Suicidio assistito, dopo il caso lombardo la situazione nelle Regioni

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Il suicidio assistito di Domenico Zuccarella, 59 anni, affetto da sclerosi multipla secondariamente progressiva, è stato il primo in Lombardia ad essere gestito interamente dal Servizio sanitario regionale. Ma come funzionano le cose nel resto d’Italia? Oggi, anche in assenza di una legge nazionale, chi vive in condizioni di sofferenza fisica o psicologica insopportabile ha già diritto a ottenere aiuto medico alla morte volontaria: per garantire modalità certe per la procedura di verifica e attuazione del suicidio assistito prevista dalla Corte costituzionale può bastare una legge regionale. A fare il punto sulla situazione nelle varie Regioni è l’Associazione Luca Coscioni. Al momento sono in corso raccolte firme per depositare proposte di legge di iniziativa popolare sul tema in Lazio e Calabria, precisano dall’Associazione. Suicidio assistito: la mappa in ItaliaEcco la mappa del percorso verso il diritto al suicidio assistito nelle Regioni, tra raccolta firme e legge già operativa:Legge approvata (3): Toscana, Sardegna, Emilia-Romagna;Discussione in corso (3): Trentino-Alto Adige (Province autonome di Trento e Bolzano), Veneto, Umbria;Proposta depositata/prossima al deposito e in attesa dell’avvio dell’iter (8): Liguria, Campania, Molise, Marche, Sicilia, Puglia, Lombardia (15 settembre), Piemonte (29 settembre);Raccolta firme in corso (2): Lazio, Calabria;Non ancora depositata:  (4): Abruzzo, Basilicata, Friuli Venezia Giulia, Valle d’Aosta.In Lombardia appuntamento al 15 settembreIn Lombardia, come ha dimostrato il caso di Domenico, ora esiste dunque un percorso tracciato: “Dalla richiesta di verifica alla tutela contro i ritardi, fino alla presa in carico della procedura, dell’assistenza e del luogo da parte del Servizio sanitario regionale. Non soltanto un’affermazione di principio, ma una strada percorsa fino in fondo nel servizio pubblico, che da oggi potrà essere più chiara per chi verrà dopo”, hanno sottolineato Filomena Gallo e Marco Cappato, Segretaria nazionale e Tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni, dando la notizia del suicidio assistito di Domenico.Un esito arrivato dopo 290 giorni di attesa. Per evitare che la procedura sia condotta in tempi così lunghi “e anche per evitare che un futuro assessore alla Salute possa disfare tutto con un tratto di penna, è fondamentale che il Consiglio regionale approvi la legge di iniziativa popolare ‘Liberi subito’”, dicono dall’Associazione. Il 15 settembre verrà depositato, presso il Consiglio regionale della Lombardia, le firme raccolte a sostegno della proposta di legge regionale di iniziativa popolare “Liberi subito”, che chiede di garantire tempi e procedure certi per la verifica delle condizioni e l’attuazione del suicidio medicalmente assistito. Sono oltre 15.000 le firme raccolte a fronte delle 5.000 necessarie per presentare la proposta di legge: più del triplo. Un numero che evidenzia la sensibilità dei cittadini sul tema del fine vita. Questo articolo Suicidio assistito, dopo il caso lombardo la situazione nelle Regioni proviene da LaPresse