Fidel Castro, i rampolli Pd in adorazione del dittatore

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Quando l’ho visto ho strabuzzato gli occhi. Non volevo crederci. Più che altro ho provato a convincermi che fosse tutta colpa dell’euforia estiva delle combriccole radical chic di cui trattasi e di qualche cocktail di troppo a Capalbio, il buen retiro della borghesia romana intellò di sinistra che in estate è preso d’assalto da quelli che ti spiegano come bisogna vivere e perché le politiche cubane negli anni ’70 del ’900 ben si conciliano con la moderna sostenibilità ambientale da decrescita felice – ve lo dico io: perché lì si moriva di fame.Ma no, non era l’alcol. Nessun passo indietro, nessuna smentita: nel giorno del centenario dalla nascita di Fidel Castro la segreteria politica romana dei Giovani Dem ha deciso di celebrare pubblicamente il dittatore comunista condividendo sui social con commozione un post esilarante in cui promette di continuarne le battaglie. Non qualche invasato dei centri sociali, non qualche new soviet di Rifondazione Comunista: la giovanile del Partito Democratico. Alla faccia dei giovani, alla faccia dei democratici.Non si vergognano di idolatrare un tiranno che ha ucciso, imprigionato e torturato chi non la pensava come lui. Se ne infischiano delle esecuzioni sommarie, della sistematica repressione delle libertà civili, della persecuzione delle minoranze, della reclusione degli omosessuali nelle UMAP (Unidades Militares de Ayuda a la Producción, campi di lavoro forzato per la rieducazione), delle detenzioni disumane di migliaia di oppositori politici e giornalisti indipendenti.Non hanno remore nell’osannare un criminale che ha imposto per 50 anni uno Stato a partito unico, vietando i sindacati e gli organi di stampa non controllati dal governo. No, loro ne vanno fieri. Ed io di questo ne sono abbastanza certo: esattamente un mese fa faceva scalpore la maglietta rossa raffigurante Che Guevara indossata tra i banchi dem in Parlamento dalla Prestipino. Lei si difese dicendo che quello fosse “un regalo dei giovani del partito” – evidentemente ben accetto; e sarebbe questa la rappresentanza giovanile del “campo largo”? Quelli che questa storia liberticida la rivendicano come radice culturale? ’Nnamo bene!Il post dei (cosiddetti) Giovani Democratici fa un torto enorme alla storia di un Paese asfissiato da settant’anni dal totalitarismo comunista e alle dipendenze di Mosca prima, di Caracas poi e oggi dalla Cina. Il mito romantico della rivoluzione che finisce per assolvere la tirannia: sembra che facciano finta di non vedere che a Cuba esista ancora un regime militare che affama la popolazione e mette in galera gli oppositori; vivono su Marte, e per lo stesso motivo da sinistra spesso riescono finanche a prendere le mosse della dittatura cinese e del kompagno Maduro, a sfoggiare il Che e a fare le barricate quando c’è da togliere l’onorificenza a quel macellaio di Tito.Dovrebbe preoccupare tutti il progressivo allontanamento della sinistra dall’area liberal-democratica e il fatto che persino i giovani di partito strizzino l’occhio a vecchi dittatori. Il ritorno del neocomunista è senza appello, descrive l’indirizzo ideologico e nostalgico di certe nuove leve che hanno fatto propria la torsione radicale del PD degli ultimi anni – il principale partito d’opposizione stabilmente sopra il 20% nei sondaggi ma oramai un partito di sinistra sinistra – ed evidenzia l’incapacità cronica di una certa sinistra di fare i conti con la vera storia del comunismo e con i suoi simboli.Fosse successo a parti invertite, che per esempio una giovanile locale di un partito di centrodestra avesse pubblicato un encomio a Francisco Franco, cosa sarebbe successo? Sarebbe stato il panico: copione già scritto, mesi di inchieste, redazione di La7 aperta 24/7. Già lo vedo, Formigli, a pontificare sul pericolo dell’onda nera mai sopita della destra fascistissima.Cortei “antifascisti” di quei pariolini “socialisti” che vanno ai Pride ma commemorano uno che gli omosessuali li deportava nei campi di lavoro – e mille bandiere della Palestina tanto per ricordare che non ricordano nulla – e nel frattempo la goduria dei santoni da guerra civile, un certo circuito mediatico che campa di questo.E lo so, da destra ci sarebbero stati inchini non dovuti, reiterate condanne a comando, stigmatizzazione pubblica, un prostrarsi che sarebbe stato una sorta di accredito morale davanti ai sacerdoti del giusto. Ennesimo insegnamento: non serve prostrarsi. Quando sono i kompagni a sbagliare, va tutto bene. Questi non sono meglio di nessuno. Anzi.Francesco Catera, 23 agosto 2026L'articolo Fidel Castro, i rampolli Pd in adorazione del dittatore proviene da Nicolaporro.it.