Martin Scorsese ai David di Donatello: «Il cinema italiano ha plasmato il mio lavoro»

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Se alcuni riconoscimenti celebrano una carriera, altri sembrano quasi chiudere un cerchio. È quello che accade con Martin Scorsese e la futura presidenza onoraria dell’Accademia del Cinema Italiano – Premi David di Donatello, un incarico che lega ancora di più il regista a quel cinema italiano che ha contribuito a formare il suo sguardo.Scorsese ha accolto la proposta avanzata dal ministro della Cultura Alessandro Giuli, d’intesa con i soci fondatori della Fondazione e con la presidente Silvia Calandrelli. Ora il Consiglio di amministrazione dell’Accademia potrà riunirsi per deliberare formalmente la nomina, ma il passaggio più importante è già avvenuto: il regista ha detto sì.E non lo ha fatto con una formula di circostanza. Nella lettera inviata al ministro, Scorsese ha spiegato quanto il cinema italiano abbia inciso sulla sua formazione, raccontando di una tradizione che ha influenzato profondamente non soltanto il suo lavoro, ma anche il modo stesso in cui ha imparato a pensare le immagini, i personaggi e la narrazione cinematografica.Per chi ama il suo cinema, la notizia ha quindi un valore che va oltre il prestigio istituzionale. Significa vedere uno degli autori più importanti della storia contemporanea legarsi ancora più strettamente a quella cultura cinematografica che ha sempre rivendicato come una delle proprie radici.Foto: Ron Adar / SOPA Images/ipa-agency.netMutiny recensione: Jason Statham torna all’action con un thriller che tiene il pubblico con il fiato sospesoMartin Scorsese ai David di Donatello: un incarico che parla anche delle sue origini italianeLa designazione di Scorsese non arriva per caso. Il regista ha sempre raccontato apertamente il proprio rapporto con l’Italia e con il cinema italiano, fino a farne una parte essenziale della propria identità artistica.Le origini familiari siciliane, il legame con la memoria degli emigrati e l’educazione sentimentale costruita davanti ai film dei grandi maestri italiani hanno accompagnato tutta la sua carriera. Non sorprende, quindi, che nella lettera di accettazione abbia definito il cinema italiano «una fonte costante di ispirazione» e abbia ricordato come film, autori e tradizioni artistiche nate in Italia abbiano contribuito a plasmare la sua concezione del cinema.È forse proprio questo il senso più interessante della nomina. I David di Donatello non stanno semplicemente scegliendo un nome famoso, ma un autore che ha costruito una parte decisiva del proprio linguaggio dialogando con la tradizione europea e italiana.In questo rapporto c’è qualcosa che riguarda anche il pubblico. Per generazioni di spettatori, Scorsese è stato il regista di Taxi Driver, Toro scatenato, Quei bravi ragazzi, Casino, The Departed, The Wolf of Wall Street e Killers of the Flower Moon. Eppure dietro quei film, diversissimi tra loro, c’è sempre stata una consapevolezza profonda della storia del cinema e di chi l’aveva costruita prima di lui.Foto: IMdBMartin Scorsese, 82 anni di cinema e passione: il regista che non vuole fermarsiIl cinema italiano nel lavoro di Martin Scorsese, da sempre tra memoria e ispirazioneScorsese non ha mai trattato il passato come qualcosa da conservare in una teca. Il suo rapporto con la storia del cinema è sempre stato vivo, quasi militante.Da autore, ha spesso mostrato quanto le opere del passato possano continuare a parlare al presente. Da divulgatore e conservatore, ha contribuito a riportare l’attenzione su film e registi che rischiavano di essere dimenticati, insistendo sull’importanza del restauro, della memoria e dell’educazione cinematografica.Per questo la sua presenza all’interno dell’Accademia del Cinema Italiano assume un valore particolare. Scorsese non porta soltanto un nome di enorme prestigio internazionale, ma anche una visione del cinema come patrimonio culturale da proteggere e trasmettere.È un punto che emerge chiaramente anche dalle sue parole. Il regista ha detto di voler sostenere l’impegno dell’Accademia nella promozione internazionale del cinema italiano e della cultura cinematografica, oltre a contribuire alle sue iniziative e attività.In altre parole, non si tratta soltanto di una carica simbolica. Almeno nelle intenzioni espresse da Scorsese, c’è la volontà di trasformare il riconoscimento in un rapporto attivo con l’istituzione e con il cinema italiano contemporaneo.Foto: Ufficio Stampa NoveDavid di Donatello 2026: trionfa Le città di pianura, mentre Sorrentino resta a mani vuoteAlessandro Giuli e la scelta di Scorsese per i David di DonatelloAnche il ministro della Cultura Alessandro Giuli ha insistito proprio su questo punto, spiegando di aver proposto Scorsese perché pochi autori incarnano come lui il legame tra la grande tradizione italiana e la storia del cinema mondiale.La sua accettazione, secondo Giuli, rappresenta un riconoscimento importante non soltanto per l’Accademia, ma per l’intera cinematografia italiana. Nelle parole del regista, infatti, c’è un tributo ai maestri che hanno contribuito a formare il suo sguardo e, insieme, un modo per ribadire il peso che il cinema italiano continua ad avere nell’immaginario internazionale.