Rai Scuola chiude sul digitale terrestre, è polemica

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Rai Scuola chiude, almeno nella tv digitale, e le opposizioni in Parlamento insorgono. Dal 1 ottobre 2026 il canale 57 del digitale terrestre sarà occupato da ‘Italiana’, il nuovo progetto sotto la guida del direttore Angelo Mellone “interamente dedicato al racconto dell’identità italiana sui territori”, come evidenziato nel comunicato di lancio dalla Rai. La polemica, però, è ben presto servita. Il Pd insorge: “Il governo intervenga con urgenza”“Chiediamo al governo di intervenire con urgenza per scongiurare la chiusura di Rai Scuola e garantire la continuità del canale 57 del digitale terrestre. Sopprimere un presidio che da oltre vent’anni svolge una funzione fondamentale nell’informazione, nella divulgazione scientifica e culturale e nel sostegno alla didattica sarebbe una scelta grave e incomprensibile”, afferma Stefano Graziano, deputato del Partito democratico, già capogruppo Pd in commissione parlamentare di Vigilanza sulla Rai, primo firmatario di un’interrogazione a risposta orale ai ministri delle Imprese e del made in Italy e dell’Istruzione e del merito, Adolfo Urso e Giuseppe Valditara, sottoscritta anche dalle deputate e dai deputati Pd Irene Manzi, Anna Ascani, Ouidad Bakkali, Vinicio Peluffo, Nico Stumpo, Antonio Nicita e Francesco Verducci. “Rai Scuola – proseguono i dem – rappresenta un patrimonio del servizio pubblico, grazie a una programmazione dedicata alla divulgazione scientifica, ambientale e culturale e a professionalità interne di grande valore. Anche negli ultimi anni, nonostante il progressivo depotenziamento produttivo, il canale ha continuato a realizzare format, interviste e approfondimenti di grande valore didattico. E il suo archivio, oggi disponibile anche su RaiPlay, costituisce un patrimonio unico per studenti, insegnanti e cittadini”.Floridia: “Centrodestra occupa servizio pubblico”Sulla stessa linea Barbara Floridia (M5S), ex presidente della Vigilanza Rai, che in un post su Facebook afferma: “Rai Scuola chiude. Ma vi dico una cosa: sarebbe un errore leggere questa decisione come un episodio isolato. Per capire cosa sta succedendo alla Rai bisogna rimettere in fila i pezzi”. Dopo avere elencato alcuni dei casi più dibattuti dell’ultimo periodo, dallo stallo in Vigilanza alla vicenda che vede coinvolti Sigfrido Ranucci e Report fino alla “riforma della governance Rai”, Floridia definisce la “Rai monocolore” e passa al tema Rai Scuola: “Un canale storico -dice-, che durante la pandemia ha svolto una funzione straordinaria: quando milioni di studenti non potevano andare a scuola, la scuola entrava nelle case anche attraverso la televisione. Adesso ci dicono che i contenuti saranno disponibili su RaiPlay. Ma un servizio pubblico non può ragionare soltanto sulla disponibilità tecnica di un contenuto. Deve chiedersi chi riesce davvero ad accedervi”. La Rai: “Non è cancellata, più digitale e vicina agli studenti”E proprio sul futuro di Rai Scuola è intervenuta la Rai con un comunicato in cui precisa che “non è prevista alcuna cancellazione dell’offerta editoriale di Rai Scuola”. “La sua funzione educativa e divulgativa viene preservata e valorizzata attraverso un’evoluzione delle modalità di distribuzione e fruizione e una presenza più forte su RaiPlay. La scelta, che s’inserisce nel più complesso progetto di rivisitazione dei canali specializzati atteso da anni e finalmente in via di attuazione, nasce dalla necessità di adeguare il Servizio Pubblico alle modalità di fruizione delle nuove generazioni”. “I dati di ascolto -afferma la Rai- confermano infatti che il canale lineare di Rai Scuola raccoglie un ascolto molto contenuto: 0,14% di share medio nel 2024, 0,13% nel 2025 e circa 0,09-0,10% nei primi mesi del 2026. Si tratta di dati che evidenziano i limiti della televisione lineare come strumento per raggiungere in modo ampio e sistematico il pubblico scolastico. Rai decide di portare i contenuti dedicati agli studenti laddove sono gli studenti. Un’idea talmente logica che rende incomprensibili alcune polemiche sollevate in queste ore da distratti osservatori”. E ancora: “Il nuovo progetto ‘Rai Play Scuola e Learning’, approvato all’unanimità dall’intero CdA Rai, supera il modello lineare e sviluppa una piattaforma digitale integrata che riunirà produzioni di Rai Cultura, patrimonio delle Teche Rai e contenuti educativi già disponibili, in un ecosistema on demand tra aula e casa. La trasformazione risponde a una logica semplice: i contenuti educativi devono essere disponibili quando servono agli studenti, non soltanto quando vengono trasmessi. Il digitale consente di cercare, rivedere e utilizzare i contenuti da scuola e da casa, attraverso televisori connessi, computer, tablet e smartphone”, spiega l’azienda. “Anche la rilevazione Qualitel, che attribuisce a Rai Scuola un gradimento di 8,0, su RaiPlay viene confermata in crescita a 8,1, cioè la property digitale Rai più apprezzata. Il Servizio Pubblico, dunque, non rinuncia alla scuola: investe in un modello più coerente con il modo in cui oggi le nuove generazioni accedono alla conoscenza. Pensare che per raggiungere i nativi digitali sia indispensabile mantenerli davanti a un canale lineare sarebbe un po’ come sostenere che, per usare una biblioteca, sia necessario tornare a consultare soltanto i cataloghi cartacei. Rai Scuola non chiude: evolve. E, soprattutto, va dove sono gli studenti”, conclude la nota della Rai. FdI: “Ennesima figuraccia della sinistra”Al fianco di viale Mazzini si schierano i componenti di Fratelli d’Italia nella Commissione Vigilanza Rai, secondo cui “assistiamo oggi all’ennesima figuraccia di una sinistra ormai totalmente scollegata dalla realtà e capace soltanto di alimentare polemiche sterili, finendo regolarmente per sbattere contro la verità dei fatti. L’allarme lanciato dall’opposizione sulla presunta chiusura di Rai Scuola è una gigantesca fake news. La verità è che il canale non chiude, ma evolve: i contenuti verranno trasferiti e potenziati sulla piattaforma RaiPlay. Si tratta di una scelta di buon senso per avvicinare l’offerta formativa a studenti e famiglie, rendendola fruibile on-demand e su tutti i dispositivi, esattamente quando ne hanno bisogno”. “È incredibile, oltre che ipocrita, che a contestare una decisione di modernizzazione aziendale sia tanto la sinistra quanto l’ex presidente della Commissione Vigilanza -sottolineano-. Decisione peraltro assunta all’unanimità dal CdA della Rai e votata perfino dal consigliere in quota 5 Stelle. Questa polemica surreale dimostra come la sinistra sia del tutto inadeguata ai tempi che viviamo: in piena era digitale, ragionano ancora con la mentalità del tubo catodico. Rifiutano l’innovazione per difendere logiche del passato”.Questo articolo Rai Scuola chiude sul digitale terrestre, è polemica proviene da LaPresse