conoscere la storia delle inchieste, individuare temi capaci di resistere per mesi, coordinare decine di persone e assumersi la responsabilità finale di lavori che possono provocare reazioni politiche, giudiziarie e mediatiche molto forti.Per questo l’eventuale separazione non assomiglia a uno dei tanti cambi di conduzione della televisione italiana. In gioco ci sono un programma storico, uno dei giornalisti più esposti del servizio pubblico e una discussione destinata inevitabilmente a spostarsi dal terreno televisivo a quello politico.Ranucci, intanto, non chiude completamente la porta alla Rai. Anzi, ammette che il suo desiderio sarebbe stato quello di terminare lì la propria carriera. Ma pone una condizione che rende il confronto tutt’altro che semplice: non tornare indietro.Poi, davanti alla domanda su che cosa potrebbe esserci di meglio di Report, torna per un momento l’ironia. «Uno spazio informativo dentro Sanremo?», scherza.Dietro la battuta, però, resta una questione molto seria. Se davvero la Rai ha deciso che l’era Ranucci a Report deve finire, nelle prossime ore non dovrà soltanto trovare un nuovo incarico per lui. Dovrà soprattutto trovare qualcuno capace di sedersi al suo posto senza dare al pubblico la sensazione che, insieme al conduttore, sia cambiato anche Report.Amici 26, niente Ambra Angiolini: per la nuova cattedra di canto Maria De Filippi pensa a lui| Da Rumors.it