È una lettura che rende la nomina ancora più significativa. Scorsese non arriva ai David come una figura esterna chiamata a conferire prestigio all’istituzione, ma come un autore che quella tradizione l’ha studiata, amata e portata con sé per tutta la vita.I David di Donatello cambiano volto tra Silvia Calandrelli, Gian Luca Farinelli e ScorseseLa designazione di Scorsese si inserisce inoltre in una fase di rinnovamento più ampia per la Fondazione Accademia del Cinema Italiano. Dopo la nomina di Silvia Calandrelli alla presidenza e quella di Gian Luca Farinelli alla direzione artistica, l’arrivo di Scorsese come presidente onorario completa un assetto che punta a distinguere maggiormente i ruoli e a rafforzare la dimensione culturale e internazionale dei David di Donatello.Farinelli, figura centrale nella conservazione e nella valorizzazione del patrimonio cinematografico, porta con sé una lunga esperienza legata alla Cineteca di Bologna e al lavoro di recupero dei classici. Calandrelli, invece, assume il ruolo istituzionale di presidente dell’Accademia. Scorsese si inserisce in questo quadro come figura simbolica e internazionale, capace di mettere in relazione la tradizione italiana con il grande cinema mondiale.Il percorso di rinnovamento non è ancora concluso, perché dovrà essere completato con la nomina del Comitato di Indirizzo Artistico. Ma la direzione appare già abbastanza chiara: dare ai David un profilo più ampio, più riconoscibile e più capace di dialogare con l’estero.Perché Martin Scorsese presidente onorario è anche un riconoscimento al cinema italianoÈ forse questo l’aspetto che rende la notizia così importante anche per chi osserva la vicenda semplicemente da spettatore. A prima vista, infatti, sembra soprattutto un grande onore per Scorsese. Ma in realtà il riconoscimento funziona anche al contrario. Il fatto che un autore della sua statura accetti di legare il proprio nome all’Accademia italiana e lo faccia ricordando quanto il nostro cinema abbia segnato la sua vita artistica rappresenta una conferma del peso che quella tradizione continua ad avere.Scorsese non ha bisogno di una nuova carica per consolidare il proprio posto nella storia del cinema. La sua filmografia lo ha già fatto da tempo. Proprio per questo il suo sì assume un valore ulteriore.È la dichiarazione d’amore di un regista che ha costruito un linguaggio personale senza mai dimenticare i film che lo hanno formato. Ed è anche un modo per ricordare che il cinema italiano, nonostante le difficoltà dell’industria contemporanea, continua a rappresentare un riferimento culturale capace di superare i confini nazionali.The Odyssey, le libertà che Christopher Nolan si è preso con Omero: quando il mito diventa un’altra storiaScorsese tra David di Donatello e nuovi progetti, una carriera che non rallentaLa notizia arriva, peraltro, in un momento in cui Scorsese continua a muoversi tra cinema e nuovi progetti con una vitalità impressionante.Il suo nome è legato anche a una nuova serie drammatica per Netflix ambientata nel mondo dei casinò di Las Vegas, progetto nel quale sarà produttore esecutivo. Un ritorno, almeno idealmente, a un universo che richiama inevitabilmente Casino, uno dei titoli più celebri della sua filmografia.È un dettaglio che racconta molto del personaggio. Scorsese può essere celebrato come maestro, presidente onorario, custode della memoria cinematografica e punto di riferimento per intere generazioni, ma continua contemporaneamente a cercare nuove storie e nuovi modi per raccontarle.Sarà forse questo insieme di elementi a rendere così naturale il suo ingresso nell’orbita dei David di Donatello. Perché la sua storia non parla soltanto di ciò che il cinema è stato, ma anche di ciò che può ancora diventare. Il passaggio formale del Consiglio di amministrazione dovrà completare la nomina. Ma dal punto di vista simbolico il legame è già stato sancito.Martin Scorsese ha accettato di diventare presidente onorario dell’Accademia del Cinema Italiano e, nel farlo, ha ricordato che una parte decisiva del suo modo di guardare il mondo è nata proprio davanti ai film italiani. Per lui è un riconoscimento prestigioso. Per i David di Donatello è una scelta capace di rafforzarne l’autorevolezza internazionale. Per il pubblico, invece, è forse qualcosa di ancora più semplice e più bello: vedere uno dei più grandi registi della storia tornare idealmente nel luogo da cui, almeno in parte, era partito il suo amore per il cinema.| Da Rumors.it