Ebola, l’Oms dichiara la fine dell’epidemia in Uganda: 42 giorni senza nuovi casi

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L’Organizzazione mondiale della sanità e i Centri africani per il controllo e la prevenzione delle malattie (Africa Cdc) hanno dichiarato la fine dell’epidemia di Ebola in Uganda causata dalla specie Bundibugyo. L’annuncio arriva dopo 42 giorni consecutivi senza nuovi casi confermati, un periodo di osservazione iniziato dopo la dimissione, lo scorso 16 luglio, dell’ultimo paziente, un caso importato. I 42 giorni rappresentano il doppio del limite massimo del periodo di incubazione dell’Ebola e costituiscono il parametro internazionale utilizzato per stabilire che la trasmissione legata a un focolaio si è conclusa.La gestione virtuosa dell’Uganda “L’Uganda ha dimostrato che, con un’azione decisa, le epidemie di Ebola possono essere rapidamente portate sotto controllo”, ha dichiarato il direttore generale dell’Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus. “Concentrandosi sulla preparazione, rafforzando la sorveglianza per individuare potenziali casi nelle strutture sanitarie e nelle comunità e gestendo con attenzione i punti di ingresso, i Paesi possono mantenere in movimento persone e merci, garantendo al tempo stesso che le persone rimangano al sicuro o ricevano assistenza se sono malate”.L’Uganda aveva annunciato l’interruzione della trasmissione locale il 28 luglio, dopo aver completato 42 giorni senza nuovi casi locali. Le misure di controllo dell’epidemia, compresa la sorveglianza della malattia, sono proseguite anche dopo la dimissione dell’ultimo paziente importato. Il completamento di questo ulteriore periodo di monitoraggio conferma che nel Paese non è stata rilevata un’ulteriore trasmissione.Secondo l’Oms e l’Africa Cdc l’interruzione della trasmissione è stata resa possibile dalla leadership del governo ugandese e da una risposta tempestiva, che ha incluso l’individuazione e la conferma dei casi, il tracciamento dei contatti, l’isolamento e l’assistenza clinica, la prevenzione e il controllo delle infezioni, il coinvolgimento delle comunità e il rafforzamento della sorveglianza nelle strutture sanitarie e ai punti di ingresso.“L’Uganda ha dimostrato che l’Ebola può essere fermato quando la leadership agisce con decisione, le comunità vengono coinvolte e i sistemi sanitari pubblici raggiungono rapidamente le persone”, ha dichiarato Jean Kaseya, direttore generale dell’Africa Cdc. “Questa è una vittoria per l’Uganda e un’importante lezione per il nostro continente. Ora dobbiamo proteggere questo risultato, accelerando al tempo stesso la risposta nella Repubblica Democratica del Congo. Saremo al sicuro solo quando la trasmissione sarà fermata ovunque”.L’epidemia era stata dichiarata il 15 maggio 2026. Complessivamente l’Uganda ha registrato 20 casi confermati di malattia da virus Ebola Bundibugyo: 15 erano stati importati dalla Repubblica Democratica del Congo, mentre cinque erano stati acquisiti localmente tra contatti e operatori sanitari collegati ai casi importati. Diciotto persone sono guarite e due sono morte. Oltre 800 contatti sono stati identificati e monitorati.“Porre fine a un’epidemia di Ebola è un traguardo importante, ma il risultato più duraturo è una maggiore capacità di proteggere le persone dalle future minacce sanitarie. L’Uganda ha dimostrato cosa può ottenere un investimento costante nella preparazione. L’Oms continuerà a lavorare con il governo e i partner per preservare questi progressi e mantenere al sicuro le comunità”, ha affermato Mohamed Janabi, direttore regionale dell’Oms per l’Africa.Le raccomandazioni dell’OmsLa fine dell’epidemia in Uganda arriva mentre il virus continua a circolare nella Repubblica Democratica del Congo. I forti legami sociali ed economici tra i Paesi, gli spostamenti frequenti della popolazione e il commercio transfrontaliero fanno sì che gli Stati confinanti restino esposti al rischio di casi importati. L’Oms continua a sconsigliare restrizioni ai viaggi e al commercio legate alle epidemie di Ebola. L’Agenzia di Ginevra non raccomanda di sospendere i voli, chiudere le frontiere o negare l’ingresso ai viaggiatori provenienti dai Paesi colpiti.I Paesi sono invece invitati a mantenere i collegamenti internazionali e gli scambi commerciali, adottando misure di sanità pubblica proporzionate per favorire l’individuazione precoce dei casi, la preparazione e la collaborazione transfrontaliera.Africa Cdc e Oms chiedono infine di rafforzare la preparazione alle epidemie attraverso una sorveglianza continua, adeguate capacità diagnostiche, indagini rapide sui segnali di allerta, solide misure di prevenzione e controllo delle infezioni nelle strutture sanitarie e nelle comunità, un coinvolgimento costante della popolazione e uno stretto coordinamento operativo tra i Paesi confinanti. Le due organizzazioni continueranno a sostenere i governi dell’Uganda e della Repubblica Democratica del Congo nell’ambito del piano continentale congiunto di preparazione e risposta. Fermare la trasmissione in Congo, sottolineano, resta una priorità per proteggere le comunità dell’intera regione.Questo articolo Ebola, l’Oms dichiara la fine dell’epidemia in Uganda: 42 giorni senza nuovi casi proviene da LaPresse