Verso nuovi accordi Mfn? Trump porta la partita alle biotech

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La strategia Most favored nation (Mfn) dell’amministrazione Trump potrebbe presto allargarsi a una nuova tranche di aziende. Dopo gli accordi volontari già raggiunti con 17 grandi gruppi farmaceutici – il primo con Pfizer a settembre 2025, l’ultimo con Regeneron nell’aprile 2026 – la Casa Bianca sarebbe pronta a rivolgersi ora ad alcune biotech di medie dimensioni. Secondo indiscrezioni di Bloomberg riprese anche da Reuters, nuovi accordi sui prezzi dei farmaci potrebbero essere annunciati lunedì. Al momento non sono noti i nomi delle società coinvolte.In cosa consisteIn base alle indiscrezioni, le aziende accetterebbero sconti sui medicinali acquistati attraverso Medicaid, legando i prezzi statunitensi a quelli praticati all’estero. La partecipazione dei singoli programmi statali sarebbe volontaria. La Casa Bianca ha confermato i progressi nelle trattative per nuovi accordi Mfn, sottolineando però che qualsiasi dettaglio resta speculativo fino a un annuncio ufficiale.Verso il Great American Health ActLa partita, intanto, si sposta anche sulla durata della strategia. Pochi giorni fa Mehmet Oz, amministratore dei Centers for Medicare & Medicaid Services, ha spiegato a Face the Nation with Margaret Brennan che il Great American Health Act sarà il veicolo attraverso cui l’amministrazione punta a codificare l’Mfn. Il nodo sarà rendere il meccanismo capace di sopravvivere oltre il 2028, una prospettiva sulla quale peseranno anche gli equilibri che emergeranno dalle elezioni di midterm di novembre.Il tema dell’affordability sanitaria, del resto, è ormai entrato anche nell’agenda democratica, sebbene con strumenti differenti. È anche per questo che queste indiscrezioni hanno un peso politico: dopo aver chiuso gli accordi con i 17 big e una fase in cui l’Mfn agli occhi di alcuni analisti sembrava aver perso slancio, la possibile apertura alle biotech mid-sized segnala una nuova accelerazione, che nelle intenzioni dell’amministrazione Usa punta trasformarsi in una politica destinata a sopravvivere alla presidenza Trump.